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Kokuho – Il maestro di kabuki: il film giapponese che punta a conquistare l’Europa

Kokuho – Il maestro di kabuki: il film giapponese che punta a conquistare l’Europa

Dal 30 aprile nei cinema italiani, «Kokuho» di Lee Sang-il: candidato all’Oscar, presentato a Cannes, elogiato da Tom Cruise

In Giappone, esiste un’arte che viene tutelata come bene dello Stato, tramandata di generazione in generazione con la stessa cura con cui si custodisce un reperto antico. Si chiama kabuki, ed è al centro di Kokuho – Il maestro di kabuki, il nuovo film di Lee Sang-il distribuito in Italia da Tucker Film a partire dal 30 aprile.

Kokuho – Il maestro di kabuki: il film giapponese che punta a conquistare l’Europa
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Un film epico tra arte e sacrificio

La storia segue Kikuo, figlio di un boss della yakuza, il cui talento viene scoperto per caso durante un banchetto a Nagasaki mentre interpreta un ruolo femminile del repertorio kabuki. L’attore Hanjiro Hanai, interpretato da Ken Watanabe, ne intuisce subito il potenziale straordinario e lo prende sotto la propria ala. Da quel momento, il film attraversa decenni di disciplina, ambizione e amicizia, con lo stesso respiro epico di capolavori come Addio mia concubina e L’ultimo imperatore.

Non è solamente un film sul teatro. È una riflessione sul sacrificio necessario per raggiungere la perfezione, sulla trasmissione di un sapere antico che rischia di perdersi, sul confine sottile tra arte e ossessione.

Il kabuki come purificazione dell’anima

Nel kabuki, ogni gesto ha un peso specifico. I costumi, il trucco, i movimenti codificati da secoli: tutto concorre a costruire qualcosa che va ben oltre la performance. L’arte del kabuki è, nella sua essenza, un rito di purificazione, un processo in cui l’interprete svuota se stesso per diventare altro. Il film di Lee Sang-il lo restituisce con una fotografia evocativa e una ricostruzione visiva di rara raffinatezza, capace di rendere tangibile quella dimensione quasi mistica.

Kokuho – Il maestro di kabuki: il film giapponese che punta a conquistare l’Europa
Il regista Lee Sang-il

Kokuho alla conquista dell’Occidente

Il Giappone è conosciuto in Occidente quasi esclusivamente attraverso il cinema d’animazione. Kokuho sfida questo pregiudizio con numeri e riconoscimenti difficili da ignorare. Il film è stato candidato agli Oscar 2026 per il miglior trucco, ha debuttato alla Quinzaine di Cannes e ha registrato un successo straordinario al botteghino giapponese. Persino Tom Cruise ne ha elogiato pubblicamente il cast in occasione dell’uscita americana.

Lee Sang-il, già autore di Hula Girls, spera che Kokuho possa aprire una strada nuova: quella dei live action giapponesi nel mercato europeo. La sua convinzione è semplice e diretta: quello che un attore in carne e ossa trasmette con il proprio corpo, il proprio volto e la propria voce va ben oltre ciò che qualsiasi film d’animazione può offrire.

L’anteprima italiana è prevista al Far East Film Festival di Udine, dal 24 aprile al 2 maggio, alla presenza del regista. Poi, finalmente, sarà la volta del grande schermo.

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