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Lorena Vásquez Ampie e il rum “delle nuvole”

FLORENCE E LE ALTRE – Sono sempre affascinata dalle donne che riescono a farsi largo in ambiti ritenuti, a torto o a ragione, prettamente appannaggio maschile. E Lorena Vásquez Ampie, Maestra Mezcladora di uno dei rum più apprezzati del mondo…Leggi tutto

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FLORENCE E LE ALTRE – Sono sempre affascinata dalle donne che riescono a farsi largo in ambiti ritenuti, a torto o a ragione, prettamente appannaggio maschile. E Lorena Vásquez Ampie, Maestra Mezcladora di uno dei rum più apprezzati del mondo, il guatemalteco Zacapa, è una di queste. Una delle pochissime Master Blender donna al mondo. In poche parole è lei che supervisiona personalmente l’intero processo di produzione, compresa la miscelazione del blend e l’invecchiamento di ogni bottiglia in modo che il liquore distillato presenti sempre gli stessi aroma e gusto inconfondibili.

Creatività, perfetta conoscenza tecnica, infinita passione ed una predisposizione sensoriale fuori dal comune: sono gli ingredienti del buon Master Blender. E sono le caratteristiche che hanno permesso a Lorena di “infiltrarsi” nel mondo del rum: “Ho studiato Chimica Farmaceutica con specializzazione in Tecnologia degli Alimenti e Amministrazione d’Impresa in Nicaragua”, racconta. “Poco dopo la laurea, per motivi di famiglia mi sono trasferita in Guatemala. Qui, ho iniziato a lavorare nel dipartimento di Controllo Qualità di Zacapa, dove ho potuto sviluppare ed esprimere la mia innata predisposizione agli aromi e ai sapori. Un anno dopo mi venne chiesto di iniziare ad occuparmi del processo di produzione, concentrandomi in particolare sulla ricerca, sul blending (ossia l’arte del combinare rum didiversi invecchiamenti) e sullo sviluppo di nuovi prodotti, mansioni ancora oggi di mia competenza”.

Ma Lorena, ovviamente, non è solo questo: “Ho un figlio e una figlia. Mio figlio ha 32 anni e abita in Florida, mia figlia invece, che ne ha 30, abita con me, in Guatemala. Il lavoro di Maestra Mezcladora, che amo e per cui mi considero fortunatissima, assorbe la maggior parte della mia giornata. È difficile per me dire dove veramente termini il lavoro e dove inizi la vita privata perchè inevitabilmente, anche lontano dal mio ufficio, dalla distilleria, succede che la mia mente riprenda un pensiero del pomeriggio, un sapore, un profumo che mi rimandano a Zacapa. Non è un problema né un difetto, anzi trovo necessario essere sempre aperti a cogliere nuovi stimoli, suggestioni, idee anche da incontri fortuiti o casualità. Ciononostante difendo con risolutezza i momenti riservati alla mia famiglia. Nel corso della settimana ogni sera ceno con mia figlia, mentre nel weekend ci prendiamo il nostro tempo per fare più cose assieme”. Ovviamente.

“Zacapa è una combinazione unica di territorio (cime elevatissime, vulcani attivi, distese verdeggianti) clima ed ingredienti naturali”, continua, “dosati con il puro succo della canna da zucchero, il processo di distillazione ed il particolare metodo di invecchiamento ad alta quota, il Sistema Solera, messo a punto oltre 500 anni fa in Spagna (che prevede la miscelazione di rum di diverso invecchiamento e carattere, la maturazione in una serie di botti precedentemente utilizzate per robusti bourbon, delicati sherry e raffinati vini Pedro Ximenez e, nel caso di Zacapa XO, pregiati cognac francesi, oltre a una tecnica di miscelazione dilazionata nel tempo di partite vecchie e nuove che consentono di creare la “mezcla perfecta” che dà vita alla complessa struttura aromatica di Zacapa, ndr)”.

“La diversità rispetto ad altri brand è evidente fin dall’ingrediente principale: Zacapa è l’unico rum al mondo che utilizza il solo succo concentrato della canna da zucchero, chiamato dai guatemaltechi ‘miel virgen’ – anziché la melassa, utilizzata per la maggior parte degli altri rum, o il succo non concentrato”, continua Lorena. “Dopo la distillazione, poi, Zacapa compie uno stupefacente viaggio dai bassopiani sovrastati dai crateri vulcanici agli altipiani del Guatemala, dove si affina in un centro di invecchiamento chiamato ‘casa sopra le nuvole’. In questo luogo magico, situato a 2.300 metri sopra il livello del mare, la fresca aria di montagna riduce l’evaporazione e consente quindi ad una maggiore quantità di liquido di riposare nelle botti. È qui che Zacapa, affinato tramite il  Sistema Solera messo a punto oltre 500 anni fa in Spagna, acquisisce le sue caratteristiche uniche ed il profilo sensoriale che ne sono la firma inconfondibile”.

Ma non basta. ogni bottiglia di Zacapa è avvolta in una fascia intrecciata a mano di foglie di palma essiccate secondo un’antica arte che risale al periodo preclassico della civiltà maya (1400 a.C.), prodotte dalle donne della comunità Chorti, che vive nella cittadina di Jocotán nel Guatemala sud-orientale. I rapporti tra Zacapa e la comunità Chorti presero il via all’inizio del 2003 quando, per volontà della famiglia Botran, gli imprenditori che hanno creato Zacapa, e di Maria Santos, filantropa di origini guatemalteche che vive a Washington, si costituì una vera e propria filiera produttiva che ha consentito alla comunità di Jocotán di commercializzare la propria produzione artigianale e a Zacapa di rifornirsi di fasce in petate per il proprio rum.
All’epoca erano poco più di 40 le artigiane che producevano 2.000 fasce al mese; ora sono 350, con una produzione collettiva media di 20.000 fasce ogni mese. La sostenibilità di questo progetto ha consentito di migliorare la qualità della vita di queste artigiane, che ora vogliono imparare a leggere e scrivere per non dover più firmare con la propria impronta digitale e intendono partecipare in maniera più profonda allo sviluppo della comunità.

 

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