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A quasi 100 anni viene risarcita per uno stupro subito in guerra

E' la vicenda della signora Rosa alla quale, solo ora, la Corte dei Conti ha dato ragione

Nobi

Barbara Massaro

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Aveva 27 anni durante la Seconda Guerra Mondiale la signora Rosa. In Nord Africa è stata vittima di quelle che venivano chiamate le "marocchinate".

Si trattava di stupri perpetrati ai danni delle donne da parte dei militari. Solo oggi, che di anni ne ha 98, la Corte dei Conti ha deciso che la donna deve essere risarcita perchè, si legge nelle motivazioni, "La violenza carnale comporta la lesione di fondamentali valori di libertà e dignità̀ della persona e la loro riparazione è doverosa". Risultano così illegittime tutte le norme, allora vigenti, che non prevedevano un indennizzo "Per i danni non patrimoniali patiti dalle vittime di violenze carnali consumate in occasione di fatti bellici".

Così, finalmente, alla soglia dei 100 anni, la nonnina potrà godere di una pensione di guerra più elevata. Magra consolazione per le ferite subite ormai parte del suo dna.

Del resto, però, la vicenda processuale va avanti dal 1992, e ci sono voluti oltre 20 anni per arrivare alla sacrosanta sentenza.

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