Roberto Maroni lascia la Regione Lombardia, ma non la politica

Non si ricandiderà per "motivi personali". Ma già si scommette su un incarico in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni

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Il Governatore della Lombardia Roberto Maroni - Milano, Panorama d'Italia, 19 ottobre 2017 – Credits: Ada Masella

Redazione

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Roberto Maroni non si ricandida alla Presidenza della regione Lombardia. A due mesi dall'election day del 4 marzo che unisce elezioni politiche e regionali (per Lazio e Lombardia) Maroni ha confermato alla riunione di Giunta le voci circolate nelle ultime ore. Al suo posto si candiderà l'ex sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana.


Le motivazioni

"È una decisione che ho preso in piena autonomia e sulla base di motivazioni personali" ha detto Maroni. "L'ho condivisa con il segretario Salvini e Silvio Berlusconi tempo fa e abbiamo convenuto di non dirlo fino a ieri. Non c'entrano la salute e altre questioni. È una decisione mia, personale, per cui chiedo a tutti il rispetto".

E da questo punto Maroni non si è mosso. Inutile ipotizzare contrasti con il segretario della Lega Matteo Salvini (che pure in passato ci sono stati): "le posizioni che Matteo Salvini ha preso possono essere discusse e discutibili" ha detto Maroni "ma tutte le decisioni del mio segretario le accetto per principio: la mia decisione nulla ha a che fare con Salvini, discordanze o dissidi. Salvini premier è una prospettiva che condivido e sostengo".

Le conseguenze

Facile pensare dunque a un suo futuro ruolo politico in caso di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche. Anche perché Maroni ha lasciato le porte aperte a eventuali nuovi incarichi. "Con la politica ho una lunga storia d'amore che nasce tanti anni fa con Umberto Bossi che dura da un quarto di secolo, fatta di grande passione, di successi e sfide" ha detto. "Questa storia d'amore comunque rimane, perché fa parte di me. Sono assolutamente soddisfatto del lavoro fatto in Regione. Non ho richieste o pretese da fare alla politica ma sono a disposizione, se dovesse servire".

Quali che siano le motivazioni vere o presunte, il passo indietro di Maroni riapre inoltre la partita per il PD che spinge la candidatura di Giorgio Gori, ex sindaco di Bergamo, che ora acquisisce molte chance in più di farcela rispetto all'ex sindaco di Varese Fontana.

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