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Libri

Cinquanta sfumature. Le donne e il sesso nelle pagine. E a letto

Seconda puntata di un viaggio nell'universo delle lettrici (e non lettrici) della trilogia che invece della sottomissione potrebbe portare alla luce il protagonismo femminile

Marchese de Sade, Le centoventi giornate di Sodoma (particolare) - Credits: ES editrice

Nella puntata precedente … Si parlava delle Cinquanta sfumature , il libro, ma anche i suoi effetti. Quelli che ogni rivista e ogni sito ci propongono, quello che dovrebbe essere entrato ormai di diritto nella camera da letto delle donne.
Le mie donne. Quelle non completamente appagate (dalla lettura) e quelle che si sono sbottonate. Tutte a voler dire qualcosa sulla sottomissione.
Andiamo avanti.

Parola ai tabù.
Poiché l’argomento alla base delle Cinquanta sfumature resta il sesso, tutto ruota intorno al sesso, ci sono testimonianze che lo affrontano con distacco. E vanno oltre. "Non ho mai fatto cose che non volessi fare veramente, mai niente di cosi tanto pubblicizzato come si racconta oggi (niente bondage, no fruste, niente manette), semplicemente perché non mi sono state proposte. Se mi venissero avanzate queste richieste e se fossi davvero in sintonia con il mio partner, sarei sinceramente curiosa di provare. Mi preoccupa di più la sottomissione psicologica, quella dove gli uomini arrivano a cambiare il tuo modo di vestire, le tue abitudini, la tua vita. Quelle situazioni in cui le donne si adattano pur di non perdere l'uomo che credono di amare. E purtroppo molte di quelle donne nel momento in cui accontentano i loro uomini fanno l'errore più grosso che si possa commettere: annullare la propria personalità".

Con le mie domande molte sono tornate indietro nel tempo, magari alle prime esperienze, e hanno raccontato la loro personale trasformazione. "La prima volta che il mio ragazzo di chiese di fare sesso orale, la reazione istintiva è stata una forte resistenza: lo vedevo come un atto di sottomissione, perché legato esclusivamente al suo piacere, escludeva la condivisione, era insomma a senso unico. Lo feci quella prima volta meccanicamente e sentendomi usata, anche se amavo quella persona ed ero convinta lui amasse me, anzi, ancora di più proprio per questo: c'era un senso di frustrazione e rabbia, era un compromesso a cui scendere, un atto di egoismo da parte sua. Quello che ho capito con un po' di tempo è che era una reazione legata alle mie insicurezze più profonde, non aveva niente a che fare con l'atto in sé.
Quando il sesso è diventato un'esperienza legata al mio essere donna, dopo i 30 anni, si è trasformato in qualcosa di gioioso, legato alla scoperta del mio corpo e delle mie emozioni e al potere che scoprivo di avere, oltre che a quello che subivo. Allora non ho più provato alcun senso di sottomissione perché non si trattava più di dover fare o dimostrare nulla, come da ragazza: era un andare alla scoperta del piacere e di tutte le sue forme, seguendo l'ispirazione del momento e cercando di restare sempre in sintonia con le emozioni che provavo".

E ancora. "Parlando di sesso con le amiche mi sono fatta l'idea che resistano ancora molti tabù: molte di loro vorrebbero provare a fare cose diverse, ma non lo chiedono per pudore, per paura di essere giudicate, o di perdere il rispetto del partner. Non dicono quello che non trovano particolarmente piacevole per non ferire, e non si propongono in altri modi per non essere ferite. Alcune di loro non riescono quasi mai a raggiungere l'orgasmo, perché credono che il loro scopo principale sia quello di farlo raggiungere a lui: sono troppo concentrate su quel risultato e si dimenticano di ascoltare il proprio corpo. È per questo secondo me che libri come Cinquanta sfumature di grigio hanno tutto questo successo: perché legando tutta una serie di fantasie sessuali (che per la maggior parte delle donne restano inconfessabili) all'amore romantico, le riabilitano, restituiscono loro dignità".

Consigli di lettura.
Le centoventi giornate di Sodoma di Donatien Alphonse François de Sade (ES)
Solus ad solam di Gabriele D’Annunzio (ES editrice)
Teleny di Oscar Wilde (ES editrice)

La seconda sorpresa. Voluttà letteraria.
Ed ecco che pian piano ci avviciniamo al nodo della questione. Quello legato alla lettura del libro più chiacchierato degli ultimi mesi, del romanzo che sta attraversando imperturbabile le stagioni restando sempre lo stesso. All’apice del piacere. Pardon, del successo.
"Ho letto la trilogia in sette giorni. Furbetta questa James, ha capito come farci sorridere. Ho trovato tutti e tre i libri divertenti: certamente il fatto di averli letti sdraiata sotto il sole e attorniata da amiche che contemporaneamente facevano la stessa cosa, ha giocato il suo ruolo. Decisamente surreale sotto molto aspetti. In primis il fatto che solo con uno sguardo, o quasi, la bella Anastasia raggiunga l'orgasmo, se non addirittura orgasmi multipli; per non parlare del fatto che questa conoscenza intima di se stessa e del proprio piacere si riveli all'età di 20 anni... Poco credibile per donne della nostra generazione che a 20 anni andavano in giro in superga bucate e spostavano la mano del fidanzatino se solo si permetteva di scivolare sotto la maglietta. Ma va bene così, facciamoci un po' prendere in giro. E se la James avesse fatto centro e tutto quello che sembra surreale a noi quarantenni fosse reale per le ragazzine di 20, con orgasmi a prima vista? Beate loro. Quindi, se così fosse, lunga vita alle nuove generazioni di fanciulle, che sanno già a 18 anni quello che io ho scoperto a 35!"

Non si può fare a meno di leggerlo, è un libro senza un’anima letteraria, ma dal sapore sanguigno. "Ho letto la trilogia, tutta. Mi è piaciuto molto il primo perché è eccitante e molto scorrevole. Mi è piaciuto il secondo perché l'amore di lui per lei lo aiuta a crescere e ad affrontare i suoi fantasmi personali (... e per una romantica come me....). Il terzo l'ho trovato troppo. Troppo eccessivo, troppo esagerato, troppo irreale, troppo melenso. Ma dove si è mai visto un uomo bello, attento, ricco, innamorato, fedele, che fa sesso venti volte al giorno? O meglio, dove si ë mai visto un uomo perfetto?"

Una lettrice, la classica donna cui non attribuiresti mai un passato tormentato men che meno lussurioso, mi confessa: "Vengo da un'estate casalinga e solitaria, al mare con i figli e dove il mio tempo libero l'ho speso appesa ai pantaloni di Mr. Grey! Ebbene sì, li ho letti. Ho trovato il primo originale, per me che ero nuova all'argomento. Mr. Grey così dannato e misterioso offriva una visione inedita del maschio predatore. Fino alla fine del primo romanzo ho creduto di leggere un libro erotico scritto bene. Credo però che le logiche di mercato abbiano indotto poi l'autrice ad appiattire gli altri due romanzi e renderli commerciali e forse un po' banali: lui che si redime per amore di lei, lui che risolve tutti i suoi vuoti interiori grazie all'amore per lei, poi il matrimonio, i figli. Poco credibile".

Consigli di lettura.
Camilla di Joseph S. Le Fanu (Marsilio)
L’amante di Marguerite Duras (Feltrinelli)
Emmanuelle di Emmanuelle Arsan (Bompiani)

Continua...

@violablanca

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