IL LUSSO DI...

Nell’antichità, ma anche in tempi recenti, si è cercato di limitare e regolamentare il lusso con leggi e tassazioni. Oggi anche la prima casa dove abiti, se considerata di lusso o in zona di lusso, è tassata uno sproposito. Se invece sei molto ricco e vivi in una bella casa, ma normale, quella va bene. Non hai tasse. Ci sono molte incongruenze e nascono molte polemiche. Non è detto che chi viva in una bella casa sia ricchissimo.


Dunque bisogna pensare al lusso non come il raggiungimento di una soddisfazione, dopo una vita di sacrifici per poi goderti la casa dei tuoi sogni o comperare un auto che hai idealizzato o un vestito di un importante stilista, perché ha una stoffa pregiata e ti fa sentire più a tuo agio. Il lusso non è il raggiungimento di uno status simbol, ma è ormai peccato, o sinonimo di non essenza.

Oggi se hai un solo orologio importante e lo indossi, ti chiedono come hai potuto procurartelo. Per questo il prof. Stefano Zecchi, insegnante di estetica, intesa non come bell’aspetto, ma filosofia del bello naturale, artistico e scientifico ovvero del giudizio morale e spirituale, ha scritto un nuovo libro, edito da Mondadori, dal titolo “Il Lusso. Eterno desiderio di voluttà e bellezza”. Un modo per confrontarsi, per condividere o meno pensieri ed opinioni su cosa sia di lusso o meno.

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Libro di questi tempi interessante. Visto che anche i pensieri vengono tassati e devi pensare giustamente ad “ essere”, anche se, avere qualcosa, a volte non guasta.
L’unica cosa che fanno finta di tagliare, i politici in Italia, sono le tasse, quando desiderano avere più consensi. Poi non sapendo come governare o dove andare a prendere quanto gli serve, si rifanno comunque, inventando la tassa dei rifiuti, che non dipende da quanta spazzatura puoi produrre e da quanti siete in casa, ma da quanto è grande il tuo appartamento. L’Italia è il paese delle contraddizioni, purtroppo non del buonsenso.


Comunque l’origine della dottrina filosofica dell’estetica è greca e significa “sensazione”. Una dottrina antica della sensibilità. Nel settecento era un sentimento sull’arte del bello. Oggi si parla di “Essere”. Ma come?
Oggi è necessario prendere gentili e ferme distanze da chi applica una specie di “legge di entropia” verso il basso, cercando di minare puntigliosamente e minuziosamente i sentimenti verso il prossimo.


Troppe persone non sanno più vivere con qualità. Abbandonando la paura che gli altri ti possano tradire o pugnalare alle spalle. Esistono gli egoisti, i malpensanti. I maleducati e gli ignoranti. Esistono le persone solo ”Avere” e poco “ Essere”. Il lusso è permettersi di poterle allontanare, perché quando ti fanno male si deve solo pensare alla tristezza d’animo di chi compie azioni senza criterio, senza sentimenti.


Domenico De Masi, nel suo “Ozio creativo” sosteneva che il lusso sia avere il giusto tempo per educare i giovani alla complessità e alla discontinuità: Perché la vita oggi chiede il controllo anche dell’istinto. Anche dell’equilibrio, perché viviamo perennemente arrabbiati. Addirittura sostiene, c’è chi si impegna ad alimentare la rabbia sorda e distruttiva, guardandola come un segno di vitalità sociale e politica, invece che riconoscerla per quello che è.


Sinceramente penso che il lusso sia avere un tempo costruttivo per se stessi, alimentando la propria autostima, affinché non esistano persone, troppo arrabbiate che possano solo per un attimo, permettersi il lusso, di dare fastidio ai tuoi pensieri positivi.

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