AMARCORD RIMINI

Rimini vuol dire Piccola Roma, ma io di somiglianze con Roma non ne ho mai trovate.  Rimini è piccola, ma abbastanza estesa da farti ritardare a tutti gli appuntamenti, si trova fra Riccione (per un riminese Riccione è la …Leggi tutto

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Rimini vuol dire Piccola Roma, ma io di somiglianze con Roma non ne ho mai trovate.  Rimini è piccola, ma abbastanza estesa da farti ritardare a tutti gli appuntamenti, si trova fra Riccione (per un riminese Riccione è la patria dei fighetti) e  Bellaria-Igea Marina, la città delle bambole. E proprio come il suo posizionamento , Rimini è una via di mezzo. In tutto.

Siamo  rimasti agli anni 90, quando questa città era la capitale del divertimento, ci si è fermati lì: accoglienza, gentilezza e prezzi. Viverla è diverso che venirci un mese d’estate, viverla ti rende felice. Ci sono quelle dicerie, quei luoghi comuni che sono comuni solo qui, come quando in motorino appena passi l’Aeroporto Federico Fellini sai che entri nella giurisdizione del poliziotti cattivi, si perché da adolescenti il punto fermo era questo : polizia di Rimini buona, polizia di Riccione cattiva, non so perché, ma questa cosa ti metteva comunque paura mentre sgasavi ai 40 all’ora con il Booster. O ancora, che se volevi essere promosso facilmente al liceo non dovevi assolutamente andare all’Einstein ma al Serpieri, il liceo che poi ho scelto io pur abitando di fronte all’Einstein. Ho capito poi l’errore madornale che avevo fatto, vedendo anno dopo anno saltare teste di miei compagni, e salvandomi per il rotto della cuffia. Perché a Rimini qualcuno ci ha messo in testa che da maggio puoi andare al mare a studiare, che ti rilassi, ma non è vero, sono balle perché io ogni libro che ho portato al mare l’ho usato solo come cuscino per prendere meglio il sole e per chiacchierare con le amiche.

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La mia città è la capitale dei Risciò, e non esiste un riminese al mondo che non odi i risciò, perché d’estate quando sul mare c’è la fila di auto, non è per colpa del traffico, ma solo ed esclusivamente dei risciò guidati da qualche gruppo di turisti che sbandano urlicchiando con una birretta in mano. A Rimini sai sempre dove andare a mangiare e sai sempre quanto spendi ( poco ), il cibo è fondamentale per un riminese, non capiterà mai che dicano “Non ho tempo per pranzare” il tempo si trova, perché la piadina è l’invenzione migliore al mondo e ti regala felicità inimmaginabili.

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C’è la pizzeria del Secolo in centro, il Pesce Divino, il bar Mazzini, Bigno che anche alle 5 di mattina ti riesce a servire spaghetti panna e salmone, la Tiresia, la gelateria del Castello, e poi quello che mi rende felice davvero quando torno a casa è sapere che se voglio ho la piadineria della Lella o il Bar Sole che secondo me dovrebbe vincere lo “strozzaprete d’oro”. Ogni riminese vuole comprarsi una casa a Sant’Arcangelo, categorico. A Rimini sanno tutti : giocare a beach volley, tirare il freesby, nuotare fino alla seconda boa, fare i tortellini, impennare con il Ciao, trovare un amico che ti mette in lista per la serata in discoteca, dire “ti amo” in russo, rumeno, inglese, dire “ti chiamo io” in russo, rumeno, inglese, e a Rimini tutti tifano il Rimini.

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A Rimini si va sempre a ballare il fine settimana , ma qui le cose si complicano, perché qui parte tutto dal Rock Island , non esiste un ragazzo o ragazza che non abbia dato un primo bacio fuori dal Rock Island, me compresa, qui c’è la musica dal vivo, c’è L’altro Mondo Studios dove cominci a sentirti grande quando qualche tuo amico pr ti mette in lista, e poi c’era il Paradiso. Il Paradiso di Rimini. Ma la trasgressione per un ragazzo di Rimini è quando con il motorino cominci ad avvicinarti a Riccione, si perché loro sono fighetti e hanno i locali più belli per la night life. E allora ti metti in fila per andare alla Villa Delle Rose o all’Ecoes, o al Prince, Pascià, Peter Pan e infine al Cocoricò. Io non conosco nessuno dei miei amici che abbia mai pagato per entrare in discoteca, mi chiedo come cavolo facciano a non chiudere. Non ho mai visto nemmeno una volta in tutta la mia vita in queste discoteche una cubista meno che meravigliosa, poca organizzazione o un barista stronzo. Entri alla Villa delle Rose o al Peter e ti viene quella voglia di urlare “SONO FIGO!!!” perché hai superato la selezione all’ingresso, e metà della tua comitiva è rimasta fuori.

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Tutto questo perché ieri sera sono stata ad una festa in spiaggia al Bagno Bulli 75, dove sono praticamente cresciuta, e rivedendo quelle luci, quell’atmosfera da rimorchio e innamoramento mi sono ricordata quanto amo questa città, quanto volte sono sono andata via da quelle feste con il cuore spezzato perché il bagnino figo aveva preferito una russa o una rumena o inglese in vacanza (poi dicono che non impari ad odiare le bionde da piccola), o le cene sotto il gazebo con i miei e tutto lo staff del bagno, a mangiare il piatto che ha portato la signora dell’ombrellone 24 o a bere il vino che ha fatto l’amico di Massimo (il titolare del bagno), aspettare i balli di gruppo verso tardo pomeriggio per sentirti “ballerina dentro” e farti male categoricamente correndo sulla passerella che una volta era bianca e viola e ora si è trasformata in perla . Mi sono ricordata di quanto erano buoni i ghiaccioli al tamarindo e tutti i tornei che ho regolarmente perso in tutte le discipline da spiaggia.

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Insomma, oggi sono felice, sono felice di poter tornare e di dire che io sono Romagnola, romagnola di Rimini.

 

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