Salute

Anoressia, ecco come cambia la percezione del corpo

Nel cervello delle donne ammalate di disturbi alimentari ci sono alterazioni simili a quelle dei pazienti colpiti da ictus

La campagna choc di Oliviero Toscani contro l'anoressia nel 2007. Isabelle Caro, la modella della foto, è morta nel 2010 – Credits: Getty Images

Che chi soffre di anoressia vedesse il proprio corpo in modo deformato e più grasso di quanto non sia realmente, già si sapeva. Ma ora si è scoperto che questa percezione è "realistica", perché in un certo senso indotta dall'inganno dei sensi.

Anche il tatto fa infatti sentire il corpo più grande, soprattutto nelle zone "critiche" per le donne come gambe e fianchi, e addirittura si ha difficoltà a riconoscere l'orientamento del proprio corpo nello spazio, proprio come accade a chi ha avuto un ictus.

Un sintomo reale

A capire che questo disturbo della percezione della propria immagine è un sintomo reale e multisensoriale è stato un gruppo di ricercatori guidati dallo psichiatra italiano Santino Gaudio, che collabora con diverse università italiane ed estere, e ha pubblicato lo studio sulla rivista Plos One. ''Abbiamo fatto una revisione - spiega Gaudio - delle ricerche fatte finora sull'anoressia che avessero investigato la percezione del proprio corpo da un punto di vista multisensoriale, delle diverse aree del corpo''.

Si è così visto che le donne con anoressia nervosa non solo si vedono grasse e in sovrappeso anche quando sono in condizioni di estrema magrezza o di grave denutrizione, ma hanno una percezione alterata delle loro forme corporee. ''Con il tatto - continua - percepiscono più grandi di quello che sono le parti del corpo più importanti per le donne, come gambe e fianchi''.

Problemi di orientamento

Non solo. Queste pazienti hanno anche dei deficit nel riconoscere l'orientamento e la posizione delle parti del loro corpo. ''Abbiamo riscontrato - prosegue Gaudio - risultati simili a quelli dei pazienti che hanno avuto un ictus, in quanto mostrano un deficit nel riconoscere l'orientamento del proprio corpo''.

Questi problemi tattili e dell'orientamento, spiega lo studio, possono essere associati e dipendere da alterazioni della corteccia parietale del cervello. L'aver compreso meglio la distorsione dell'immagine corporea, sintomo cardine dell'anoressia nervosa, apre ora la strada a nuove possibili strategia di cura, che devono essere mirate ad una riabilitazione multisensoriale del rapporto con il proprio corpo.

Riabilitazione del corpo

''A tal fine partirà con l'università Cattolica di Milano, nella prossima primavera - annuncia il ricercatore - un progetto di riabilitazione del corpo, con la riorganizzazione della propria immagine, che vedra' l'utilizzo della realtà virtuale. Se non si va ad agire sul sintomo della distorsione del corpo, che è reale e non solo la ricerca di un modello di perfezione, la terapia è in un certo senso completa''. (ANSA).

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