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IA: Alibaba presenta il nuovo modello, la sfida tra Usa e Cina è sempre più serrata

IA: Alibaba presenta il nuovo modello, la sfida tra Usa e Cina è sempre più serrata
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Alibaba e DeepSeek presentano nuovi modelli di IA, mentre OpenAI taglia i prezzi dei suoi modelli per non perdere clienti a scapito di Pechino.

Altro giorno, altro nuovo modello IA. Questa volta è la cinese Alibaba a lanciare il nuovo chatbot Qwen3.8-Max, il suo modello più capace con 2,4 trilioni di parametri, in quella che sta diventando una sfida serratissima a distanza tra Stati Uniti e Cina.

Il nuovo modello cinese

Lunedì 3 agosto Alibaba ha presentato ufficialmente Qwen3.8-Max, il nuovo modello di punta della famiglia Qwen, e i mercati hanno reagito subito: le azioni quotate a Hong Kong hanno chiuso in rialzo del 7% a 125,20 dollari locali, mentre gli ADR newyorkesi salivano del 4,2% in premarket.

Il colosso di Hangzhou descrive il modello come un salto generazionale, pur essendo molto pesante (conta 2,4 trilioni di parametri totali) ne attiva solo 95 miliardi alla volta, grazie a una tecnologia chiamata Mixture-of-Experts che seleziona dinamicamente le «parti di cervello» necessarie per ogni singola richiesta, abbassando drasticamente i costi di esercizio.

Le vere novità riguardano però l’autonomia, perché Qwen3.8-Max è in grado di portare avanti progetti di programmazione articolati su oltre dieci giorni, gestendo centinaia di compiti specializzati in ambito legale, finanziario e di design in una sola conversazione.

A differenza delle anteprime di luglio, Alibaba ha pubblicato benchmark e prezzi (2 dollari in input e 6 in output per milione di token) e ha annunciato il rilascio dei pesi open-source per la prossima settimana, una prima assoluta per la linea Max.

Secondo i test interni il modello supera i rivali statunitensi di OpenAI e Anthropic su programmazione, capacità multimodali e ingegneria, restando però indietro nel ragionamento generale.

Anche Deepseek innova

Ma è tutto l’ecosistema IA cinese ad essere in fermento, secondo solamente a quello statunitense.

DeepSeek, il laboratorio che a inizio 2025 aveva scosso il mercato con i costi irrisori dichiarati per allenare il suo modello, rilasciato in beta pubblica la sua nuova API V4-Flash (versione 0731), un modello ultra-economico e ad altissime prestazioni focalizzato sulla velocità e sui compiti complessi.

Il vero punto forte, oltre alla sua potenza di poco inferiore ai modelli di punta americani, è il prezzo. Viene offerto a un prezzo stracciato di appena 0,28 dollari per milione di token, confermando la strategia dell’azienda di puntare su costi ultra-bassi per sbaragliare la concorrenza.

OpenAI taglia i prezzi per i clienti

La risposta americana è passata soprattutto attraverso il portafoglio. Il 30 luglio OpenAI ha ridotto dell’80% il prezzo di GPT-5.6 Luna, il modello più economico, portando l’input da 1 dollaro a soli 20 centesimi per milione di token e l’output da 6 ad appena 1,20 dollari.

Terra, l’altro modello di di OpenAi, scende del 20%, da 2,50 a 2 dollari in input e da 15 a 12 in output, mentre il più potente Sol resta rispettivamente a 5 e 30 dollari.

La mossa, spiegata come frutto dei guadagni di efficienza di GPT-5.6, vede come bersaglio i modelli cinesi open-source che stanno conquistando clienti come DoorDash e Cursor grazie a costi fino a dieci volte inferiori.

La madre di tutte le sfide

Dietro la concorrenza commerciale si sta giocando una partita geopolitica. Washington ha inasprito i controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati verso Pechino, colpendo entità legate all’Esercito Popolare di Liberazione, mentre il piano quinquennale cinese prevede «misure straordinarie» per aggirare i blocchi e puntare all’autosufficienza nei chip.

Alcune aziende statunitensi hanno tagliato fino a 400mila dollari l’anno di spesa migrando verso DeepSeek e Qwen, e secondo stime recenti l’uso dei modelli cinesi fra le imprese globali è cresciuto di quasi il 30% dalla fine del 2024.

Per entrambe le superpotenze, l’IA non è più solo una questione di mercato, ma di sicurezza nazionale: chi dominerà l’intelligenza artificiale, si è capito, potrebbe dominare il prossimo secolo.

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