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L’annullamento di due gran premi costa oltre 100 milioni alla F1

L’annullamento di due gran premi costa oltre 100 milioni alla F1

Per il conflitto in Medio Oriente non si corre in Bahrain e Arabia Saudita e verranno a mancare incassi importanti. Ma la gara dei sauditi potrebbe essere recuperata

Anche la Formula 1 paga un conto salato per la guerra in medio oriente. L’annullamento di due gran premi (Arabia Saudita e Bahrain) ridurrà il numero delle gare da 24 a 22 e avrà un impatto significativo sull’organizzazione che gestisce la Formula 1. Tra diritti tv, sponsor e incassi locali la perdita sarà di oltre 100 milioni di dollari, sostanzialmente quelli che tutto sommato contenuta e che inciderà soltanto sui margini di guadagno. Premesso che uno dei due gran premi potrebbe essere recuperato se il conflitto dovesse terminare presto, gli analisti di Guggenheim stimano una perdita di ricavi di 190-200 milioni di dollari per Liberty Media, ma in realtà una cifrà più attendibile parla di poco più di 100 milioni. Ma la società è solida, come dimostrano le cifre dei bilanci delle ultime stagioni. Nel 2025 i ricavi sono cresciuti del 14% , toccando 3,9 miliardi di dollari. Liberty Media Corporation è valutata 25 miliardi di dollari e il trend degli ultimi anni è stato sempre positivo: +92 milioni nel 2021, +239 nel 2022, +392 nel 2023, +492 nel 2024, +632 nel 2025. La dimostrazione della solidità di Liberty è la piccola percentuale in negativo registrata in borsa nel giorno dell’annuncio della cancellazione dei due gran premi: solo 1,3 %.

Il peso dei sauditi

Oltre ai diritti televisivi e alle sponsorizzazione c’è un altro canale di guadagno che verrà fortemente penalizzato per l’annullamento di due gran premi, è quello delle commissioni pagate dai promotori dei gran premi, a cui la F1 concede la licenza di ospitare, organizzare e promuovere le corse, gestendo la biglietteria e le sponsorizzazioni locali. Non tutti gli organizzatori pagano la stessa cifra, ma quelli del Medio Oriente sono i più generosi: Bahrain e Arabia Saudita versano 115 milioni l’anno, con i sauditi che garantiscono la fetta più grossa (70) Gli investimenti nello sport del governo sono sempre più pesanti (intorno ai 20 miliardi) e l’interesse per la Formula 1 è dimostrato anche dal fatto che nel 2021 il fondo sovrano Pif ha investito, assieme ad Ares Management, 550 milioni di dollari per supportare la McLaren in cambio di un pacchetto di azioni vendute due anni dopo a Mumtalakat (fondo del Bahrain divenuto successivamente proprietario al 100% della scuderia britannica). E la compagnia saudita Saudi Aramco oltre ad avere un pesantissimo contratto di sponsorizzazione con la Formula 1 è anche main sponsor dell’Aston Martin. Ecco perchè è molto probabile che il gran premio che era stato programmato a Gedda per il prossimo week-end e che è stato annullato per il conflitto in Medio Oriente venga recuperato più avanti.

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