Cinema

Vent'anni senza Audrey Hepburn, icona di stile

Una galleria di immagini in memoria dell'attrice di origine belga, regina di fascino ed eleganza, scomparsa il 20 gennaio 1993

 

Audrey Hepburn moriva il 20 gennaio del 1993, 20 anni fa, nella sua casa di Tolochenaz, nei pressi del Lago di Ginevra, uccisa da un cancro al colon. Aveva solamente 63 anni.


Nata a Bruxelles il 4 maggio 1929 con il nome di Audrey Kathleen Ruston, la sua carriera iniziò nella danza, presto abbandonata per la recitazione. Fu scoperta nientemeno che da Colette, la grande femme de lettres francese, che seppe riconoscere nella Hepburn diciannovenne l'interprete perfetta della sua Gigi, messa in scena a Broadway nel 1951: la sua prima interpretazione teatrale da protagonista. Apparirà per la prima volta sul grande schermo nel film The Secret People del 1952. L'inizio di una carriera travolgente e inaspettata, che farà di lei una delle star più affascinanti e ricercate della storia del cinema: quindici anni intensi in cima alle gerarchie di Hollywood, dai primi anni '50 fino alla seconda metà dei '60. Nel 1999 verrà definita "la terza più grande attrice di sempre" dall'American Film Institute.


"La mia carriera è per me un mistero assoluto. È stata una totale sorpresa fin dal primo giorno. Non ho mai pensato che sarei diventata un'attrice, che sarei comparsa nei film, e che sarebbe accaduto nel modo in cui è avvenuto."


Richiesta da tutti i maggiori registi del tempo, girerà, per citarne solo alcuni, i film Arianna, My fair lady, Verdi dimore, Guerra e pace, Come rubare un milione di dollari e vivere felici, Storia di una monaca, Robin e Marian, Due per la strada, Sciarada (accanto a Cary Grant), Cenerentola a Parigi (con Fred Astaire), Sabrina (diretto da Billy Wilder, con Humphrey Bogart), Colazione da Tiffany. La pellicola che la rese famosa è però la fiaba Vacanze Romane, in cui recita con Gregory Peck. Un ruolo conteso con Elizabeth Taylor e affidato a lei per ''il fascino, l'innocenza e il talento'' che mostra di possedere, come disse il regista William Wyler. Proprio grazie a questo film, dove la si vede scorazzare a bordo di una Vespa nei panni di una principessa aggrappata alla schiena dell'affascinante Gregory Peck, Hepburn vinse l'Oscar come migliore attrice protagonista.


Icona di stile ed eleganza, esile nel corpo, occhi incantatori, sorriso disarmante, la sua eleganza è divenuta un riferimento ideale per molte donne e per tutti gli stilisti del suo tempo, stringendo un sodalizio - importantissimo per il mondo del cinema e della moda - con Hubert de Givenchy, che realizzò per lei il famoso ''little black dress'' - indossato con cinque fili di grandi perle, una tiara e dei lunghi guanti neri in Colazione da Tiffany - che sarebbe stato venduto all'asta anni dopo per la cifra record di 410.000 sterline.


Dal 1981 viveva in Svizzera Robert Wolders, il suo ultimo compagno dopo i matrimoni con l'attore Mel Ferrer (nel 1954) e con lo psichiatra italiano Andrea Dotti (1969), avendone rispettivamente i figli Sean e Luca. Dopo il ritiro dalla scene si era attivamente dedicata al volontariato e alla beneficenza, in particolare come ambasciatrice Unicef.

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