Amare è il gesto più naturale ma il più difficile da comunicare

Il linguaggio dell’amore è strano, è il più semplice e naturale, ma il più difficile in assoluto da comunicare. E’ vero siamo fatti in modo differente. L’attore Giancarlo Giannini diceva che gli uomini pensano alla parola amore forse dieci minuti …Leggi tutto

Il linguaggio dell’amore è strano, è il più semplice e naturale, ma il più difficile in assoluto da comunicare. E’ vero siamo fatti in modo differente. L’attore Giancarlo Giannini diceva che gli uomini pensano alla parola amore forse dieci minuti al giorno, rispetto alle donne che si costruiscono dei sogni, dei film. Forse per la cultura che ci hanno dato, per tradizione. Ma la realtà cambia, le cose cambiano e se le donne cambiano, anche gli uomini rimangono spiazzati e a volte addirittura le situazioni si ribaltano. Non ci si capisce più nulla.

La gente che si ama, improvvisamente combatte con se stessa e non riconosce più l’altro, si sfasciano i matrimoni, le unioni sono delicate, non esiste più la  famiglia nucleare, le coppie più solide non reggono ai cambiamenti.

Questo vuole essere un “canto” dedicato all’amore che deve essere ritrovato perché è l’essenza della nostra esistenza, un elogio all’amore che resiste alle intemperie ed insiste nella rivendicazione di un diritto naturale e spontaneo. Senza amore non è vita. Un legame vero non passa. Non può passare. E’ per sempre. Sa durare nel tempo, nel bene e nel male, non si consuma. L’avverbio di chi si ama è “per sempre”.

Far durare un matrimonio è questione di sentire con intelligenza e provare a camminare anche quando le cose si trasformano. Prendere per mano chi è rimasto indietro e aspettare chi si ama affinché si possa viaggiare insieme. Tener unita la famiglia, non a tutti i costi, perché esiste una dignità, fino a che è umanamente possibile.È una grande prova di maturità non perché si tiene fede ad una parola data ma perché prova a se stessi che si è capaci di misurarsi con la realtà, che è sempre diversa da noi, da come la vorremmo, da come ci farebbe comodo fosse. Perfino da come sogniamo che sia (CS Lewis Diario di un dolore).

È la nostra capacità di misurarci con la realtà che conta e di provare a tenere l’equilibrio, anche per chi amiamo, che magari in quel momento di equilibrio non ne ha. È provare ad essere piu’ forti, anche se l’altro-a non ci regge. A volte il principe azzurro o la principessa rosa non sono empatici. A volte anche gli eroi sono incazzati.

Ormai anche nei cartoni animati gli eroi sono umanizzati da sentimenti di collera e rabbia. Non esistono più neppure i fenomeni, gli uomini superman o le donne wonder woman, se non nei programmi comici. Non ci è più dato di sognare la perfezione. La perfezione non esiste ed allora guardiamo la realtà anche quella che non ci piace. Quella dove il principe azzurro è depresso perché è oberato di lavoro che non riesce ad organizzare o che di lavoro non ne ha e non si sente più un uomo. Ogni eccesso sbarella il sistema.

C’è solo l’amore vero, quello si che ha la capacità di confrontarsi con le azioni. Lìamore è rimasto qualcosa che vive dentro di noi, nel nostro dna. Come io l’ho ereditato dal buon senso dei miei genitori e cerco di trasferirlo ai miei figli, allora vorrei fare un appello a tutti voi. Proviamo a cercare il buono che esiste dentro di noi adulti per regalarlo nelle emozioni e nei valori ai giovani che di stimoli non ne hanno, ai nostri figli, perché non riconoscono ancora l’essenza. Ci vuole una vita per imparare a sentire chi siamo. Essere presenti quando conta è la cosa più importante. Non dobbiamo nella vita dimostrare a noi stessi che siamo vivi cercando i valori nella sessualità, come dice Cameron Diaz.

Passiamo la vita davanti agli specchi, perché se non sei decente questa società ti uccide e l’aspetto fisico conta più di qualunque sentire, tanto che è diventato un valore. Non siamo forti se qualcuno ci desidera, non c’è nulla di più sbagliato. Non si può pensare di aver fallito se il nostro corpo non è più quello di una volta, non possiamo ingannare la natura che ci vede e ci fa vedere. Possiamo però imparare a riconoscere i valori “quelli veri”. Conta solo questo.

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