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A Sanremo 2013 donna ha fatto rima con classe, talento e voce

FIL ROUGE – No, non mi sto riferendo a Bianca Balti (che pure ha camminato scalza, ha inciampato, ed era praticamente acqua e sapone) né a Bar Refaeli (che sarà bella quanto volete ma si veste di una finta semplicità)… …Leggi tutto

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FIL ROUGE – No, non mi sto riferendo a Bianca Balti (che pure ha camminato scalza, ha inciampato, ed era praticamente acqua e sapone) né a Bar Refaeli (che sarà bella quanto volete ma si veste di una finta semplicità)… Loro sono delle dee della bellezza (sul resto possiamo discutere) e commentare è superfluo. Nè mi riferisco a Luciana Littizzetto, sebbene sia stata lei la vera protagonista di questo festival.

Mi riferisco alla magnificenza di Malika Ayane, alla infantile semplicità di Chiara, alla prosperosa e desiderabile Maria Nazionale, alla bambolina Annalisa, alla luminosa Simona Molinari. E sia chiaro: io non sono né un’esperta di stile né di moda né di abbigliamento. Sono una donna “normale” e da donna “normale” ma appassionata di musica mi è piaciuto vedere donne piene di femminilità e sensualità. E di talento. Non tutte potevano puntare su taglie da top model, ma ciascuna ha valorizzato con lo stile il proprio sé. E la propria voce.

Il nero lungo di Malika, sensuale e ricercato come la melodia di “E se poi”, in parte a nascondere, in parte a mettere in evidenza, morbidezze che la rendono bellissima e che fanno il paio con la morbidezza e l’elasticità della sua vocalità.

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Malika Ayane al Festival di Sanremo 2013 (Credits: ANSA/CLAUDIO ONORATI)

Il blu cobalto e le velature sul nero di Chiara, giovane, chiamata nella terza serata al ruolo difficilissimo di interpretare Mia Martini, consapevole e coraggiosa. Anche lei morbida e sicura.

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Chiara sul palco del teatro Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo, 16 febbraio 2013. (Credits: ANSA/ CLAUDIO ONORATI)

Il décolleté sempre in mostra ma raffinato di Maria Nazionale. Ma l’avete ascoltata? Una donna che canta e recita contemporaneamente con tutto il corpo ma da ferma. Espressiva, presenza scenica da 10 e lode, vibra delle melodie della musica popolare della sua terra, senza scomporsi modula la voce con una timbrica quasi da fado portoghese. Sempre impeccabile con i lunghi capelli morbidi appoggiati su un décolleté generosissimo e desiderato (di questo sono sicura) da tutti gli uomini in sala (e a casa).

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Maria Nazionale, in gara con la canzone ''È colpa mia'', sul palco del teatro Ariston durante la serata finale del Festival di Sanremo, 16 febbraio 2013. (Credits: ANSA/ CLAUDIO ONORATI)

Di tutt’altro fascino Annalisa. Io la trovo bellissima con quei capelli ramati e quegli occhi profondi ed espressivi. E che coraggio! Shorts (gambe perfette), scarpe parigine e camice morbide e trasperenti. Tutto rigorosamente colore pastello. “Guardatemi negli occhi e ascoltate la mia voce” sta dicendo mentre canta e piega le gambe verso l’interno in posizione spazzaneve. E caspita se ce n’era da ascoltare! L’ultima sera, evitato il lungo, si è presentata con un vestitino corto ma assolutamente castigato. Perché era intorno alla bocca che doveva concentrarsi l’attenzione di tutti.

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Annalisa a Sanremo 2013 (Credits: ANSA/ CLAUDIO ONORATI)

Simona Molinari… beh sì, lei sa il fatto suo. Sa che qualsiasi cosa le metti addosso non può che starle bene. Fisico perfetto, capello disegnato per incorniciare un viso impeccabile, è forse l’unica che ha “esagerato” (e caspita se se lo può permettere!) con abiti strettissimi, cortissimi, scollatissimi, pieni di paillettes e il bracciale da schiava sempre presente. Prima si guardava il look, poi si ascoltava la canzone “la felicità”.

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Simona Molinari sul palco del teatro Ariston durante la quarta serata del Festival di Sanremo, 15 febbraio 2013. (Credits: ANSA/ETTORE FERRARI)

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