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Eurolega, l'EA7 Milano la spunta sul Maccabi: cos'ha funzionato e cosa meno

L'Olimpia si impone per 99-97 grazie a una stoppata finale di McLean. Successo importante, ma in futuro servirà di più - Video highlights

macvan

Paolo Corio

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Parte con il piede giusto al Forum l'EA7 Milano nella lunga maratona (30 turni di regular-season da qui a inizio aprile) prevista dalla nuova formula di Eurolega: subito un elettrizzante 99-97 al Maccabi Tel Aviv, con la prodezza finale di Jamel McLean (stoppata salva-risultato) a evitare il possibile inciampo nell'eventuale supplementare.


In attesa di vedere l'Olimpia alle prese con squadre più rodate di quella israeliana, sicuramente quotata ma ancora in fase di assemblamento, ecco cos'ha funzionato e cosa meno nel vittorioso match di inizio stagione europea.

I fattori ok

Ricky Hickman. Coach Jasmin Repesa punta sulla sua esperienza internazionale già dallo starting-five e viene ripagato con una prestazione da 22 punti e 3 assist, oltre a 12 falli subiti come ulteriore certificazione di quanto il play-guardia americano sia risultato la spina nel fianco del Maccabi, con cui ha tra l'altro vinto l'Eurolega nel 2014.

Milan Macvan. Altro "ex" dei gialli israeliani, è partito a sua volta nello starting-five occupando la per lui anomala posizione di centro, dimostrando però subito di tenere difensivamente la posizione e di saper mixare al meglio in attacco i canestri da sotto (6/8) con quelli da oltre l'arco (2/3) per 18 punti in totale. Coach Repesa, che lo stima molto, non ha probabilmente mai avuto dubbi in proposito, ma l'EA7 ha davvero una soluzione in più nel colorato per dare fiato a Raduljica (eccellente con i suoi 15 punti in 13' sul parquet) quando gli avversari non schierano un big-man.

Davide Pascolo. L'hanno già scritto in tanti tante volte, ma è la cosa che più stupisce di questo giocatore: chiamato ogni stagione ad alzare l'asticella, sfodera ogni volta un'intensità da entrambe le parti del campo che gli fa trovare spazio in quintetto insieme con punti e rimbalzi (rispettivamente 7 e 6 al suo esordio in Eurolega).


Zoran Dragic.
Meno visibile di quanto già accaduto in Campionato, è comunque finito in doppia cifra (11 punti) grazie a un 3/4 nelle triple. Un "killer invisibile" che torna assai utile in certe serate di Eurolega.

Alessandro Gentile. Gioca, difende e segna quando serve (12), senza mai un gesto o una parola più del dovuto e sfruttando i tanti minuti (27) che coach Repesa gli concede. L'impressione è che questa stagione sia davvero impegnato a schivare qualsiasi polemica per concentrarsi su un'ulteriore, per lui decisiva crescita tecnica.

I fattori da migliorare

Il "killer instict". A Milano lo chiamano così secondo la dottrina di coach Dan Peterson, altrove si parla più semplicemente di capacità di mantenere la concentrazione per conservare - una volta presa - l'inerzia della partita. Sopra di sette (96-89) all'ultimo giro di lancetta, l'EA7 ha rischiato di farsi riacciuffare all'ultimo secondo, con tutti i rischi di un supplementare: se i biancorossi vogliono ambire a un posto nei playoff, devono imparare ad "ammazzare" le partite quando le hanno ormai in pugno. Perché anche una sola sconfitta in più potrebbe risultare deleteria in questa esclusiva e massacrante regular-season a 16.

La difesa sui "bomber". Andrew Goudelock (non per nulla soprannominato "Il piccolo Mamba" dal suo ex-compagno Kobe Bryant) è stato solo un piccolo assaggio di quello che gli esterni dell'EA7 si troveranno a dover affrontare in questa Eurolega. E i 27 punti concessi alla guardia americana, al di là delle due prodezze balistiche che hanno riaperto la partita durante l'ultimo giro di lancetta, sono risultati davvero troppi.

Il "secondo" asse play-centro. Nella super-serata di Hickman l'EA7 trova anche un concretissimo Simon (8 punti e soprattutto 9 assist in 30 minuti sul parquet), ma vede in regia - con Kalnietis a mezzo servizio per una distorsione alla caviglia - un Cinciarini (2 punti, 3 assist) meno concreto e sicuro di quanto recentemente visto in Campionato. Mentre la stoppata finale di Jamel McLean è sì preziosissima, ma non può coprire una prestazione da 4 punti e 5 rimbalzi in quasi 20' di impiego. Perché il roster sia davvero lungo, servono in futuro migliori prestazioni sull'intero asse play-centro.

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