Sanremo: quando torni in hotel felice

Oggi ho incontrato 4 artisti che sono saliti sul palco dell’Ariston, e mentre parlavo con loro anche per pochi secondi (in alcuni casi), riflettevo, e qui oggi condivido con voi un po’ di pensieri… tanto non sto a chiedervi quale …Leggi tutto

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Oggi ho incontrato 4 artisti che sono saliti sul palco dell’Ariston, e mentre parlavo con loro anche per pochi secondi (in alcuni casi), riflettevo, e qui oggi condivido con voi un po’ di pensieri… tanto non sto a chiedervi quale canzone preferiate o no, non me ne frega nulla, anzi se farete vincere pezzi che non mi piacciono mi sa che litigheremo. Con questo non vi voglio meno bene, sia chiaro.

Simone Cristicchi: di un’originalità e di un’intelligenza viva e fresca, sorridente ed educato. Quando le tue aspettative rispecchiano la realtà allora ti viene davvero voglia di dire a tutti “LUI è UN ARTISTA QUELLO CHE CANTA è QUELLO CHE SENTE”. Profondo ma mai banale, leggero ma mai scontato… Adoro, adoro, adoro!

Modà: qui c’è una storia di alcuni anni alle spalle, quando ancora lavoravo per MatchMusic e conducevo un programma musicale. Dopo il loro primo Sanremo li ho voluti ospiti a tutti i costi e durante l’intervista ho conosciuto un Kekko sensibile, delicato e determinato. Un gruppo molto unito e convinto di quello che stavano facendo, decisi a non mollare. Sono passati tanti anni da quel momento, e vederli, dopo tantissima gavetta, arrivare alle più grandi soddisfazioni che si possono ottenere nella discografia italiana mi rende felice. Possono piacere o non piacere, i gusti musicali non si discutono, ma molti, partiti proprio come loro, a metà strada si sono fermati, non hanno avuto la determinazione di rischiare fino in fondo ( perché è un rischio in tutto e per tutto, dedichi tutta la tua vita ad una passione con la quale non hai la certezza di pagarti le bollette ). Loro si, e quindi, nell’era dei talent show sono felice di vederli lì, vedere che la fortuna, la simpatia o il televoto non centrano proprio nulla… che sono lì perché quel posto se lo sono preso e guadagnato, non vinto.

Marco Mengoni:  a volte scambio l’eccentricità con la spocchia e devo tener conto che in una settimana come quella di Sanremo la tensione è molto alta e si sposta la concentrazione sulla gara. Voglio solo sottolineare che sì, è bonissimo e sentirlo cantare a cappella nel camerino un pezzo di Anastacia mi ha dato la conferma che voci così, in Italia, ne ho sentite poche.

E poi, vorrei chiudere con chi accompagna da sempre, dalla prima sua apparizione in pubblico con le sue note, con le sue parole, i momenti più belli e meno belli delle mie giornate. Daniele Silvestri è tutto quello che vorrei riassumere in una risposta alla domanda “Come si racconta la vita?”. Rischierei di essere banale e smielata, quindi non insisterò sulla devozione artistica che ho nei suoi confronti, sulla capacità innata di creare, trasformare e filtrare da inutili ghirigori mentali tutte le parole che vorresti dire o sentirti dire. Quindi la chiudo qui con un “sono felice”.

Questa è stata la mia seconda giornata Sanremese, ci vediamo su Twitter per la diretta fra qualche ora belli de casa.

Ah!!! Non posso dimenticarmi di ringraziare RTL, Windows, ASUS e Panorama, e ovviamente seguitemi su #VIVOsanrem8.

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