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Perché Bebe Vio è davvero una campionessa

L'atleta paralimpica ha conquistato un altro oro nel fioretto individuale ai mondiali di Roma, ma non è solo per la sua bravura che ci piace

Bebe Vio

Barbara Massaro

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"La vita è una figata" ripete come un mantra Bebe Vio e ad ascoltare l'atleta paralimpica non si può non darle ragione. Oggi, nel day after della vittoria del fioretto individuale ai mondiali paralimpici in corso a Roma ringrazia la sua squadra e, su Instagram, scrive: "Sono orgogliosa di quello che siamo riusciti a realizzare. La determinazione di una squadra come la nostra è inarrestabile e l'hashtag che usa significa "Crederci sempre di più".

Crederci sempre

Una cosa che lei fa ogni giorno e che insegna con il suo stesso esempio. La sua storia è nota: classe 1997 Bebe, che praticava scherma sin dall'età di 5 anni, a 11 anni è stata colpita da una forma di meningite fulminante che le ha causato una gravissima infezione con necrosi diffusa agli arti per i quali è stata necessaria l'amputazione. Dopo tre mesi d'ospedale Bebe è stata dimessa e dopo un anno e mezzo è tornata a praticare scherma grazie a particolari protesi conquistando l'oro paralimpico a Rio e due mondiali.

Ma non è solo la straordinaria forza di volontà di Bebe (nata Beatrice) a far sì che questa campionessa abbia conquistato il cuore del grande pubblico, ma la sua spudorata allegria e la sana e autentica voglia di vivere.

Allegria e voglia di vivere

A 20 anni è normale averla, ma non a tutti è dato il dono di saperla comunicare specie dopo aver vissuto in maniera così brutale il primo scorcio della propria esistenza.

Di recente in un'intervista concessa al magazine Visto Bebe, a proposito della sua malattia, ha detto: "Ho pensato al suicidio. Volevo farlo buttandomi giù dal letto ma forse non capivo nemmeno il significato di quel gesto. Mio padre fu molto chiaro. Mi disse: 'Bebe, non rompere le palle che la vita è una figata!'".

 

Ha creduto a suo padre come ogni bambina di 11 anni farebbe e da quel letto è scesa per prendersi il suo diritto alla vita. Ora che gli anni bui della malattia sono alle spalle Vio conquista per la sua bellezza specchio di un'anima risolta e non importa se il suo viso porta cicatrici e le sue mani sono finte.

Tutte le conquiste di Bebe

Vestita in Christian Dior, in tuta da ginnastica o in costume da bagno Bebe è un distillato di bellezza capace di trasmettere buon umore. I

n una manciata di anni, oltre alle vittorie sportive, Bebe ha ottenuto risultati straordinari. Per dirne uno è riuscita a strappare un selfie con Barack Obama nel corso di una cena ufficiale alla Casa Bianca in barba al protocollo e con il bene placito dell'ex Presidente.

Non la ferma nessuno questa ragazza dall'orgoglio veneziano capace di presenziare a gala di beneficenza ed eventi sportivi, trasformarsi in cartone animato, ridere come una bambina con le amiche e condurre programmi tv.

Impegno e ironia

Testimonial dell'importanza dei vaccini contro la meningite Bebe vanta anche un'ironia rara come quando lo scorso anno si è fatta voce, accanto ad Alessandro Cattelan, della campagna "Dona un neurone a un hater" contro gli insultatori da tastiera che non mancano neppure tra i suoi 438.000 follower.

In Giappone esiste una forma d'arte che si chiama kintsugi: si tratta di una tecnica per riparare gli oggetti di ceramica rotti valorizzando le spaccature con l'oro. In questo modo l'oggetto rotto acquista una nuova e più bella forma e diventa ancora più prezioso dell'orginale. Bebe Vio è l'esempio vivente di un'anima kintsugi capace di trasformare le sue ferite in una nuova forma di bellezza e spessore interiore. 

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