Elezioni politiche 2018

Elezioni politiche 2018

Il 28 dicembre 2017 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le Camere sancendo la fine anticipata della XVII legislatura e ha indetto le elezioni politiche 2018 che si terranno il 4 marzo dalle ore 7 alle 23.

Come si vota

Alle elezioni politiche 2018 si voterà con due schede di colore diverso, una rosa per la Camera dei deputati e una gialla per il Senato:

  • La modalità più facile per esprimere un voto valido è contrassegnare con una croce solo la lista prescelta, la preferenza sarà attribuita alla lista e anche al candidato del collegio uninominale.
  • Si può scegliere di contrassegnare con una croce solo il candidato del collegio uninominale, rinunciando alla scelta di una lista all’interno di una coalizione: in questo modo il voto viene assegnato tra le liste in proporzione ai loro voti ottenuti nel collegio.
  • Si può scegliere di indicare il candidato del collegio uninominale e la lista che si intende votare (comunque il voto al candidato del collegio va in automatico nel momento in cui si sceglie una lista).
  • Sarà considerato valido anche il voto espresso contrassegnando sia il simbolo del partito sia la lista plurinominale dei candidati della stessa lista.
  • Non è possibile scegliere il candidato nei listini proporzionali: è quindi sconsigliabile contrassegnare il nome del singolo candidato meglio indicare solo il simbolo della lista.
  • E’ vietato il voto disgiunto: se una scheda riporta un’indicazione di voto sia su una lista sia uno su un candidato all’uninominale sarà annullata (parimenti quella con due segni su due liste differenti).
  • Il Rosatellum non prevede le preferenze: riportare sulla scheda il nome e il cognome di un candidato comporta l’annullamento.

La legge elettorale: cos’è e come funziona il Rosatellum

Il sistema elettorale introdotto con la legge n° 165 del 3 novembre 2017 – conosciuto come Rosatellum (o Rosatellum bis) dal nome del relatore, il capogruppo alla Camera del Partito Democratico Ettore Rosato – prende il posto del Consultellum al Senato e dell’Italicum, parzialmente bocciato per incostituzionalità dalla Corte Costituzionale, alla Camera dei deputati. Il Rosatellum è un sistema elettorale misto proporzionale e maggioritario, prevede cioè che per entrambe le Camere il 64% dei seggi sia eletto con metodo proporzionale e il 36% con collegi uninominali maggioritari con turno unico e soglia di sbarramento al 3% su base nazionale nella quota proporzionale (al 20% per le liste riconducibili alle minoranze linguistiche nella regione di riferimento). Il Rosatellum stabilisce che i 630 seggi della Camera dei deputati e i 315 seggi del Senato siano attribuiti con la seguente ripartizione:

Camera dei deputati

  • 386 collegi uninominali
  • 232 collegi uninominali (1 candidato per coalizione)
  • 12 in circoscrizione estera

Senato

  • 193 collegi plurinominali
  • 116 collegi uninominali
  • 6 in circoscrizione estera

Candidati, coalizioni, liste e programmi

Alla consultazione elettorale sono stati ammessi i candidati di 41 liste e 2 coalizioni nelle 28 circoscrizioni per la Camera dei deputati e 20 per il Senato della Repubblica (corrispondenti alle regioni). Le quattro ripartizioni della circoscrizione Estero rimangono immutate: Europa, compresi i territori asiatici della federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Il centro-destra

I leader della coalizione di centro-destra alle elezioni politiche 2018 sono:

I punti principali del programma della coalizione di centro-destra:

  • Introduzione di una flat tax inizialmente basata sull’aliquota del 23% (Salvini la vuole da subito al 15%) con una no tax area innalzata a 12.000 euro
  • Cancellazione dell’IRAP
  • Aumento delle pensioni minime a 1.000 euro
  • Introduzione di un “reddito di dignità” per combattere la povertà
  • Sgravi fiscali per le assunzioni giovanili
  • Modifiche alla legge Fornero sulle pensioni
  • Lancio di un piano Marshall per l’Africa

Il programma della coalizione di centro-destra prevede misure espansive pari ad almeno 100 miliardi finanziabili tramite:

  • Sistema di agevolazioni fiscali (36-40 miliardi)
  • Recupero dei trasferimenti non dovuti alle imprese (30 miliardi)
  • Lotta all’evasione fiscale (20 miliardi)
  • Chiusura dei contenziosi tra stato e contribuenti (10 miliardi)
  • Conversione dei beni confiscati alle mafie (5 miliardi)
  • Spending review (10-15 miliardi)

Il centro-sinistra

I leader della coalizione di centro-sinistra alle elezioni politiche 2018 sono:

I punti principali del programma della coalizione di centro-sinistra:

  • Introduzione di un salario minimo orario di 10 €
  • Assegno di ricollocamento per tutti i disoccupati
  • Estensione delle detrazioni fiscali esistenti sui figli a carico minorenni fino a 240 euro mensili
  • Bonus di 400 € per i bambini fino a tre anni per baby-sitter e asili nido
  • Patente fiscale a punti per combattere l’evasione
  • Nuova legge sullo ius soli

Il programma della coalizione di centro-sinistra prevede misure espansive pari ad almeno 56,4 miliardi (oltre il 3% del Pil) di cui 39,7 miliardi di maggiori spese e 16,7 miliardi di minori tasse e il mantenimento del livello di avanzo primario al 2% fino a dieci anni. Il programma della coalizione di centro-sinistra non indica le coperture finanziarie.

Il Movimento 5 Stelle

Il capo politico e candidato premier alle elezioni politiche 2018 del Movimento 5 Stelle è Luigi Di Maio. I punti principali del programma dei pentastellati per le elezioni politiche 2018:

  • Introduzione di un reddito di cittadinanza (780 € ai single e 1.638 € alle famiglie con due figli)
  • Taglio del debito pubblico di 40 punti in rapporto al PIL nell’arco di 10 anni
  • Rilancio dell’occupazione giovanile
  • Investimenti produttivi con quanto recuperato grazie alla spending review
  • Decurtazione delle pensioni superiori 5.000 euro netti non basate interamente sul metodo contributivo
  • Riduzione delle aliquote IRPEF
  • Estensione della no tax area
  • Aumento delle spese destinate al welfare familiare dall’1,5 al 2,5% del PIL
  • Eliminazione degli incentivi agli impianti di recupero energetico da rifiuti e chiusura degli inceneritori
  • Approvazione di una legge costituzionale che obblighi i parlamentari a dimettersi se intendono cambiare partito

Il costo previsto per finanziare i provvedimenti inseriti nel programma del Movimento 5 Stelle è superiore ai 100 miliardi l’anno finanziabili tramite il recupero di 50 miliardi dall’eliminazione di sprechi e privilegi, prevedendo un aumento del debito pubblico per le parti mancanti (col rischio di violare il patto di stabilità che obbliga di non chiudere il bilancio dello stato con un disavanzo superiore al 3% del PIL) e contando di intervenire sui conti grazie a quanto ricavato grazie agli investimenti pianificati.

I programmi delle altre liste

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