Nando Orfei: la magia del circo, a Natale

di Marino Petrelli Il Natale è, da sempre, sinonimo di circo e di allegria. Per i bambini, ma anche per i grandi. E la tradizione si rinnova nello spettacolo di Nando Orfei, a Milano fino al 13 gennaio per “regalare …Leggi tutto

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di Marino Petrelli

Il Natale è, da sempre, sinonimo di circo e di allegria. Per i bambini, ma anche per i grandi. E la tradizione si rinnova nello spettacolo di Nando Orfei, a Milano fino al 13 gennaio per “regalare emozioni, eleganza e quella magia che non vogliamo mai far mancare al nostro pubblico”, come ci racconta lo stesso Nando, che sta portando il nuovo spettacolo in giro per tutta Europa.

Uno spettacolo nuovo, ma sempre legato alla tradizione

È uno spettacolo legato all’eleganza e all’esperienza dei nostri straordinari artisti, un circo antico ed elegante, ma contemporaneamente proiettato nel futuro, con innovative attrazioni, luci, musiche e costumi. Come mi consigliava sempre il mio grande amico Federico Fellini, di cui ne porto l’omaggio e il ricordo in tutti i miei spettacoli.

Fellini lo volle in molti suoi film. È ancora vivo il suo ricordo?

Io ringrazierò sempre Federico di questo. In Amarcord fui il co protagonista nel ruolo di Patacca e vincemmo l’Oscar come miglior film straniero nel 1973. Non dimentico, poi, I Clowns, un altro meraviglioso film, girato a Roma proprio all’interno del mio circo. Federico per me è la vita stessa, impossibile non portare la sua tradizione nei miei spettacoli.

 A proposito di tradizione, cosa ricorda delle sue tradizioni familiari per il Natale?

Bellissimi natali trascorsi a Milano, la città dove è nata mia mamma e dove trascorrevo tanti momenti allegri. Ci venivo anche a studiare e il Natale era sempre una festa con tutta la famiglia riunita.

 La sua attuale produzione si chiama “Magico Circo”. L’atmosfera natalizia resta sempre magica?

Certo, e come potrebbe essere altrimenti? E’ il periodo più bello dell’anno, per i bambini ma anche per i più grandi. Il mio spettacolo è rivolto infatti a tutti, ai bambini con alcuni piccoli animali, come i pappagallini e gli uccellini, ma è uno spettacolo anche per adulti per l’eleganza dei numeri e la qualità e la maturità dei nostri circensi. Poi l’atmosfera è resa ancora più magica dal presepe che facciamo ogni anno. Io ho più di 70 anni, ma lo faccio come fossi un bambino e con la stessa passione di quando ero più piccolo. Siamo sempre in giro e spesso rischiamo la vita con i nostri numeri, c’è bisogno di essere legati alle sane tradizioni e di chiedere al buon Dio e a Gesù che nasce un aiuto e un occhio di riguardo per il nostro circo e la nostra grande famiglia.

 

 

 

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