Arte & Idee

Premio nazionale di Poesia Mimesis: i vincitori

I testi da primo premio della XXesima edizione della competizione che unisce poesia a musica jazz in nome di Nick La Rocca

poesia

– Credits: istock

Poesia, jazz e tanta musica dixieland in ricordo del padre della stessa musica jazz l'italiano Nick La Rocca. È l'inedita e suggestiva proposta culturale della ventesima edizione del Premio nazionale di poesia “Mimesis” in programma sabato 26 agosto a Itri (Latina).

Un appuntamento diventato, anno dopo anno, tra le più significative tappe del movimento poetico italiano con la partecipazione di autori provenienti da tutte le regioni del paese.

I vincitori

Tra le 1.114 liriche selezionate dalla giuria – un vero e proprio record di questa ventesima edizione -, sono stati premiati per la sezione “Inediti” Il velo di Bianka di Enzo Bacca, per la sezione “Editi” Casette d'Ete di Tullio Mariani e per la categoria “Poeta provincia di Latina” Tempio di Giove Anxur di Antonio Damiano, che saranno lette durante la serata insieme alle prime dieci classificate di tutte le categorie con la scenografia firmata dall’artista Massimo Patroni Griffi. Voci recitanti: Barbara Brosca, Daniele Nardone, Nino Fausti, Nicola Maggiarra e Patrizia Stefanelli.

Tutte le liriche vincitrici saranno raccolte nell’Antologia “Un attimo prima” con copertina del maestro ragusano Franco Cilia.

Poesia e musica

Accanto alla lettura dei testi, ad allietare la serata ci saranno i musicisti della Fire Dixie Jazz Band che suoneranno in acustico un ampio programma di musiche di jazz tradizionale e di dixieland, lo stile delle orchestre itineranti di New Orleans nei primi anni del 1900, sulla scia del primo grande compositore jazzistico, Nick La Rocca.

Siciliano emigrato negli Usa, fu il primo artista ad incidere un disco di composizioni di jazz e dixieland, considerato a ragione padre e fonte ispiratrice di altri grandi nomi, a partire da Luis Armostrong.

"Abbiamo voluto dedicare spazio al jazz, la musica amata da generazioni di appassionati di ieri e di oggi, come del resto lo è sempre stata la poesia" spiega la regista Patrizia Stefanelli, ideatrice del premio insieme al professor Nicola Maggiarra.

I testi dei vincitori

Poesia inedita
Prima classificata                           

Il velo di Bianka
di Enzo Bacca(CB)

Scorre umido un fremito
nel telefono senza fili
delle sedie allineate,
dita chiuse a pigna
arrossano composte ginocchia.
Il brusio delle madri: mantra lamentoso.
Veli scuri nascondono ciocche
vetri appannati d’alito,
occhi senza speranza.
L’organza chiara sulle membra ferme
trapunta il soffitto disegnato dall’ombra,
il tulle di sposa illumina la bicocca.
Sul collo ligneo di Bianka, (tra le anche)
il sigillo viola della sconfitta.
Quanti grani di rosario
all’alba della nuova pazienza
sfileranno il laccio
danzando sull’ardesia?
(Il silenzio pullula di maschere).
Né il liquore d’albicocca
delizierà il palato
allo scoccare dell’ultima ora.
Il profumo di lacca ristagnata
copre l’essenza di lavanda
i grani bruciati d’incenso,
le bocche cucite come cerniera.
Il prete, nella piatta della stanza
officerà le tenebre alla controra
nell’ultima prece di pietà.
Anche l’allodola, domani
lascerà la grondaia.
Fuori, ancora non fiocca.

Poesie edite
Prima classificata

Casette d'Ete - Mais où sont les neiges d’antan? (François Villon)
di Tullio Mariani (PI)

Ricordi le piccole case
che diedero il nome al paese?
I muri a mattoni scoperti,
gli infissi di poche pretese
le tende davanti alle porte
socchiuse d’estate e d’inverno
la placida calma di vita,
la calda illusione di eterno.
Ricordi, a guardarle dal monte
sembravano un gregge nel verde
un verde di piana e di colli
fin dove la vista si perde.
Non chiedere a me dov’è oggi
quel mondo mai più ritrovato
ma chiedi a te stesso: dov’è
la neve dell’anno passato?

Ricordi la candida strada
di ghiaia, di polvere e sassi?
Parlava alla tua solitudine,
cantava al ritmo dei passi
brillava nel sole di luglio
che quasi dolevano gli occhi.
Ricordi le corse, le grida,
i giochi, i bisticci un po’ sciocchi,
le bande di bimbi per strada
a vivere liberi e veri,
gli sguardi d’invidia dei grandi
legati dagli obblighi austeri?
Mi chiedi se in un qualche altrove
rivive quel mondo incantato
e io chiedo a te: dov’è oggi
la neve dell’anno passato?

Ricordi le sere d’estate
assorti a guardare le stelle
seduti sull’uscio di casa,
il cantico di raganelle
i cori dei grilli nei campi,
l’odore del grano maturo,
le lucciole a manto di luce,
i sogni di un grato futuro?
Poi gli anni di ansie e di lotte
in nome del grande avvenire
e i rantoli tristi di un mondo
che abbiamo aiutato a morire.
E forse ci sarà reso
quel placido esistere lieve
quando saremo ormai stanchi
e andremo via con la neve.

Categoria Autori della provincia di Latina

Tempio di Giove Anxur
di Antonio Damiano

Alta sale la luna e sui ruderi posa.
Tace e si spegne ogni umana parola.
E timide vanno le ombre la sera
come a cercare un volto, un ricordo,
o gemma smarrita d’antico splendore.
Siete voi, ancelle divine, vestali di quel dio
superno, quando il giorno scandiva le ore
tra canti e preghiere e volute d’incenso?
Volti ridenti in un raggio di sole
ed a sera smarrite nell’eco dell’onda
quando lieta sul colle cullava le ore.
Eravate: con i sogni e le attese,
col sorriso sul mondo mentre il giorno
schiudeva il suo prodigo dono.
E risuonava la valle del trepido canto,
d’una voce che saliva alle stelle  
implorando quel dono che la gente chiedeva.
Ma oggi di tanto nulla rimane: non un segno,
un breve momento, non un volto che ancora
ricordi. Eppure, viveste! Similmente ad ognuno
di noi: con timido passo a sfiorare la terra,
con tremula mano cogliendo i suoi doni.
Ed ora… ombre che vanno tra ruderi spenti,
le dita tremanti a sfiorare gli orpelli,
come a quei giorni a ridare la vita.
Solo la luna vaga e sorride e la valle pervade
di umide ombre. Nasce e si leva, appare
e scompare e languida sale in un cielo di stelle.
Ma se mira, altro non trova che archi cadenti
ed erba sui muri a nascondere i giorni.

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