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5 libri da ripescare e portare in valigia per le vacanze

Un racconto, un classico, un giallo d’eccezione, un saggio che sembra un romanzo, uno smilzo memoire: proviamo a segnalare 5 titoli che vale la pena leggere senza rincorrere le ultime uscite

(Credits: Ansa/Zennaro)

Molto tempo per leggere, poche novità in libreria. Agosto è alle porte, le vacanze estive pure. E, come ogni anno, la produzione editoriale si ferma per un mesetto. Qualcuno ha una consistente pila di volumi da smaltire, qualcun altro no. Per i tipi più zelanti,  e per i meno inclini alle mode, proviamo a segnalare cinque titoli. Con un rigoroso discrimine, che a qualcuno può suonare quasi come una provocazione: nessuno di essi è uscito infatti negli ultimi tempi, e qualcuno addirittura è arrivato qualche secolo fa.

E allora partiamo da un racconto, pubblicato a inizio del secolo scorso. Per Leonardo Sciascia , che lo tradusse e lo pubblico come quarto libro della collana “La memoria” di Sellerio, è addirittura il più bello della storia. SI intitola Il procuratore di Giudea , è dello scrittore francese Anatole France ed è un apologo (e una apologia) dello scetticismo.  Facile capire perché Sciascia ne sia rimasto così impressionato: un testo scolpito in una scrittura asciutta, eppure non priva di ambiguità. Il dialogo tra il prefetto Elio Lamia e Ponzio Pilato, come ha detto Sciascia, è “un supremo omaggio, in definitiva dello scetticismo a sé stesso”. Un racconto unico, e ancora oggi insuperato.

Torniamo ancora più indietro nel tempo. È il 1813, la scrittrice in questione si chiama Jane Austen. Qui puntiamo a un grande classico, e sappiamo bene che rischiamo di trovare la casella dei libri letti già spuntata. Proviamoci lo stesso, anche perché è Orgoglio e pregiudizio , a distanza di due secoli, resta un libro di un’attualità sorprendente. Per i temi (la critica corrosiva alla buona società inglese), per la scrittura (rapida, fluente, tassonomica) e per i personaggi (dalla odiosa petulanza di Mrs Bennett alla sornione intelligenza del consorte). Inutile girarci attorno: oltre a essere un classico, Orgoglio e pregiudizio resta un straordinaria opera narrativa, che può persino essere ascoltata (e non letta) da un’attrice di calibro come Paola Cortellesi.

Un nome più contemporaneo, ma non troppo. Friederich Dürrenmatt è considerato uno dei maestri insuperati del giallo europeo. Non a torto.  Quattro i romanzi in catalogo, una ventina i racconti. Difficile scegliere, ma è impossibile trascurare La promessa : un libro atipico, un giallo rovesciato (meglio: deformato) con protagonista il commissario Matthäi. La sua principale qualità? Quella di mandare in soffitta in poco meno di duecento pagine l’utopia del solito determinismo pratico che innerva le trame a tinte fosche e ci ricorda come il miglior giallo è quello non risolto (o risolto troppo tardi, che poi è lo stesso).

Quarto titolo, quarto nome. Strade di notte di Gajto Gazdanov, edito da Zandonai. Un libro smilzo, rapido, che descrive una Parigi distante anni luce dalla descrizione turistica e oleografica di certi ritrattisti contemporanei, ma sfugge al tempo stesso al tono romantico che ha avvolto per troppo tempo certi boulevard transalpini. Nel racconto di un tassista qualunque che a bordo della sua vettura passa la notte a caricare e scaricare clienti, la città si svela molto più indistinta di quanto non possa sembrare di giorno. Tra il vecchio nobiluomo che approfitta a fine corsa di una mancanza di resto per raggirarti e la vecchia stracciona che cerca di frodarti denunciandoti per una frattura che non gli hai mai provocato, la distanza è molto più breve di quanto si possa immaginare.

Chiudiamo con un saggio, o quasi. Si intitola La corte dei Savoia ed è scritto da Carlo M. Fiorentino. È una sorta di report documentato e dettagliato sui rumours, le dinamiche e i pettegolezzi di corte nei primi anni dell’Italia unita. Si parte da Rosa Varcellana, l’amante storica di Vittorio Emanuele II, e si arriva alla regina Margherita che con la sua grazia fece perdere la ragione a una buona dozzina di politici, poeti e scrittori. E poi l’etichetta regale (sofferta dal primo re d’Italia), i riti, i balli e i ricevimenti. Gustoso, ma rigoroso. Un libro da leggere e conservare. Come tutti gli altri.

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