L'8 agosto l'attore statunitense Dustin Hoffman compie 80 anni, di cui 50 di carriera impeccabile. Talento versatile, naso grosso e sguardo profondo, diverso dalla bellezza misteriosa da divo di Hollywood, ha collezionato 84 film, due Oscar, una regia e una tale varietà di ruoli da farne un attore completo e celebrato, elegante erede dell'istrionismo di Jack Lemmon.

Nato a Los Angeles l'8 agosto 1937 da una famiglia di origine ebraico-rumena, già nel nome aveva il cinema come destino: si chiama Dustin per una passione cinematografica dei genitori, il dimenticato divo del muto Dustin Farnum. 

Dopo stentati (e abbandonati) studi di medicina, nella migliore tradizione americana Dustin ha fatto mille mestieri ("fino a 31 anni ho vissuto sotto la soglia della povertà") per poi approdare, nonostante due rifiuti consecutivi, alla corte di Lee Strasberg nel mitico Actor's Studio.

La svolta arriva nel 1967: Mike Nichols cerca il protagonista per Il laureato, Hoffman lo viene a sapere dal vicino di casa Mel Brooks che ha per moglie Ann Bancroft, icona di quel film. "Era un ruolo perfetto per Robert Redford, hanno avuto un gran coraggio a fidarsi di me e da quel momento, come nelle fiabe, tutto è cambiato", ha raccontato.
Per Dustin arriva la prima candidatura all'Oscar e al Golden Globe.

Da allora ha percorso tanti personaggi, con la sua classe inconfondibile, con una segreta predilezione per la commedia ("il genere più difficile, per questo mi esalta"). 

È stato Rizzo in Un uomo da marciapiede e il malinconico Raymond, il fratello affetto da autismo di Tom Cruise, in Rain Man per il quale ebbe il secondo Oscar nel 1989, dieci anni dopo la vittoria con Kramer contro Kramer.  

Eccolo poi in convincenti panni femminili nella trionfale commedia americana Tootsie di Sydney Pollack (1982); ha incarnato il coniglio dal cuore d'eroe in Cane di paglia e Piccolo, grande uomo; ha vestito i panni di Capitan Uncino nella fiaba rivisitata da Steven Spielberg Hook (1991); eccolo poi con Laurence Olivier ne Il maratoneta e con Gene Hackman ne La giuria, magnifico accanto a Robert Redford in Tutti gli uomini del presidente fino all'irresistibile Wag the Dog con Robert De Niro.

Ha avuto anche incursioni nel cinema europeo: nel 1972 sceglie l'Italia per Alfredo Alfredo di Pietro Germi con Stefania Sandrelli. Girato nelle Marche, il film è rimasto nel cuore dell'attore che, molti anni dopo, si è offerto per un recente spot pubblicitario della regione, ricevendo anche la cittadinanza onoraria di Ascoli Piceno.

Le sue interpretazioni hanno fatto la storia del cinema. Buon compleanno Dustin!

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