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Nessun premio per Haifaa Al Mansour. Ma la prima regista saudita ha vinto lo stesso

SENZA TRUCCO – La Mostra del cinema di Venezia si è chiusa senza concedere premi al cinema femminile (a parte, ovviamente la Coppa Volpi alla migliore attrice, andata alla non così poderosa interpretazione di Hadas Yaron per Fill the Void…Leggi tutto

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SENZA TRUCCO – La Mostra del cinema di Venezia si è chiusa senza concedere premi al cinema femminile (a parte, ovviamente la Coppa Volpi alla migliore attrice, andata alla non così poderosa interpretazione di Hadas Yaron per Fill the Void).

Tutti si attendevano che il Leone del futuro – Luigi De Laurentiis per un’opera prima fosse assegnato al delizioso Wadjda di Haifaa Al Mansour, in concorso nella sezione Orizzonti. Così invece non è stato, ha avuto la meglio Kuf del turco Ali Aydin.
Ciò non toglie però valore al film di Al Mansour, la prima donna ad avere impugnato una cinepresa in Arabia Saudita.

Sin dai primi anni 2000 la coriacea cineasta ha iniziato a girare cortometraggi, riuscendo ad aprire la strada a un movimento indipendente di registe che hanno seguito il suo esempio.
Ci sono voluti tre anni per completare le riprese e riuscire a portare al Lido Wadjda, primo film interamente girato sul territorio, con un cast tutto saudita, in un Paese in cui non esistono sale cinematografiche.

“L’unica possibilità che abbiamo per vedere un film è guidare chilometri e chilometri, fino ad arrivare in Bahrain. Oppure ci sono i dvd e le proiezioni private” ha raccontato Al Mansour. Che bel supplizio per una regista, tanto più se si pensa che in Arabia Saudita le donne non possono neanche guidare.

Protagonista del suo debutto nel lungometraggio è la tenera e determinata Wadjda (Rem Abdullah), 12 anni e tanti riccioli. Ogni giorno passa davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli dove è esposta una bellissima bicicletta verde. Wadjda tenta di procurarsi il denaro per acquistarla, pur sapendo che alle donne non è permesso. Decide quindi di vendere prodotti illegali nel cortile della sua scuola ma senza successo. L’unica strada che le resta è quella di partecipare a un importante concorso per recite del corano.

Provo ora a ipotizzare la mia esistenza senza cinema e senza bicicletta e mi si rabbuglia il cuore.
La bella notizia è che la A2, nuova società italiana di distribuzione cinematografica, insieme alla Archibald, ha acquistato Wadjda. Il film vedrà la luce nella prossima stagione cinematografica nelle sale italiane.

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