Calcio

Alla scoperta dell'Islanda, la glaciale sorpresa di Euro 2016

Dieci anni fa il calcio era poco conosciuto, ora si punta su investimenti, progettazione e un coro vichingo che è già diventato virale

Islanda - Inghilterra

Matteo Politanò

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L'Islanda ha fatto l'impresa: contro ogni pronostico ha eliminato l'Inghilterra di Hodgson da Euro 2016 vincendo per 2-1 negli ottavi di finale. Ennesimo trionfo di una nazionale che ha già vinto il premio di rivelazione dell'Europeo, all'esordio nel torneo continentale dopo che due anni fa era svanita per un soffio la storica qualificazione al primo mondiale. 

 

Il nuovo e ambizioso progetto tecnico dell'Islanda è iniziato nel 2011 con la costruzione di una squadra affidata al tecnico svedese Lars Lagerback e al co-allenatore Heimir Hallgrímsson. Nel girone di qualificazione ad Euro 2016 gli islandesi hanno conquistato il primo posto, eliminando niente di meno che l'Olanda, semifinalista all'ultimo mondiale. 

Una sorpresa per il mondo del calcio ma anche per l'Islanda stessa, nazione con poco più di 300 mila abitanti e coperta per il 10% del suo territorio da ghiacci, terra di pescatori ma non di calciatori, come si può dedurre da questa grafica: 

Il seguito per gli eroi che hanno eliminato l'Inghilterra sta coinvolgendo tutto il paese e dopo le migliaia di persone in piazza a seguire le prime quattro partite ci si aspetta un'isola intera in visibilio per il prossimo impegno: i quarti di finale contro la Francia di domenica 3 luglio alle 21.

L'inno della squadra è già virale, uno spettacolare canto vichingo:

A guidare la nazionale c'è l'esperienza del più forte giocatore islandese di tutti i tempi: Ejdur Gudjonsen, ex di Chelsea e Barcellona che a 37 anni sta chiudendo la carriera in Norvegia, nel Molde. Intorno a lui è stato creato un gruppo di giovani ambiziosi e di talento alternati a gregari affidabili e che non tolgono mai la gamba, il risultato è una squadra con un'organizzazione di gioco invidiabile e una preparazione fisica in grado di mettere in difficoltà chiunque.

Tra i più talentuosi ci sono il numero 9 Kolbeinn Sigþórsson, attaccante classe 1990 pagato 3 milioni dal Nantes all'Ajax, l'ex di Pescara e Sampdoria Birkir Bjarnason, nel mirino di tanti club, e soprattutto Gylfi Sigurðsson, fantasista classe 1989 che gioca in Premier League nello Swansea.

Nello spogliatoio c'è unità ed euforia totale, come quella del commentatore divenuto famoso per la cronaca del contropiede-gol contro l'Austria e ripetutosi ieri sera: 

La rivoluzione del calcio in Islanda passa da un progetto ambizioso di una federazione del nome impronunciabile: Knattspyrnusamband. Fino a pochi anni fa il calcio era poco conosciuto ma negli ultimi dieci ci sono stati forti investimenti in strutture e programmazione con la costruzione di campi indoor e nuovi impianti, per la precisione uno ogni 50 mila abitanti: la media più alta d'Europa per il sogno più grande d'Europa, eliminare i padroni di casa. 

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