Eugenio Campagna X Factor 13
Ufficio Stampa Sky/Jule Hering
Eugenio Campagna X Factor 13
Televisione

X Factor 13, Eugenio Campagna: "Il palco, l'ansia, le strategie"

Intervista al cantautore romano, eliminato durante la penultima puntata del talent condotto da Alessandro Cattelan. Giovedì 12 la finale con Robbie Williams

Se c’è una granitica certezza tra le pieghe dei meccanismi di X Factor è che uno dei super favoriti scivoli inaspettatamente a pochi passi dalla finale, o perché resta imbrigliato nelle strategie dei giudici o perché inciampa a un metro dal traguardo. Quest’anno è toccato a Eugenio Campagna, in arte Comete, in assoluto uno dei personaggi più forti della tredicesima edizione del talent di Sky Uno, che dopo il passo falso del sesto Live– con quel “sono stato” che gli è costato critiche e strigliate – è uscito di scena durante la semifinale. “L’ansia mi ha fregato, ma almeno posso dire di aver cantato con Tiziano Ferro”, racconta a Panorama.it. 

Eugenio, hai parlato più volte di “ansia bastarda” durante i Daily di X Factor. Ti va di spiegare a cosa ti riferivi?

Parlavo dell’ansia mi ha spesso bloccato. X Factorè stata una delle prove più dure della mia vita: ho alzato l’asticella, mi sono messo alla prova. Soprattutto la vita nel loft mi ha riportato indietro nel tempo, al periodo degli attacchi di panico. Mi sono sentito solo e molto isolato e, poi, alla sesta settimana ho avuto la crisi più forte.

Per quello durante il Live hai detto “sono stanco”?

Forse sono stato ingenuo ma volevo essere sincero col pubblico. Non è stata una giustificazione, ma non c’è stato il tempo per spiegare il tutto: era come dire “oggi non è giornata”, sono salito sul palco poco in forma e non sono contento della performance. Chiedo scusa a chi l’ha intesa male.

In due istantanee: il momento più bello e il più brutto di questa esperienza?

Il più bello quando ho cantato il mio inedito, Corn flakes: mi tremava la mano per quanto ero emozionato. Era il mio grande obiettivo. Il più brutto quando sono sceso dal palco dopo il sesto Live.

Ieri sei stato eliminato dopo che Malika Ayane ha scelto di non andare al Tilt. Pensi che la sua sia stata una strategia per metterti fuori gioco visto che eri considerato uno dei concorrenti più forti?

Potrebbe essere stata una strategia, che comunque fa parte della gara. I giudici fanno il loro gioco. Visti due mondi diversi e forti, il mio e quello dei Booda, si sarebbe potuto andare al Tilt per vedere che cosa ne pensava il pubblico. Ma è andata così, io sono comunque contento, ho cominciato con Glovoe ho finito con Glovo, un altro mio brano, ed è come se si fosse chiuso un cerchio.

Nel complesso sei soddisfatto di come ti sei potuto esprimere?


Sì, anche se mi è dispiaciuto non cantare Nessuno vuole essere Robin. E sono contento anche di aver fatto uscire la questione relativa all’ansia, di aver raccontato il mio passato difficile, che ogni tanto può tornare ma si può superare. L’ansia non ci fa vivere il presente, è una piaga della nostra generazione.

Il paragone con Calcutta ti ha dato fastidio?

Mi è pesato, perché non mi sento indie ma più trasversale, non so bene in che immaginario io rientri.

Mara Maionchi che giudice è stato?

Lei è la signora della discografia. È stata una dispensa di consigli, tutti giusti. Mi ha aiutato a ridimensionare: come tutte le donne riportano alla terra, all’essenza delle cose. Lei si fa carico di riprendere l’artista che vola via con la testa. Se ti fidi e se la segui, vai avanti bene.

Sei sembrato emozionato mentre cantavi con Tiziano Ferro. È così?

Sì, perché mi ha colpito molto. È arrivato e mi ha detto che aveva in testa la mia canzone, Corn flakes: “Solo che la fai in re, io in do”. Lo ascolto da quando ho dieci anni, canto i suoi dischi, è un punto di riferimento e un comunicatore enorme. Era emozionato di cantare con noi, aveva gli occhi lucidi e questo mi ha colpito. È un professionista col cuore aperto.

Tornerai a fare il cantante di strada?

Per cinque anni sono andato a fermare la gente, a impressionarla, a portare a casa i complimenti e la pagnotta. Ora vorrei capovolgere la situazione, vorrei che la gente cercasse le mie canzoni. Mi devo concentrare su altro, ma vorrei fare un grande evento per ringraziare di tutto l’affetto che ho avuto. Per strada c’è molta verità.

Chi vincerà XF13?

Sofia. È così chiaro quello che fa, che non potrebbe essere altrimenti.

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