Gli regalerò la mia fede sofferta. Ma lui diventerà un uomo migliore

C’è un terreno sul quale il  pater familias può ancora esercitare il suo ruolo in modo assoluto, incontrastato, tirannico. È un terreno che le femministe storiche hanno lasciato inconsapevolmente libero. Ma tocca un tema chiave dell’educazione sentimentale dei figli, un …Leggi tutto

C’è un terreno sul quale il  pater familias può ancora esercitare il suo ruolo in modo assoluto, incontrastato, tirannico. È un terreno che le femministe storiche hanno lasciato inconsapevolmente libero. Ma tocca un tema chiave dell’educazione sentimentale dei figli, un elemento portante per la costruzione del carattere, una delle passioni più brucianti della seconda infanzia. Quel terreno è il rettangolo verde. La squadra del cuore.

Per mio figlio Leon ho tessuto un piano diabolico. Prima ancora di comprargli la prima maglietta granata, quando scoccherà l’ora della nanna, prenderò a raccontargli delle serpentine del poeta del goal, delle rovesciate di Puliciclone, degli stop da 40 metri di Junior, della sedia alzata di Mondonico, dell’aereo precipitato a Superga. Gli racconterò una favola d’altri tempi  che, salvo l’improbabile sbarco a Torino di un principe di Dubai, non si concluderà mai con un lieto fine, né con una dozzinale esultanza in Piazza del Duomo con i suoi compagni di classe.

La sua infanzia, lo so già, sarà segnata da una passione che lo spingerà a godere da solo, insieme al suo papà, di una vittoria soffertissima contro l’Albinoleffe o il Siena. Gli insegnerò l’orgoglio di essere minoranza a Milano, la sottile goduria dell’isolamento, l’arte di nuotare controcorrente mentre tutti i suoi compagni faranno a gara a portare in classe l’ultimo gagliardetto di una delle squadre senz’anima, e a strisce, che ammazzano il campionato da una ventina d’anni. So già che lo condannerò agli sfottò degli amici o, peggio, all’indifferenza, la più carogna delle afflizioni che possa subire un bambino. Ma gli tocca. La fede non è un abito che si possa cambiare la mattina, appena svegli.

Se ce la farà, però, se non abbandonerà la fede di minoranza del padre, se non si farà trascinare da quelli che vogliono vincere facile, se saprà resistere alle pressioni ambientali, da grande sarà un uomo migliore e con le spalle larghe. Abituato alle sconfitte, disgustato dalle vittorie scontate, contrarissimo alle adunate oceaniche. E capace di nuotare in direzione ostinata e contraria. Nel tifo come nella vita.

Forza Toro e forza, piccolo, Leon.

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