Godzilla, il film di Gareth Edwards: 5 cose da sapere

Il regista britannico ci sa fare. Non punta sull'azione a tutti i costi e gioca con l'emotività dello spettatore, presentando un Re dei Mostri dal significativo ruolo di riequilibratore

Godzilla – Credits: Warner Bros

L'imponente "Re dei Mostri" che aveva debuttato al cinema nel 1954 torna nella sua mole imponente e nella forza imprevedibile. Dal 15 maggio, a sessant'anni dalla sua prima apparizione, arriva nelle sale italiane Godzilla, ennesimo film sul kaijū (mostro della fantascienza giapponese) per eccellenza, seconda produzione americana che rievoca il personaggio della casa cinematografica nipponica Toho. Il nuovo lavoro, firmato Gareth Edwards, rifonda la saga e spazza via il predecessore a stelle e strisce di Roland Emmerich, popcorn-movie del 1998 rumoroso e tutt'altro che riuscito.
Edwards, britannico distintosi col film low budget Monsters (2010), ci sa fare. E lo si capisce sin dalle prime sequenze e da come giochi alla sottrazione, lasciandoci sospirare l'entrata in scena di Godzilla, la cui comparsa è centellinata e lasciata in tutta la sua potenza soprattutto al finale. Edwards non punta all'azione a tutti i costi, ma costruisce un sottotesto più profondo... Questa volta aveva a disposizione un signor budget, e lui l'ha sfruttato con saggezza.

Ecco 5 cose da sapere su Godzilla.

1) Godzilla nacque come una denuncia contro gli orrori della guerra

Ispirato al film americano del 1953 Il risveglio del dinosauro, il personaggio di Godzilla fu creato in Giappone dalla Toho nel 1954: Gojira il suo nome, trasformato in Occidente in Godzilla. "Gojira" mescola il termine occidentale "gorilla" con quello giapponese "kujira", che significa balena. Compare per la prima volta in Godzilla di Ishirō Honda per entrare indissolubilmente nella cultura popolare, generando numerosi sequel, un esercito di giocattoli e prendendo vita in ogni campo, dai fumetti ai videogiochi.
Quella pellicola era però molto più di semplice intrattenimento. Nasceva in un paese che si stava ancora riprendendo dalla devastazione della Seconda Guerra Mondiale. Godzilla è un rappresentante di una specie di dinosauri sopravvissuti all'estinzione e la sua natura mostruosa, estremamente forte e restistente, ha origine da esperimenti nucleari americani. La stessa arma che devastò Hiroshima e Nagasaki continua la sua opera di distruzione tramite Godzilla.
Godzilla, oltre che un monster movie, era una denuncia contro gli orrori della guerra e dell'era atomica.

2) Le citazioni e il profondo rispetto di Edwards verso il Godzilla del 1954

Muovendosi su una sceneggiatura di Max Borenstein e sul soggetto di David Callaham, Edwards ha puntato a realizzare un film che non non sembrasse una mera avventura mozzafiato, ma che tornasse anche alle sue radici, creando una storia umana nel contesto del mondo attuale.
Nel farlo ha agito con religioso rispetto verso il Godzilla di Honda e ha fatto ricorso a diverse citazioni. Il suo mostro è riconoscibile nel distintivo ruggito, nel profilo delle pinne dorsali, nel fuoco radioattivo che gli esce dalle fauci...
Non a caso la storia inizia nella patria di Godzilla, in Giappone. A Nord del Mar della Cina, una serie di tremori scuote l'impianto nucleare di Janjira, dalle parti del distretto di Tokyo. Joe (Bryan Cranston), ingegnere nucleare, ha riscontrato anomali schemi sonori in queste vibrazioni ed è l'unico che intuisce che non si tratta di un normale terremoto...
Gà uno scenziato giapponese aveva avuto tracce di resti fossilizzati altamente radioattivi in una remota miniera nella jungla delle Filippine. Questo studioso (interpretato da Ken Watanabe) si chiama Serizawa, che prende il nome ed è ispirato al personaggio principale del film originale giapponese. Serizawa, quando cita il Re dei mostri, usa la pronuncia nipponica "Gojira".
Akira Ifukube, che compose la colonna sonora del film del 1954, ebbe l'idea di creare il famoso ruggito di Godzilla usando un guanto ricoperto di resina facendolo scorrere sulle corde di un contrabbasso, ottenendo l’effetto di produrre un suono per il progettista del suono Ichiro Minawa, che lo ha utilizzato in seguito a una diversa velocità per personalizzare ogni espressione.
Per la versione del 2014 i progettisti del suono hanno usato una certa varietà di tecniche, hanno perfino provato con un guanto ricoperto di resina di pino su un contrabbasso per avvicinarsi all'originale. "Quel ruggito è probabilmente il più famoso effetto sonoro nella storia del cinema e volevamo rendergli omaggio, pur creando qualcosa di nuovo", ha detto lo sperimentatore del suono Erik Aadahl. "Abbiamo finito per registrare centinaia di suoni diversi che avevano la stessa qualità di timbro dell’originale e, finalmente, abbiamo scoperto la combinazione che ci ha fatto venire la pelle d’oca".

3) Godzilla, il riequilibratore della natura

Nei 28 film su Godzilla della Toho, il bestione ha avuto tante sfumature, più o meno distruttivo, e tanti rivali diversi, dagli alieni all'automa con le sue fattezze. Ma ora lo vediamo in un ruolo nuovo e dai risvolti molto cotemporanei, è lui il riequilibratore del pianeta. "L'arroganza dell'uomo è pensare di avere la natura sotto il proprio controllo e non l'esatto contrario", afferma il dottor Serizawa nel film.
Godzilla è inarrestabile, come lo sono i MUTO. Godzilla stesso sarà la chiave della salvezza. Significativa l'inquadratura ravvicinata dell'occhio di Godzilla sul tenente Ford Brody (Aaron Taylor-Johnson) che cerca di fermare i mostri: l'insignificanza dell'uomo è tutta in quella scena.
"I mostri hanno sempre rappresentato delle metafore per qualcos’altro", sostiene il regista. "Rappresentano la parte oscura della nostra natura e le paure di ciò che non siamo in grado di controllare. In un certo senso Godzilla impersona una specie di 'furia divina', non nel senso religioso, quanto piuttosto la punizione della natura per quanto abbiamo fatto al mondo".

4) Un inizio di grande impatto emotivo

Godzilla si apre già con dei titoli di testa coinvolgenti, che alternano sequenze in bianco e nero o dai colori anni '50, ritmate dalla musica imperante del francese Alexandre Desplat, che ha curato la colonna sonora. L'inizio poi è subito ad alto impatto emotivo. Sandra Brody (Juliette Binoche), come suo marito Joe, è una scienziata nucleare: sotto l'impianto di Janjira va in atto una sequenza terribile, che cattura lo spettatore e lo incolla inevitabilmente alla storia.
Altre sequenze giocano in maniera vincente sull'emotività del pubblico, dalla fuga dalla gabbia del MUTO allo tsunami di Honolulu. Gli effetti visivi, sotto la guida del supervisore Jim Rygiel (premio Oscar per Il signore degli anelli), danno assoluta credibilità, senza che il 3D disturbi.

5) Il cast: Bryan Cranston su tutti

Edwards disegna una storia in cui non c'è un unico eroe contro un unico mostro. Sono diversi i personaggi che arrivano man mano a contatto tra loro.
Nel manipolo di attori coinvolti, svetta Bryan Cranston. L'ex Walter White della pluripremiata serie tv Breaking Bad ha passionalità da vendere ed l'unico ad avere più potenza espressiva dello stesso Godzilla nei suoi 100 metri di stazza.
Meno potente, nella sua riflessività orientale, Ken Watanabe, a cui è affiancata come assistente di studi scientifici Sally Hawkins, degna collega.
Aaron Taylor-Johnson ha invece accanto, nei panni della mogliettina, Elizabeth Olsen, che sembra però quasi un corpo estraneo alla narrazione: rivedremo presto questa strana coppia come fratello e sorella Maximoff del nuovo capitolo Avengers.

 
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