Politica

Dopo Ostia il M5S spera negli astenuti per le politiche

Il movimento deve riuscire a convincere il 38% degli italiani che non va a votare per avere un buon risultato alle elezioni del 2018

Beppe Grillo

Sara Dellabella

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Dopo la Sicilia, Ostia offre una buona spinta ai 5 stelle . I grillini hanno conquistato il municipio romano dove nei giorni scorsi si è consumata una campagna elettorale profondamente segnata dal caso dell’aggressione da parte di un esponente della famiglia Spada ad una troupe della trasmissione di Rai2, Nemo.

Il Movimento trova così la sua prima consacrazione a livello territoriale. Una vittoria che legittima Virginia Raggi e che aiuta la strada di Roberta Lombardi verso la guida della regione Lazio.

Ma le politiche sono un'altra cosa e i grillini sanno che c’è un partito sommerso che sarà determinante nello spostare gli equilibri elettorali: quello degli astenuti che oggi conta su un solido 38 per cento, come ha rilevato l’istituto Demopolis. In Sicilia non sono riusciti a spostarne neanche uno ma per le politiche in un contesto del genere i 5 stelle hanno tutto da guadagnare. Se il Pd dovesse rimanere chiuso in un angolo per colpa dei suoi stessi ex alleati, i due schieramenti che realmente potrebbero contendersi il governo del paese sarebbero Movimento 5 stelle e lo schieramento di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi. A quel punto potrebbe scattare la trappola del voto utile e la preferenza degli elettori di sinistra spostarsi sui grillini.

Potrebbe dunque innescarsi un effetto “curiosità”. Sarebbe un orientamento naturale anche per quella parte di sinistra delusa dall’andamento di questa legislatura, che ha visto Renzi affondare due governi e il partito spaccarsi.

Il Movimento 5 stelle, così fuori dalla dicotomia destra – sinistra, rischia di diventare “asso pigliatutto” della prossima competizione elettorale.

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