Davide Paniate: ogni tanto un pensierino a mollare tutto lo si fa

Quante volte avete visto questo viso in programmi televisivi, spettacoli teatrali e laboratori? Non vale se lo riconoscete “solo” come il conduttore di Zelig Off o come uno dei giornalisti del gruppo comico Boiler… ecco un velocissimo elenco: Comedy Lab, …Leggi tutto

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Quante volte avete visto questo viso in programmi televisivi, spettacoli teatrali e laboratori? Non vale se lo riconoscete “solo” come il conduttore di Zelig Off o come uno dei giornalisti del gruppo comico Boiler… ecco un velocissimo elenco: Comedy Lab, Love Bugs 2, Call Center, Saturday Night Life, Sottopeso, Mi Fido Di Te, Tandem etc etc. Lui è Davide Paniate ed è STRAORDINARIO!

Intanto raccontiamo da dove arrivi e che percorso hai fatto prima d’arrivare ad essere uno dei volti comici più apprezzati del piccolo schermo?

Il cabaret e la comicità sono sempre stati le mie passioni, da ragazzo ho frequentato corsi di teatro e comicità a Genova, poi una volta laureatomi in farmacia ho iniziato a fare l’informatore scientifico.

Nel 1999 vengo preso tra i giovani del Lab di Zelig e decido di mollare tutto. Ora sono qua a scrivere di me, anche se credo che per diventare uno dei più apprezzati della tv ci voglia ancora un bel po’!

Nella tua carriera quanti personaggi hai creato e quali hai odiato e amato di più?

La svolta per me è avvenuta con la formazione dei Boiler comedy project il trio formato con Federico Basso e Gianni Cinelli, non che prima non abbia lavorato sodo e non mi sia divertito, ma forse li è arrivata la consapevolezza, la marcia in più. Con i Boiler sono nati i giornalisti di Zelig, (i più amati al momento), in attesa di quelli che arriveranno, anche se a me è sempre piaciuto far ridere essendo me stesso.

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Molti si arrendono in questo mestiere per le troppe difficoltà ad emergere, c’è stato un momento in cui hai pensato che avresti voluto mollare tutto?

Molti vedono, del nostro lavoro, solo la punta di un iceberg di sacrifici, lacrime e sofferenza (troppo?), si lavora per passione andando avanti tra rifiuti e delusioni. Vi basta a farvi capire che ogni tanto un pensierino a mollare tutto lo si fa, poi un attimo e capisci che stai facendo quello che veramente desideri, la selezione avviene anche così.

Come mai hai deciso di “far ridere”?

E’ il far ridere che sceglie te, lo fai inizialmente inconsapevolmente poi scientificamente sfruttando la gavetta e l’esperienza che hai fatto negli anni ed i tempi comici che hai la fortuna di avere

Escludi Zelig Off, Zelig e Colorado… altri programmi televisivi dove si può ridere? E dato che non solo hai fatto molta tv ma tanto cabaret e tanto teatro, consigliaci luoghi o spettacoli da non perdere?

Escludendo anche sitcomedy e programmi stranieri, per non aprire un mondo, credo che ridere sia diventato sempre più difficile perché ci viene proposto un modo omologato di ridere. Non mi piacciono i programmi per giovani che fanno ridere con facili volgarità, più vado avanti più apprezzo il modo educato che avevano i grandi del passato, Sordi, Vianello, Tognazzi, i Cochi e Renato degli inizi. Vorrei poter ridere con intelligenza vorrei rivedere un nuovo “Mai dire gol”, oppure un programma che osi un po’ senza omologarsi in standard prestabiliti. Quelli bravi fanno ridere, non ce n’è. Spettacoli da non perdere? Il laboratorio comico del RidinBlu, il Democomica del Cicco Simonetta e tutti quei posti dove si fanno le cose con passione.

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Cosa potresti consigliare a chi vorrebbe cominciare una carriera da cabarettista?

Di lavorare duro, scrivere, scrivere e scrivere. Inizialmente di non lavorare per la tv ma per il piacere di farlo, di creare e di provare per crescere in modo da essere pronti se un giorno qualcuno decide che è il tuo momento.

Non prendersi troppo sul serio, ho visto gente che voi umani… persone che sbroccano e l’ego se li mangia, poi vengono mangiati loro. Non serve leggere libri in pubblico per far vedere che si sa leggere…

E’ vero che i comici sono le persone più tristi fuori dal palco? Tu, giù dal palco, nella vita di tutti i giorni come ti definiresti?

Come sono?… Genovese, testardo e testone, spesso mi lascio andare al pessimismo, De andrè e Tenco sono sempre tra le mie playlist, da ragazzino ai provini portavo l’inizio del film “Turné”, la traduzione di “Paint in Black”: la c’è una porta rossa, la vorrei tinta in nero, niente colori, tutto dipinto in nero.

Crescendo però capisci che non serve, non ti porta da nessuna parte essere sempre negativo e allora razionalmente ci provo a non essere come sono. Talvolta ci riesco, anche se ogni tanto ho bisogno di essere me stesso…

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La tua più grande fortuna nella vita? Solo una, solo Tua e il perché.

Daniela, lei mi salva con il suo sorriso, lei mi ricorda cosa conta davvero…

Usi molto i social network soprattutto twitter, 3 profili che ti senti di consigliarci?

@BassoFederico, @boilerCP   e @TvTalk_Rai

Sei felice?

Si!…a momenti alterni…

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