The Voice: tutti i segreti del nuovo talent di Rai Due

Dopo il successo mondiale, sbarca in Italia il format ideato dal 'papà del Grande Fratello. Ecco come funziona il talent

Fabio Troiano The Voice

Si parte giovedì con la prima delle quattro puntate delle blind audition. Previste tre puntate di duelli e poi sei di live – Credits: (Ufficio Stampa)

Francesco Canino

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Ci siamo. Dopo qualche mese di attesa è scattato il conto alla rovescia per l’esordio italiano di The Voice, format ideato da John de Mol – il ‘papà’ del Grande Fratello – diventato in pochi anni un successo mondiale. Si comincia giovedì, alle 21 su Rai Due, con la prima delle quattro puntate dedicate alle blind audition. Oggi la presentazione ufficiale del cast di conduttori e coach nello Studio 2000 del centro di produzione Rai di Via Mecenate, a Milano. Padroni di casa il direttore di Rai Due, Angelo Teodoli, e un emozionatissimo Fabio Troiano, alla guida del nuovo talent musical: al suo fianco un poker di ‘allenatori’ d'eccezione – Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante, Noemi e Piero Pelù – oltre a Carolina Di Domenico, che si occuperà della parte social e animerà la web room.

L'ESORDIO DI TROIANO. Apre la conferenza Fabio Troiano, l'attore torinese al debutto nella conduzione, che non nasconde l'emozione per il compito che gli è stato affidato. "Perché io? Non lo so. Forse perché si voleva sperimentare: l'idea che abbiano pensato a me, mi lusinga molto ma se mi chiamano conduttore tremo. Preferisco definirmi un cronista a bordo campo: nelle prime puntate catturerò le emozioni dei cantanti e dei famigliari dietro le quinte. Sarà una conduzione insolita, che ben si addice al programma e io entrerò nello show in maniera graduale".

RAFFA THE QUEEN. Il tempo passa, il carisma di Raffaella Carrà resta. Entra nello Studio 2000 e lo riempie di energia travolgente. Tutto lascia pensare che sarà lei la regina dello show. "Torno in tivù dopo quattro anni e sono felice - racconta Raffaella - È la prima volta che faccio un programma così diverso da me. L'ho visto in Spagna perché tutti me ne parlavano, mi è piaciuto e mi ha emozionato. Quando sono rientrata in Italia, dopo una settimana mi hanno chiamato per propormi The Voice. Se non è destino questo". Che tipo di coach sarà? È lei stessa a svelarlo. "Sarò un allenatore alla Antonio Conte, piena di energia, sempre attenta, rispettosa dei ragazzi e mai cinica. Certo, sarà un po' difficile scegliere chi eliminare ma l'importante è che questo programma sia una vetrina per tutti i giovani che parteciperanno". In palio c'è un contratto discografico con la Universal.

PARLA IL NUOVO DIRETTORE DI RETE. Molto emozionato anche il nuovo direttore di Rai DUe, Angelo Teodoli, che racconta di aver iniziato la sua carriera in Rai, nel 1984, proprio sulla rete che ora dirige. "Considero The Voice la piattaforma su cui ricostruire Rai Due per ripartire alla grande: le parole chiave sono sperimentazione e innovazione". E a chi gli chiede degli ascolti replica: "Non faccio il toto-share. Qui ripartiamo da un talent purissimo in cui conta solo la voce".

INCOGNITA PELU'. E proprio attorno al concetto di talent che gioca (e dissente) Piero Pelù, spezzando la liturgia della conferenza stampa e spingendosi a definire rivoluzionario il dna del programma. "Non è un talent. Non si canta su basi ma con una band che suona dal vivo dunque il rapporto con la musica sarà più diretto e creativo: c'è poco di preconfezionato, contano di più l'interpretazione e la vocalità. Credo che con questo programma faremo tabula rasa degli schemi visti negli ultimi trenta-quaranta anni di tivù". Roboante, insomma.  

LA SAGGEZZA DI COCCIANTE. È il giudice che meno ti aspetti e davanti ai giornalisti sfodera ironia e mestiere. "Visto il mio fisico, non sarei mai stato preso nel cast di un talent. Ma a The Voice forse avrei partecipato perché qui conta la voce - ha spiegato il cantautore - Tra noi quattro sono il meno televisivo, ma per me è una sfida: c'ho riflettuto parecchio e ho deciso di accettare di fare il coach perché sentivo che era il momento di ritornare a dire che la voce è la cosa più importante per un artista". Saggio.

DA CONCORRENTE A GIUDICE. Quella di Noemi è la metamorfosi più eclatante: in pochi anni è passata da concorrente di X Factor a coach di The Voice. "Sono emozionata e divertita a lavorare coi ragazzi: il ruolo di allenatore è bello e lo farò portandomi dietro tutto quello che ho imparato lavorando con Fiorella Mannoia a Vasco Rossi e Gaetano Curreri". La particolarità di The Voice? "Solo dalla voce dobbiamo capire il mondo della persona che sta cantando. Del resto la musica è fatta di emozioni e non solo d'immagine".

IL MECCANISMO E GLI SPECIAL COACH. Si parte con quattro puntate di blind audition, coi coach seduti di spalle che dovranno scegliere sedici concorrenti "al buio", cioè ascoltando solo la voce e senza vederli in faccia. Si passa poi alle tre puntate coi duelli: nei Battle, ogni coach sceglierà due artisti della propria squadra e li farà sfidare con una canzone. Durante la fase di preparazione, arriveranno anche quattro special coach: Gianni Morandi affiancherà la Carrà, i Modà Cocciante, Mario Biondi Noemi e Cristiano Godano dei Marlene Kuntz Pelù. Alle sei puntate live arriveranno solo otto finalisti, che si esibiranno da soliti e poi in veri e propri mini-show coi coach e gli ospiti (sempre dal vivo con una band che nella fase finale sarà composta da dodici musicisti). Gran finale il 30 maggio.

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