Calcio

Under 21: il biscotto dell'Europeo e i "dolci" fatti in Italia

Il pareggio tra Portogallo e Svezia manda a casa gli azzurrini e c'è subito chi insorge. Ma a che titolo, vista la cronaca?

Italy v Sweden - UEFA Under21 European Championship 2015

Dario Pelizzari

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Come nel 2004, quando l'Italia dei grandi guidata in panchina da Giovanni Trapattoni venne accompagnata alla porta nella fase a gironi dal pareggio tra Svezia e Danimarca. Si disse: occhio agli scandinavi, da quelle parti servono un biscotto colmo di burro che è una delizia. Il sospetto, la partita, la denuncia: gli svedesi e i danesi si sono messi d'accordo per passare il turno a braccetto e fare fuori gli azzurri. E giù con il solito fiume di rimproveri che si trasformano in forconi quando raggiungono le piazze. Colpa loro se l'Italia non si è qualificata, l'opinione diffusa da Trieste a Lampedusa. Con la Nazionale di casa nostra che fa rotta verso la Penisola sorretta da giustificazioni più o meno verosimili, più o meno necessarie. Del doppio pareggio con la Danimarca e con la Svezia, squadre belle ma tutt'altro che impossibili da superare, si parlò a voce bassa, tra una gita al mare e una pausa pranzo al lavoro. Che diamine, se fosse stato calcio vero l'Italia avrebbe sicuramente vinto l'Europeo. Appunto, sicuramente.

E' andata così anche nella Repubblica Ceca dove gli azzurrini dell'Under 21 hanno fatto i bagagli dopo aver disputato soltanto tre partite, quelle della fase a gironi. Il pareggio tra Svezia (la prova che porterà alla condanna definitiva) e Portogallo, maturato sotto la luna sui titoli di coda dell'incontro, ha consegnato il foglio di via al gruppo di mister Di Biagio. Il biscottino Ikea è tornato a far parlare di sè, la convinzione dilagante. In Italia, si intende, perché in Inghilterra, lo confermano le prime pagine dei giornali usciti stamane nella perfida Albione, del dolce svedese non v'è traccia. Gli inglesi non ci credono. O non ne vogliono parlare. Al contrario di quanto si è detto e scritto nelle ultime ore dalle nostre parti. Ieri, come oggi, si punta il dito sugli altri per evitare il confronto con lo specchio. La Giovine Italia è arrivata alla sfida decisiva con l'Inghilterra con l'acqua alla gola dopo essere inciampata in un k.o imbarazzante contro la Svezia e per non aver costretto alla resa il Portogallo. Altro che biscotti e biscottini, la verità è che l'Europeo di Berardi e soci si è arenato nelle secche di Olomuc. Sul campo, non in pasticceria. Altrove, all'estero, assistono alle nostre battaglie e non capiscono. Ma come, si chiedono, parlate proprio voi che un giorno sì e l'altro pure dovete correre in tribunale per dare conto di partite truccate e pilotate, promesse e poi vendute? Proprio vero, non ci hanno mai capiti.

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