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Karen, sindaco tenace della città (depressa) di Michael Jackson

Anche lei ci è nata come Michael Jackson. Non è famosa quanto lui, ma per la loro città sta facendo molto più di quanto la popstar abbia mai fatto. Karen Freeman Wilson, 51 anni, è il primo sindaco donna …Leggi tutto

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Anche lei ci è nata come Michael Jackson. Non è famosa quanto lui, ma per la loro città sta facendo molto più di quanto la popstar abbia mai fatto. Karen Freeman Wilson, 51 anni, è il primo sindaco donna (e afroamericana) di Gary, cittadina dell’Indiana a mezz’ora d’auto da Chicago. Vittima del declino industriale che ha investito tutta la “rust belt” la cintura del Midwest americano fiorita intorno all’industria pesante.

L’acciaeria della US steel che nel 1970 impiegava 30 mila persone, oggi dà lavoro a 5000 operai. Con i posti di lavoro da Gary se ne sono andati gli abitanti. Cinquant’anni fa erano quasi 180 mila, l’ultimo censimento ne ha contati 80 mila.

I segni dell’abbandono sono evidenti. Strade sberciate, palazzi con le finestre rotte, che paiono occhi dalle orbite vuote. Edifici storici come la chiesa metodista gioiello del 1920 o il teatro Majestic in rovina. Case vuote e cadenti (clicca qui per le immagini). Ma soprattutto un deficit delle casse comunali tra i 15 e i 20 milioni di dollari e una reputazione ottenuta a metà anni Novanta, “capitale degli omicidi d’America” difficile da cancellare. Anche perché il tasso rimane comunque tre volte quello di Chicago e sette volte quello di New York City.

La sfida di Karen Freeman Wilson, in carica da gennaio,  è immane, ma lei sembra un tipo tenace e poco disposta a farsi scoraggiare. Dopo la laurea ad Harvard ha ricoperto vari incarichi di giudice e avvocato tra Indiana e Virginia. Ha perso due volte le elezioni prima di arrivare sulla sua scomoda poltrona, ma dubbi non ne ha mai avuti: “Ho sempre saputo che avrei praticato la mia professione, ma ad un certo punto sarei tornata per aiutare la mia città, non sapevo come, ma ero certa che avrei fatto qualcosa per trasformare la mia comunità”.

Profondamente cristiana, appassionata di gospel, Freeman-Wilson è anche, e soprattutto, profondamente pratica. Ha cominciato coprendo 5000 buchi nelle strade, ha assunto un capo della polizia che è riuscito a ottenere già alcuni risultati, sguinzagliando più agenti per le vie di Gary invece che tenerli alla scrivania. Ha lanciato un programma di cura volontaria degli spazi verd convincendo le chiese da adottare uno dei 57 parchi cittadini. Ha promesso di demolire quel che resta l’hotel Sheraton (guarda qui le immagini), un mostro in decomposizione da decenni, proprio di fianco al municipio.  La prossima sfida riguarda le case abbandonate che sono diventate di proprietà pubblica. Il sindaco le vuole vendere a 1 dollaro, ma chi le compra si deve impegnare a viverci per almeno 5 anni.

La sua vittoria a fine 2011 è stata schiacciante, e lei invece di distribuire incarichi amministrativi per premiare chi aveva lavorato alla campagna è andata a caccia di esperti. Prima di tutto ha chiesto aiuto a Cory Booker, sindaco afroamericano (laureato a Yale) di Newark, altra città depressa. Poi ha convinto l’amministratore delegato della Luke Oil a dare una mano, per un compenso di 1 dollaro all’anno.

“ Molta gente ha lavorato sodo per le elezioni, ma governare è una cosa diversa dalla politica e il mio compito è governare bene” ha spiegato Freeman-Wilson. “So che la gente si aspetta molto da me, so che ha bisogno di speranza. Ma questo non è da me. Io non ho la bacchetta magica. Ma ho una visione”. E c’è da credere che sia ben chiara.

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