Calcio

Lo stage di Conte nell'unica settimana libera per i top club italiani

Il ct incassa dai colleghi quello che da allenatore della Juventus mai avrebbe concesso. Ora deve dimostrare di saper vincere: come? Smettendo di lamentarsi

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Giovanni Capuano

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Antonio Conte sorride perché può dire di aver incassato una vittoria politica per nulla scontata: ha radunato i tecnici della serie A (quasi tutti), li ha costretti a condividere alcune tematiche su preparazione e gestione dei giocatori azzurrabili e, soprattutto, è tornato a casa con la promessa di tre giorni di stage a febbraio. Le date segnate sul calendario sono le uniche libere in una programmazione sincopata nel periodo decisivo della stagione: 9-10-11 febbraio. Subito dopo la 22a giornata (che in programma ha un Juventus-Milan tutt'altro che banale) e prima di un turno sulla carta più morbido, dove le due probabili duellanti per lo scudetto non dovrebbero avere incubi prima di incontrare rispettivamente il Parma (la Roma all'Olimpico) e il Cesena (la Juventus in trasferta).

Conte si è premurato a dire che "decideranno le società" e, dunque, la disponibilità espressa dai tecnici va considerata come un'intesa di massima. Di sicuro la presenza a Milano del presidente della Lega, Beretta, è la garanzia di un impegno che rappresenta un'eccezione nella storia non solo del nostro calcio, ma di tutto il movimento europeo. In attesa di sapere se anche Blanc lascerà andare gli italiani del Psg (Verratti e Thiago Motta), se Klopp si priverà di Immobile e Rodgers di Balotelli, i vertici della Figc non possono che esprimere la massima soddisfazione. Il ct aveva posto sul tavolo anche l'ipotesi - mai ventilata ufficialmente - di un rapido passo indietro e la risposta dei club è stata pronta.

Semmai lascia perplessi che i bisogni della Nazionale siano stati anteposti a quelli delle società in una stagione senza Europei o Mondiali, con una qualificazione facile da raggiungere per Francia 2016, mentre si chiede alle nostre rappresentanti in Champions ed Europa League di gettare il cuore oltre l'ostacolo. A meno di interventi sulla programmazione (resi difficili dalla moltiplicazione degli impegni), lo stage di Conte andrà infatti a occupare l'unica settimana libera per il lavoro dei colleghi dell'ex allenatore della Juventus. Basta scorrere il calendario per rendersene conto: dal 1° febbraio al 1° marzo (29 giorni) i top club italiani dovranno sorbirsi 5 turni di campionato, i quarti di finale della Coppa Italia e uno o due turni europei, ovvero l'andata contro il Borussia Dortmund nel caso della Juventus e il doppio turno dei sedicesimi per Roma, Napoli, Inter, Fiorentina e Torino.

Significa che Garcia, Benitez, Mancini, Montella e Ventura giocheranno una partita ogni tre giorni e mezzo e altri tre li regaleranno (o presteranno, a seconda di come si voglia leggerla) a Conte. Che da oggi ha un solo modo per ricompensarli: smettere il pianto del ct lasciato solo e ringraziare tutti evitando altre sceneggiate come quella dopo l'amichevole contro l'Albania. Nessuno dei suoi avversari europei ha avuto lo stesso trattamento. Nessuno dei suoi predecessori avrebbe mai avuto la stessa opportunità dovendo trattare con il Conte tecnico della Juventus. Che a Prandelli avrebbe spedito una vagonata di pernacchie (metaforiche). Altro che stage alla vigilia della ripresa delle Coppe.

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