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Anne-Sophie Pic: quando le emozioni battono il testosterone

THE PURPLE ROOM – “All’inizio, pensavo che esistesse davvero il soffitto di vetro, che essere donna fosse un ostacolo. Ma a poco a poco, mi sono accorta che non è vero. A poco a poco, ho capito che essere donna …Leggi tutto

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THE PURPLE ROOM – “All’inizio, pensavo che esistesse davvero il soffitto di vetro, che essere donna fosse un ostacolo. Ma a poco a poco, mi sono accorta che non è vero. A poco a poco, ho capito che essere donna rappresenta un modo diverso di pensare la cucina e di gestire le persone”. In sintesi: le emozioni possono avere la precedenza sulla tecnica e portare comunque al successo. 

A parlare così è Anne-Sophie Pic, prima donna francese e quarta nella storia a conquistare tre stelle Michelin. A Valence, a quasi 500 chilometri a sud est di Parigi, il ristorante di famiglia La Maison Pic vive una stagione di straordinario successo, complice lei, nipote e figlia di chef stellati (il nonno riceve la terza stella nel 1934) che non ha mai pensato che la cucina, pur essendo la sua passione, avrebbe potuto essere la destinazione.

E’ per questa ragione che studia business management e lavora nell’industria del lusso (ci sono Cartier e Moët & Chandon nel suo cv), fa esperienza in Giappone e negli Stati Uniti e, a 23 anni, torna a casa dove è introdotta ai segreti della cucina da suo padre. “Ho parlato molto con lui. Abbiamo passato tre mesi insieme. Purtroppo, però, nel settembre del ’92 se ne è andato. Per me, è stato uno choc: come avrei potuto fare senza di lui?”. 

Anne-Sophie decide di occuparsi dell’accoglienza ai clienti, ma nel 1995 il ristorante perde la terza stella: “E’ stato lì che ho capito che era ora di ritornare in cucina. Dovevo riconquistare quella stella per mio padre”. All’eta di 27 anni, senza un training accademico formale, Anne-Sophie riconquista la terza stella ed è l’unica donna nella classifica dei venti migliori chef pubblicata quell’anno da Le Figaro.

In un mondo dominato dal testosterone come quello degli chef, Anne-Sophie, che ha un figlio di sei anni, ha potuto misurare la sua forza pacata: “Mi sono resa conto che è stata mia nonna che ha insegnato a mio nonno a cucinare. Quindi, la cucina a casa nostra affonda le radici in una donna e questo poteva essere un punto di forza”.

Adesso, a 42 anni, Anne-Sophie Pic ha fatto molto di più che rinconquistare la stella perduta. Il suo nome, infatti, è sinonimo di alta gastronomia e abbraccia un nuovo ristorante stellato a Losanna, un boutique hotel a cinque stelle, una gastronomia, una cantina, una scuola di cucina. Nei progetti, infine, c’è un ristorante a Parigi.

“La chiave del successo sta nel trovare il proprio talento. A volte, ci vogliono molti anni e molte persone per arrivare a capire. Bisogna fidarsi di se stessi. Quando ho cominciato, non sapevo cucinare: ero una donna che aveva perso il suo maestro, suo padre. Ma c’è sempre un modo per trasformare le cose negative in positive. Bisogna trovare se stessi, credere in se stessi, sapere trovare per cosa si è nati. Ma nessuno lo può fare per noi”.

 

 

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