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Elezioni: dopo Macerata dibattito politico senza argomenti

I fatti di Macerata hanno riacceso i toni della campagna elettorale, ma non si parla più di tasse, diritti e lavoro. Puntare sulla cronaca rende di più

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Sara Dellabella

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I fatti di Macerata hanno riacceso i toni della campagna elettorale, forse anche troppo.
Tra fascisti e pistoleri, pare che tutta l'attenzione si siaspostata sulla sicurezza e la questione immigrazione che, del resto, da tempo tengono banco nei talk show.
Sono temi che oggettivamente favoriscono le forze del centrodestra a scapito del Pd che ha governato in questi anni il Paese.

La sparatoria di Macerata contro un gruppo di immigrati ha finito dunque per oscurare ogni altro tema dai dibattiti e dalla cronaca.

Tasse, diritti (già poco presenti), lavoro sono completamente spariti. Anche stavolta si è preferito seguire l’audience e la pancia (presunta) dell'elettorato.

Perché scompaiono i temi

Così in queste ore si moltiplicano gli appuntamenti: tra chi sabato marcerà contro il razzismo e chi avrà come motto “prima gli italiani”. È partita la rincorsa a soffiare sul fuoco e molti sono addirittura pronti a giurare che Macerata è solo l’inizio di una rivolta che riguarderà altre periferie, pronte a scoppiare.

La sinistra più radicale, quelli di Leu per intenderci, contrastano l’approccio sicuritario di Minniti che promette un maggiore spiegamento di forze dell’ordine, a Macerata ma anche a Napoli - per esempio contro le baby gang- I critici ravvisano un problema culturale; dicono: i problmei sociali non si affrontano certo con più uomini armati.

Dall’altro lato, c’è la Lega che negli spazi stretti delle paure  e del rancore trova terreno fertile per ingaggiare la guerra delle rivendicazioni, tra "l’immigrato in albergo" e il pensionato senza l’assegno di accompagno.

Ma le care e vecchie promesse elettorali dove sono finite?

Quella gara a chi la spara più grossa a cui ci hanno abituato per anni (e che anche nei mesi scorsi non è mancata)?

I venti punti di Di Maio contro i cento “piccoli passi” di Renzi rimangono lettera morta nell'attuale dibattito elettorale.

L’elettore è anestetizzato dalla propaganda politica che segue la cronaca, che lo spinge a opinioni superficiali, istintive e a nessun ragionamento. Così, secondo i sondaggi diffusi dal tg La7, “grazie” a Luca Traini, la Lega avrebbe guadagnato in due giorni lo 0,5 per cento nei sondaggi.

Macerata è il frutto avvelenato di anni di non politica

Di certo parlare di flat tax, reddito minimo di cittadinanza, bonus e abolizione delle tasse universitarie non ha mani reso così tanto in così poco tempo come sembra poter fare una gestione superficiale e demagogica del discorso propagandistico attorno alla questione immigrazione.

I partiti lo hanno capito e ognuno in queste ore è intento a dire la sua su quella drammatica pagina di cronaca che ha colpito una provincia italiana, frutto avvelenato di una lunga campagna di demonizzazione verso gli immigrati presenti nel nostro territorio. Perché, ovviamente a colpire l'osservatore, oltre al gesto di Traini, è la solidarietà verso quest'ultimo e i commenti di tanti cittadini che si sono dichiarati stanchi del bivacco degli stranieri nelle nostre città.

È la reazione di una popolazione sfibrata che si nutre di un dibattito politico scarno, poco incline al ragionamento e che negli anni oltre agli slogan non ha offerto molto. Mentre in tv i politici erano intenti nella guerra "contro qualcuno", gli italiani hanno perso il lavoro e la povertà ha raggiunto 4,5 milioni di abitanti.

Ed è proprio quando gli orizzonti si accorciano e gli spazi sembrano più angusti, che è facile sentirsi invasi, minacciati nel proprio residuo spazio vitale. E la politica invece di allargare l’orizzonte non fa che invitarci a chiudere il recinto, senza trovare mai una soluzione ai problemi e invitarci ad un ragionamento in grado di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Abdicando così definitivamente al suo ruolo e condannandoci a una campagna elettorale senza discussione.

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