Calcio

Via alla Premier: tutti contro Manchester

Mancini e Fergusondominano e la rivoluzione del Chelsea. Torneo ricco: 1,1 miliardi di euro solo dai diritti tv (+70%), ma le delusioni della nazionale pesano

Festa Manchester City

13 maggio 2012, il Manchester City festeggia la vittoria nella Premier – Credits: Epa

Tutti contro Manchester con un copione che rischia di diventare noioso un po' come può esserlo in Spagna il duopolio di Real e Barcellona. Stacca la Premier League numero 21 della storia e per il pronostico non si esce dal 'testa o croce' tra Ferguson e Mancini. Chi il favorito? Entrambi scaricano sul rivale, ma la verità è che solo a settembre si potranno davvero pesare i rapporti di forza. Il mercato ha ancora molto da dire soprattutto in casa dei Citiziens che sin qui si sono limitati ad aggiungere il giovane Rodwell ma che certamente si muoveranno ancora prima del 31 agosto.

DERBY CHE VALE IL TITOLO - In ogni caso facile prevedere che United e City faranno corsa a parte per la Premier. Ferguson ha messo a segno il colpo da vetrina dell'estate con Van Persie (30 milioni di euro) e ora lo lancia insieme a Rooney, Welbeck e il giapponese Kagawa in un reparto offensivo da sogno. Mancini recupera Tevez che sembrava perso alla causa, inserisce Rodwell e attende con pazienza che lo sceicco Mansour aprai cordoni della borsa. Il mercato del City è ancora cronaca. Serve un difensore (Agger?) e un centrocampista (De Rossi?) anche per liberare De Jong che vuole andarsene.

LONDRA INSEGUE MALGRADO IL CHELSEA - Se il successo nella ultima Champions non vale al Chelsea un posto in prima fila nel pronostico è perché la formazione di Abramovich ha cambiato pelle in estate e assomiglia al cantiere di inizio progetto. Gli investimenti sono stati importanti: oltre 70 milioni di euro per Oscar, Hazard e Marin. Partito Drogba manca una punta che non siano Torres o Sturridge. Per qualcuno è il segnale che tra un anno a Londra potrebbe sbarcare un certo Guardiola, allenatore che gioca molto con i centrocampisti e poco con gli attaccanti.

L'Arsenal deve metabolizzare l'ennesima estate di partenze. Un anno fa erano stati Fabregas e Nasri, quest'anno Van Persie e (forse) Song. Wenger ha rinnovato con Podolski, Cazorla e Giroud ma il tifo biancorosso comincia ad averne le scatole piene di plasmare giovani e poi vederli partire senza vincere mai niente. Pochi chilometri più in là la scommessa del Tottenham si gioca tutta sul riscatto di Villas-Boas. Dopo aver fallito con il Chelsea non può più sbagliare. Perso Modric aspetta il finale di mercato per capire quale materiale avrà a disposizione al fianco del solito Bale sempre più incedibile.

LIVERPOOL E LE ALTRE - Tra chi ha speso di più c'è il Liverpool che si è affidato a Rodgers, noto per il suo calcio più spagnolo che inglese. Sono arrivati Allen e Borini, ma gli aghi della bilancia rimangono Gerrard e Suarez (rinnovo dopo le voci di divorzio). Difficile si inserisca tra le prime quattro. Quasi impossibile accada per gli altri. Il Newcastle si affida alla coppia Ba-Cissè che mancheranno però in gennaio per la Coppa d'Africa. L'Everton ha perso Rodwell. Poi rimane il gruppo con le neopromosse West Ham, Reading e Southampton a lottare per non retrocedere insieme alle clienti fisse delle zone basse della classifica. Alla fine un talento come Ramirez potrebbe finire qui, nel girone dei dannati.

LA CRISI C'E' MA NON SI SENTE - Anche per la Premier è stata fin qui un'estate di crisi e non solo per la scelta del City di non spendere sul mercato come in passato. Il calcio inglese esce da un'estate di cocenti delusioni e non sarà facile rialzarsi. All'Europeo li abbiamo mandati a casa noi e, soprattutto, per la prima volta hanno mostrato una nazionale non all'altezza con le tradizioni, difensiva e poco spettacolare. Anche ai Giochi di Londra non è andata meglio: la Union Jack ha sventolato ovunque tranne che nel calcio, cacciata fuori addirittura dalla Corea del Sud.

DIRITTI TV DA CAPOGIRO - Temi lontani dal mondo dorato della Premier. Quello che parte è il campionato con i diritti più costosi di sempre: 3,5 miliardi e mezzo di euro per il triennio 2013-2016 (oltre 1 miliardo all'anno, +70% rispetto all'ultimo) più quelli provenienti dall'estero. Ad ogni club oltre 75 milioni di euro a stagione secondo una divisione molto più 'comunista' di quelle italiane e spagnole. Come è stato possibile? "Merito della concorrenza tra le tv private" ha spiegato Richard Scudamore, presidente della Premier League. Quest'anno i diritti li ha presi la solita BSkyB insieme al colosso British Telecom che ha scalzato Espn. Concorrenza spietata. Fantascienza da noi.

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