Matera

Un Panecotto a difesa della tradizione

Il marchio ha raccolto tanti piccoli produttori tipici e aperto un ristorante nei Sassi. Obiettivo: distribuire le specialità lucane in Italia

Pane Cotto - Pino Bruno

Stefano Caviglia

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"Sensi, emozioni, esperienze". Sono le tre parole che compaiono sotto il logo del marchio commerciale Panecotto, l’ultima e forse più innovativa versione del business dell’agroalimentare in Basilicata. L’impresa è stata messa in piedi a Matera a fine 2011 dal consorzio di cooperative "La città essenziale" (gruppo Cgm, Confcooperative) e ha unito i valori delle iniziative sociali a quelli di un’impresa di mercato nel campo della cucina tipica. Due universi che evidentemente si sposano assai bene. "In meno di quattro anni" spiega a Panorama il presidente del Consorzio, Pino Bruno "abbiamo ammortizzato l’investimento e nel 2015 avremo il primo utile".

L’idea consiste nel raccogliere sotto un unico marchio decine di piccoli produttori che diano massima garanzia di qualità e di genuinità rispetto alla tradizione locale. Si va dai formaggi agli ortaggi, dal miele alle confetture e così via, passando naturalmente per il saporitopane di queste parti. L’altra idea vincente è quella di associare la vendita dei prodotti nelle loro confezioni alla degustazione al tavolo, come in qualunque ristorante. Quello di Panecotto è però particolare, essendo scavato nel tufo di uno dei più suggestivi Sassi di Matera. Già oggi l’attività del negozio-ristorante è in pareggio, ma questo potrebbe essere solo l’inizio. Dal 2015 i prodotti si vendono anche online e il modello del ristorante Panecotto sta cominciando a fare scuola in diverse città d’Italia. Il marchio è infatti fra i principali fornitori del "Caffè up" aperto il 10 giugno dal designer Umberto Palermo a Moncalieri, in Piemonte, dove c’è una delle maggiori concentrazioni di lucani in Italia, e altri negozi specializzati dovrebbero aprire presto in Lazio e Lombardia.

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