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Bildungsroman/4

“I monaci sono monaci. […] Io non sono un monaco. Non sono un superiore di monaci. Ho un gregge, un vero gregge, non posso ballare davanti all’arca col mio gregge, con del comune bestiame. Vuoi dirmi a che cosa somiglierei? …Leggi tutto

“I monaci sono monaci. […] Io non sono un monaco. Non sono un superiore di monaci. Ho un gregge, un vero gregge, non posso ballare davanti all’arca col mio gregge, con del comune bestiame. Vuoi dirmi a che cosa somiglierei? È un bestiame né troppo buono né troppo cattivo: buoi, asini, bestie da traino e da lavoro. E ho anche dei caproni. Che cosa devo farne, dei miei caproni? Non c’è modo d’ucciderli né di venderli. Un abate mitrato ha solo da dar la consegna al Fratello portinaio. In caso d’errore si sbarazza dei caproni con un gesto. Io non posso farlo: dobbiamo approfittare di tutto, noi, persino dei caproni. Caproni o pecore, il padrone vuole che gli rendiamo ogni bestia in buono stato. Non metterti in capo d’impedire al caprone di puzzar di caprone: perderesti il tuo tempo, rischieresti di cadere nella disperazione.”

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