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Donne che amano quello che fanno

THE PURPLE ROOM – Ho letto una storia. E’ nell’ultimo libro “Io vi maledico”, di Concita De Gregorio che non saprei se consigliarvi o meno, perchè è una collezione di racconti sulla rabbia che vi fa venire una …Leggi tutto

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THE PURPLE ROOM – Ho letto una storia. E’ nell’ultimo libro “Io vi maledico”, di Concita De Gregorio che non saprei se consigliarvi o meno, perchè è una collezione di racconti sulla rabbia che vi fa venire una gran rabbia. Comunque, la storia è la storia di Marta Pulini (pagina 138). Una signora che cucina, anche se cucinare è riduttivo, per chi ha lanciato a New York ristoranti come Bice, Mad 61 e Coco Pazzo e per chi oggi, con il suo catering, porta il gusto italiano nel mondo. Ma prima di fare una cosa così, Marta faceva la moglie e la mamma in una città di provincia. Poi, si innamora di un uomo che ha l’età dei suoi figli e vive con lui una nuova vita in America, dove ha successo. Il punto, però, non è solo la storia, ma è quello che Marta dice alla fine del racconto, quando conclude: “Sono felice quando lavoro bene: se il risultato arriva è meglio, e se non arriva, arriverà”. Insomma, i soldi sono pochi e va bene così, perchè Marta ha la fortuna di fare un lavoro che ama.

A chi obietta che i soldi servono e non basta fare un lavoro che si ama, rispondo due parole: lo so. Ma vorrei che mettessimo nell’equazione anche un elemento speculare. Ovvero, fare il lavoro che si ama con amore. Perchè, se alcune donne hanno la fortuna di poter dire che fanno il lavoro che amano, tutte le donne possono dire che fanno con amore quello che fanno. E se i soldi sono pochi, nella mia esperienza è sempre andata così: a metterci energia, entusiasmo, passione (del resto, di cos’altro è fatto l’amore?), il ritorno economico c’è. Magari non oggi, magari non domani, ma il giorno dopo non potrà mancare l’appuntamento.

Ora, non bombardate questo blog con una serie di insulti, sono una giornalista free lance (penultimo nella classifica dei lavori migliori del 2012) e un privilegio che ho è quello di fare un lavoro che non si fa fatica ad amare. Ma il prezzo c’è: in termini di tempo, visto che non lavoro dalle nove alle cinque; in termini economici, visto che non ho uno stipendio fisso; in termini psicologici, visto che c’è sempre chi pensa di potermi dire di smettere di lavorare e di fare la mamma a tempo pieno. Ma io non mollo e vado avanti. Un po’ perchè la lezione di Sheryl Sandberg mi suona familiare. Un po’ perchè, mi chiedo: ma quando le donne hanno avuto una vita facile? Un po’ perchè, come dicevo, amo fare il mio lavoro con amore. E, infine, un po’ perchè ho la presunzione di credere che, nel tempo non sempre esclusivo che dedico alle mie figlie, ci sia per loro una lezione di vita. Fatta di ostacoli e di determinazione. Fatta di impegno e di soddisfazioni. Fatta di amore, di indipendenza e di passione. E di consapevolezza che i risultati a fare così, come dimostra Marta Pulini, arrivano sempre.

 

 

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