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Mattia Dall'Aglio, cosa sappiamo finora sulla sua morte

L'autopsia del nuotatore 24enne sembra confermare l'infarto in una palestra non attrezzata. Due indagati per omicidio colposo

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Matteo Politanò

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Una tragedia terribile che è sfociata in un'inchiesta per omicidio colposo con due indagati. Per la giustizia la morte del nuotatore 24enne Mattia Dall'Aglio, trovato senza vita in una palestra di Modena, non è ancora un capitolo chiuso. Il Procuratore Capo della città emiliana Lucia Musti vuole fare chiarezza sulle dinamiche di un malore che è stato scoperto troppo tardi e casualmente, un mix di punti oscuri che gli inquirenti vogliono analizzare.

La morte

Dall'Aglio è stato trovato senza vita domenica 6 agosto in una palestra di Modena dove si stava allenando. Il suo corpo è stato rinvenuto da un vigile del fuoco, presumibilmente circa 3 ore dopo l'ingresso nella struttura che potrebbe essere avvenuto intorno alle 14,30. Mattia Dall'Aglio era da solo e il malore che lo ha stroncato non ha potuto ricevere l'assistenza medica adeguata, norme di sicurezza che forse avrebbero potuto salvargli la vita.  

L'autopsia

Al Policlinico di Modena si è svolta l'autopsia sul corpo del giovane. Le prime analisi sembrano poter confermare la teoria iniziale dell'arresto cardiaco, un infarto che verrà però valutato da altri specialisti. Nuovi esami sul corpo sono già stati affidati ad un centro specializzato e i tempi d'attesa per i risultati potrebbero far attendere oltre settembre. 

I dubbi sull'impianto

Nel mirino della Procura ci sono permessi e responsabilità per la palestra nella quale è morto Dall'Aglio. Il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, ha fatto sapere che "una o più" persone che avevano accesso ai locali: "Non era una palestra. Una palestra deve avere autorizzazioni, qui si parla di una stanza priva di docce e aria condizionata. Un luogo in uso ad un numero limitato di persone che accedono attraverso una chiave del bar. Quindi ci sono diversi soggetti che avrebbero potuto accedere, servono accertamenti non solo autoptici ma anche di ricostruzione dei fatti". La struttura è di proprietà dei Vigili del fuoco, uno spazio concesso poi in uso all'associazione "Amici del nuoto". 

Gli indagati

Sono due le persone indagate ad oggi per omicidio colposo nella morte di Mattia Dall'Aglio. La Procura ha iscritto nel registro del pm Katia Marino il nome del presidente dell'associazione 'Amici del nuoto', che da anni ha in gestione la piscina dei vigili del fuoco, ed un tecnico legato alla stessa struttura.

La laurea alla memoria

Nel frattempo l'Università di Modena e Reggio Emilia, dove Mattia stava per dare gli ultimi esami, si sta muovendo per assegnargli in memoria la laurea triennale in marketing e organizzazione d'impresa.

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