Calcio

Verso Napoli-Juventus: le 5 sentenze della 14° giornata di campionato

Sembra l'anno del Napoli, gli esperimenti di Allegri, la solidità dell'Inter, De Rossi e le espulsioni e il Milan che torna di nuovo nella bufera

mandzukic juventus serie a

Giovanni Capuano

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Si allunga la classifica in testa dopo la 14° giornata del campionato di Serie A. Un turno in cui le romane battono un colpo e si fermano, bloccate sul pareggio da Genoa e Fiorentina. Punti persi pesanti che innescano il rimpianto per come sono stati gettati al vento. Davanti si vede una mini fuga a tre e venerdì 1° dicembre è il giorno di Napoli-Juventus, primo vero incrocio sulla strada dello scudetto.

A corollario c'è il Milan che aggrava la sua crisi. Contro il Torino non arriva la vittoria che avrebbe dovuto avviare il filotto della rimonta, San Siro fischia e la posizione di Montella torna a farsi traballante anche perché i miglioramenti della squadra rossonera restano sulla carta e nella testa di un allenatore che non trova il bandolo della matassa.

Napoli, così si vincono gli scudetti

Il blitz esterno del Napoli a Udine è di quelli che fa presumere che sia l'anno giusto. Partita non bellissima e trascinata in pericoloso equilibrio fino al novantesimo tanto che l'ultimo gesto tecnico è la parata di Reina che fa sospirare i cuori partenopei. Però Sarri vince ancora e rimane su in testa da solo a quota 38 punti, con un'andatura insostenibile per tutte le altre.

A tratti il Napoli sembra meno lucente e fresco del solito, ma questo è un punto a favore se poi lo sforzo è coronato con la vittoria. Un anno fa non sarebbe accaduto ed è segno di crescita e maturità oltre che la conferma di un qualcusa di già visto anche contro Atalanta e Spal. Il confronto del San Paolo potrebbe proiettare a un +7 sulla Juventus che comincerebbe a dare consistenza alla fuga.

Allegri e gli esperimenti della Juventus

I bianconeri sono ancora a caccia della soluzione giusta per mettere insieme il vecchio e il nuovo. Allegri ha scelto la difesa a tre con davanti quattro centrocampisti e una sola punta. Al di là dei moduli e dell'avversario modesto, ne è uscita la sensazione che la ricerca dell'equilibrio sia oggi la priorità per il tecnico dei bianconeri, anche a costo di sconfessare parte del mercato estivo.

Sembra chiusa la stagione di Mandzukic tornante a sinistra (farà la riserva di Higuain), De Sciglio prova a prendersi un posto al sole e Howedes a dimostrare quanto possa essere utile. Ci sono troppi esterni (Bernardeschi, Douglas Costa, Cuadrado e Pjaca quando tornerà), ma Allegri non può fare sconti a nessuno e un anno fa cambiò faccia alla Juve proprio con un colpodi genio tattico.

Inter, quanto vale Icardi?

In piena zona scudetto resta anche l'Inter di Spalletti. La vittoria sul Cagliari lascia in eredità due tempi. Il primo è il peso e la forza di Icardi, mai partito così bene in campionato (15 gol in 14 giornate) e proiettato verso una dimensione che obbliga Suning ad accelerare i tempi per blindarlo e legarlo al progetto nerazzurro. Sempre che ci siano fondi e volontà.

La seconda sono le scelte obbligate che costringeranno Spalletti a cambiare la sua formazione base contro il Chievo nel prossimo turno: Miranda e Gagliardini squalificati, Vecino infortunato. Il tecnico deve fare gli straordinari ma ne vale la pena visto che il confronto del San Paolo gli può regalare la vetta e la settimana successiva c'è la trasferta in casa della Juventus...

De Rossi, follia che pesa

La lotta scudetto è così serrata che non consente alcuna distrazione. Ecco perché la manata con cui De Rossi ha steso Lapadula regalando rigore ed espulsione al Genoa, cancellando un successo faticoso ma pesantissimo della Roma, è di quelle che segnano una stagione. Le scuse a metà del dopo partita sono una toppa anche peggiore del buco.

De Rossi non è nuovo a comportamenti di questo genere, ma il tradimento di Marassi pesa doppio perché la Roma di Di Francesco sta crescendo e non meritava di essere abbandonata dal suo capitano. Saprà farsi perdonare, però essere da scudetto significa anche non cadere in questi errori e dopo tanti anni il sospetto è che il difetto sia ineliminabile.

Milan, che presunzione (e che fatica)

Il filotto che doveva riportare il Milan a contatto con la zona nobile si è già fermato. Anzi, non è nemmeno partito e non è una sorpresa per una squadra che sin qui è stata capace di vincere due volte di fila solo alla prima e seconda giornata e poi alla quarta e quinta. Montella si dice soddisfatto dei progressi di gioco ma i fischi di San Siro certificano che la percezione dei tifosi (e non solo) è diversa.

La situazione in classifica suggerisce di riporre definitivamente le velleità di rincorsa Champions e concentrarsi su quelle per un piazzamento in Europa League. Altro non si può fare al momento. Il Milan non segna, non vince più nemmeno le partite facili sulla carta e continua a essere un mistero per i troppi cambi di formazione e modulo imposti.

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