Michael Moore, il regista americano politicamente attivo di Bowling a Columbine (Oscar nel 2003) e Fahrenheit 9/11, si getta a capofitto nella battaglia elettorale delle presidenziali a stelle e strisce. Già dichiaratamente anti-Trump, ha presentato a sorpresa il suo nuovo documentario Michael Moore in TrumpLand. È stato proiettato ieri notte in un cinema di Brooklyn, l'IFC Center di New York. Il film è un evidente monito contro Donald Trump e un invito a votare Hillary Clinton, nonostante tutto.

Ecco 5 cose da sapere su Michael Moore in TrumpLand:

1) In Ohio, nella terra di Trump

Michael Moore, noto per il suo attivismo di sinistra, alle primarie democratiche appoggiò il democratico Bernie Sanders. Ora però il suo sostegno va indiscubilmente a Hillary Clinton, e le sue energie sono tutte protese contro il repubblicano Donald Trump.
Il suo film Michael Moore in TrumpLand, lungo 73 minuti e finanziato da IMG Films, è una performance one-man-show del regista, che parla dei due candidati dal palco. È stato girato meno di due settimane fa, per due serate consecutive in un teatro di Wilmington, in Ohio, dove Trump nelle primarie ha avuto quattro volte i voti dell'avversaria democratica. "Per noi, questa è TrumpLand", la Terra di Trump, ha spiegato Moore. "Non ho voluto girarlo in un luogo sicuro, ma in un luogo dove avremmo bisogno di un sacco della sicurezza, che abbiamo avuto".
Inizialmente Moore aveva chiesto di girare a Licking, sempre in Ohio, ma gli è stato negato il permesso.

2) In corsa per tutta l'America

Il documentario inizia ora la sua "corsa" nei cinema di tutto il Paese. "Il nostro obiettivo è che lo vedano quanti più americani possibile nei prossimi cinque o dieci giorni", ha spiegato il regista nel cinema newyorchese dove è avvenuta la prima proiezione, gratuita
Il film sarà presto disponibile pure su VOD: "Molte persone ci hanno contattato per sapere come possono aiutarci".
Un'autentica campagna elettorale last-minute in vista delle elezioni presidenziali dell'8 novembre. Moore è arrembante: "Il film si rivolge all'istinto più scuro di un Paese che ha fatto alcuni errori, che sia stato votare Reagan o Nixon o Bush o il wrestler professionista in Minnesota (cioè Jesse Ventura, ndr)".

3) Come sarebbe il futuro con Trump

Nel doc di Moore scorrono anche alcuni segmenti immaginari di cosa accadrebbe con Donald Trump alla Casa Bianca: bombardamenti aerei sulle città di frontiera messicane; un canale di notizie della tv ufficiale gestito dal network conservativo Breitbart e da Roger Ailes, amministratore delegato di FoxNews travolto da uno scandalo di molestie sessuali; Rosie O'Donnell, l'attivista per diritti delle persone LGBT, deportata alle isole Samoa

4) Il buono che c'è in Hillary e nelle donne

Le donne invece non creano così tanti problemi, sostiene Moore nel suo film: "Nessuna donna ha inventato la bomba a idrogeno o quella atomica e una ragazza non è mai andata in una scuola a sparare tutt'intorno. Siamo davvero al sicuro con il 51% della popolazione. Di qualunque cosa tu abbia paura, non indossa un abito o un tailleur".
Il regista ha spiegato di aver voluto girare TrumpLand perché gli strateghi della Clinton non dovrebbero solo spaventare le persone pronte a votare il magnate repubblicano: "Voglio dare ragioni positive per votarla", ha osservato al termine della proiezione newyorchese, aggiungendo che le conseguenze della Brexit possono servire da ammonimento all'America. "Guardiamo al buono che c'è in Hillary. Non sto dicendo 'dimenticate il negativo', ma che c'è un sacco di buono". Secondo Moore anche Hillary, come Papa Francesco ha fatto per la Chiesa cattolica, può stimolare progressi che tirino fuori il meglio del Paese.

5) L'invito ai riluttanti a votare Clinton

L'intento di Moore è di rivolgersi soprattutto agli elettori indecisi, in particolare dei "quattro stati Brexit" che sono Michigan, Ohio, Pennsylvania e Wisconsin. "Le persone che non sono protese verso Trump possono però avere riluttanza a votare per Hillary", ha detto. "L'8 novembre è inverno in Michigan. Ci potrebbero essere due piedi di neve in Michigan, Ohio, Wisconsin, Pennsylvania. Sai chi va alle urne? I sostenitori arrabbiati".
Ecco quindi la missione di Michael Moore in TrumpLand: "La nostra più grande sfida nel giorno delle elezioni è portare alle urne le persone che hanno rinunciato".

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