Uncategorized

Pisciatine indottrinanti

Può un blog che si intitola “L’Ora di religione” ignorare le discussioni che in questi giorni stanno montando sull’ora di religione nelle scuole a seguito delle dichiarazioni del ministro Profumo, rese un paio di giorni fa durante un incontro …Leggi tutto

Può un blog che si intitola “L’Ora di religione” ignorare le discussioni che in questi giorni stanno montando sull’ora di religione nelle scuole a seguito delle dichiarazioni del ministro Profumo, rese un paio di giorni fa durante un incontro dedicato a tutt’altro? In realtà sì, potrebbe, e forse persino dovrebbe.

Il perché lo spiega bene in un altro blog Leonardo Tondelli (guarda caso, anche lui di professione insegnante): vi rimando alle sue considerazioni, a tratti sconsolate e un po’ amare come spesso sono le riflessioni dettate dal semplice buon senso.

Volendo però proprio intignarcisi, una mezza cosa su cui riflettere ci sarebbe e riguarda ciò che Profumo ha “proposto” (del tutto oziosamente) come possibile alternativa all’attuale insegnamento dell’IRC.

Non mi riferisco alla solita cosa dell’”ora di storia delle religioni”, banalità politically correct sulla quale tutti, ma proprio tutti sono d’accordo almeno un po’, compresi gli stessi insegnanti di religione che, almeno secondo la mia esperienza, quasi sempre nei loro corsi pur intitolati “Insegnamento della religione cattolica” dedicano lezioni e moduli a introdurre i fondamenti delle altre confessioni e religioni. Penso piuttosto all’agghiacciante “ora di etica”, buttata là dal Ministro forse per non saper che dire.

Io sono uno di quelli che, per formazione, provano brividi tutte le volte che – anche solo vagamente – pare che uno stato sovrano si voglia mettere in testa di insegnare un’etica ai propri cittadini. Ora, sul fatto che l’etica sia un tema cruciale da trattare per un’educazione umanistica degli studenti italiani credo siamo tutti d’accordo, e infatti essa compare in varie fogge e in vari corsi (a partire, ovviamente, dai corsi di filosofia per i licei), ma detta in quel modo l’idea di Profumo sembra proprio un’altra cosa. Poi è chiaro: Profumo non è Hegel né Hitler né Pol Pot, figuriamoci. L’ho già detto: lì stava parlando oziosamente, gli è venuta male, e la cosa potrebbe essere liquidata qui. Resta un’uscita infelice.

C’è però un’ulteriore ragione di inquietudine in quell’idea. Se al Ministro della pubblica istruzione viene in mente, anche solo per distrazione, che l’ora di religione possa essere sostituita da un’ora di etica civica “emanata” dallo stato, è evidente che da qualche parte è stata persa la ragion d’essere – pur messa nero su bianco e spesso sbandierata – dell’ora di religione stessa. Mi spiego meglio: se per sostituirla e ammodernarla si propone, in alternativa, una forma di indottrinamento, significa che essa, già ora, è percepita come tale. Tutto ciò, prima di essere il frutto di una polemica degli anticlericali nei confronti della Chiesa cattolica che ne gestisce l’insegnamento secondo il Concordato, è una sorta di autogol della stessa gestione cattolica dell’IRC. Comunque sia andata negli ormai quasi trent’anni post revisione del 1984 e nonostante l’innegabile professionalità e impegno di molti insegnanti, dei quali sono anche personalmente testimone in quanto collega, da qualche parte c’è un gigantesco problema di comunicazione (o di pubbliche relazioni, vedete voi). L’ora di IRC viene ancora, da molti, e persino dal Ministro della pubblica istruzione in carica, percepita come un’ora di indottrinamento, di propaganda, forse anche di catechismo. Cosa che, al di là di ogni ragionevole considerazione sul fatto che lo statuto dell’IRC in Italia oggi è frutto di lunghissime contingenze storiche, compromessi politici e rapporti di forza simili a pisciatine per marcare il territorio, non è ragionevole che sia e dovrebbe spiacere per primi agli stessi insegnanti di religione, alle curie, ai cattolici tutti.

© Riproduzione Riservata

Commenti