The Voice 2: le pagelle della seconda puntata
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The Voice 2: le pagelle della seconda puntata
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The Voice 2: le pagelle della seconda puntata

Commento, analisi e voti ai talenti mostrati su Raidue il 19 marzo 2014. Attenzione alla musica, ai brani cantati, all'interpretazione portata sul palco di provini aperti al pubblico. Le emozioni (e le stonature) tra le cover più belle di sempre

Nuovo appuntamento con "The Voice of Italy", nella seconda puntata della seconda edizione (in onda il 19 marzo 2014) su Raidue. Ormai lo conosciamo bene: è il talent dove a contare non è il vestito o il volto, ma la voce. 

Il Canale Cultura di Panorama.it ha deciso di dedicare uno spazio alle esibizioni di quelli che potrebbero essere i potenziali concorrenti del programma. In queste audizioni al buio, avremo la nostra pagella e l'analisi musicale dedicata.

Gianmarco Dottori canta "Get Lucky" dei Daft Punk (2013, da "Random Access Memories") - A parte un forte problema con la pronuncia inglese su cui possiamo soprassedere, quel ragazzo sudatissimo con il cappello come simbolo (che ha provato a far parlare di se in passato mettendo in mezzo Valerio Scanu, ma questa è un'altra storia), aveva tutti gli ingredienti vocali del rock pop che piace tanto in America e suona bene anche nelle radio italiane. Ha una forte capacità di personalizzare e ci piace. Ci piace molto.

GIANMARCO DOTTORI - VOTO: 8 - Ha scelto Noemi

Suor Cristina canta "No One" di Alicia Keys (2007, da "As I Am") - Sarà senza dubbio il personaggio di questa edizione di The Voice. Andiamo oltre l'abito della suora...No, è impossibile. Il suo maggior pregio è essere riuscita a dimostrare una cosa importantissima: essere lì per cantare, senza mire da pop star, le offre un grande vantaggio. Si sente solo la sua passione, il suo amore per le musica, la sua capacità di canalizzare le energie sul suo "dono". Tutti questi ingredienti hanno reso la performance eccezionale. 

SUOR CRISTINA - VOTO: 8 E MEZZO - Ha scelto J-Ax

Simone Capriglione canta "Un angelo disteso al sole" di Eros Ramazzotti (2013, dall'album "Noi") - Si è preso un rischio enorme, Simone, cantando un brano formalmente complicatissimo (e recente) di Ramazzotti, una canzone che diventa importante e acquisisce senso solo grazie alla voce del suo interprete originale. Simone ha imitato un brano che poteva essere reso, con le doti vocali giuste, in modo "diversamente" speciale. Lui non ci è proprio riuscito.

SIMONE CAPRIGLIONE - VOTO: 5 - Eliminato

Francesco Capriglione canta "How deep is your love" dei Bee Gees (1977, da "La febbre del sabato sera") - Scelta scontatissima, ha portato sul palco un brano non da artista da solo, ma da solista con un coro gospel dietro che però non c'era. Troppa maniera, poca energia, un modo vecchio (ma non sgradevole) di cantare. Saper usare tecnicamente la voce, anche a The Voice, non basta.

FRANCESCO CAPRIGLIONE - VOTO: 6 E MEZZO - Ha scelto Raffaella Carrà

Andrea Azzurra Gullotta canta "I Shot the Sheriff" di Bob Marley (1973, dall'album "Burnin") - Alcune cose della sua esibizione ci sono piaciute, altre molto meno. Non sappiamo se era un problema tecnico di ascolto o meno, ma sembra che la sua voce, seppur estesa, ha poca potenza e sembra piccola, lontana. Tutto questo incide fortemente sull'impatto della sua performance, non eccezionale.

ANDREA AZZURRA GULLOTTA - VOTO: 7+ - Ha scelto Piero Pelù

Nunzia Anna Sardiello canta "Respect" di Otis Redding (1967, dall'album Otis Blu: "Otis Redding") - Che personaggio eccentrico! Nonostante la scelta poco ricercata, ha dato nella sua totale assenza di originalità una grande botta di energia. L'esibizione è migliorata dall'inizio alla fine, ma non si discosta molto da quello che potrebbe fare una bravissima corista. In seconda fila.

NUNZIA ANNA SARDIELLO - VOTO: 7 E MEZZO - Ha scelto Raffaella Carrà

Naicok Nay Fuentes Perez canta "Guantanamera" (canzone popolare cubana)  - Abbiamo apprezzato il tentativo di portare l'atmosfera, abbiamo apprezzato l'omaggio professandosi nonno di uno dei "padri" di quel brano. Ma in un programma che premia la voce, lo spirito e il calore di un cubano con un talento vocale del tutto mediocre non poteva portarlo più lontano di così.

NAICOK NAY FUENTES PEREZ - VOTO: 3 - Eliminato

Yvonne Tocci canta "Insieme a te non ci sto più" di Caterina Caselli (1968) - Una voce interessantissima in un'interpretazione che non aveva niente di speciale. La sua originalità è naturale, non ha bisogno di sembrare diversa da com'è. Da quella voce così particolare possono uscire interpretazioni speciali. La aspettiamo al varco, sperando che si sappia valorizzare di più. Il timbro più bello della serata 

YVONNE TOCCI - VOTO: 6/7 - Ha scelto J-Ax

Daniele Blaquier canta "7 e 40" di Lucio Battisti (1969, dall'album "Nessuno") - Fino ad un certo punto, proprio nelle battute iniziali, ha dato tutto se stesso. Poi, ad un certo punto, è arrivato Marco Mengoni e non è andato via fino a fine esibizione. Ha un sacco di sfumature che sono solo sue. Vale la pena coltivarle, è a rischio banalità. 

DANIELE BLAQUIER - VOTO: 7 E MEZZO - Ha scelto Noemi

Alice Pardo canta "Royals" di Lorde (2013, dall'album "Pure Heroine") - Una scelta contemporanea, un brano difficile da cantare live ma anche un pezzo furbo da portare in questa occasione. Giovanissima, ma non tutti i giorni ci sarà un brano raffinato come "Royals" a valorizzarla. Le manca un po' di convinzione sul volto, deve ancora imparare a lasciarsi andare. E mostrare che sa divertirsi. È stata questa una delle esibizioni migliori della serata 

ALICE PARDO - VOTO: 7/8 - Ha scelto J-Ax

Erica Volpi canta "Come si cambia" di Fiorella Mannoia (1984) - Per una ragazza così giovane, è come prendere uno spigolo e spingerlo verso l'alluce del piede. Se poi la canzone non la si conosce o non la si ricorda o non la si sa gestire emotivamente, la performance si annulla. L'epilogo non poteva essere diverso e anche nei momenti di cantato, non abbiamo sentito niente di interessante.

ERICA VOLPI - VOTO: 2 - Eliminata

Vittoria De Santis (Vicky) canta "Dedicato" di Loredana Berté (1975) - Dalle Café Margot della quinta edizione di X Factor, eccola da sola in una veste nuova, ma con tutta l'esperienza di una "sgamata" che sa come ci si muove su un palco televisivo con la giusta dose di furbizia. Brava performer, buona vocalità ma soprattutto grande comprensione e racconto del testo. Ha fatto una bellissima figura.

VITTORIA DE SANTIS - VOTO: 8 - Ha scelto Raffaella Carrà

Thomas Moschen canta "New Shoes" di Paolo Nutini (2006, dall'album These Streets) -  Anche lui presenza fissa nei provini di moltissimi talent show italiani, è come quando prendi un coltello per tagliare la pizza e poi scopri che non è quello giusto, che non è quello seghettato. È un bel coltello ma non è in grado di ferire e emozionare. Non così, non con questa canzone, peraltro bellissima, che richiede personalità e carisma che questo ragazzo, per ora, non ha. Canta troppo chiuso su se stesso, la sua voce gli torna tutta indietro.

THOMAS MOSCHEN - VOTO: 6 E MEZZO - Eliminato

Mia Schettino canta "Breakfast in America" dei Supertramp (1979) - Versione personalizzata di un brano stupendo, portata da una voce che sembra davvero avere coscienza della musica, del suo peso e della sua importanza culturale. Traspare da ogni nota. Bravissima, importante, forse le manca, ma aspettiamo a dare sentenze, la freschezza di chi vuole arrivare al grande pubblico.

MIA SCHETTINO - VOTO: 8+ - Ha scelto Piero Pelù

Giulia Dagani canta "Jungle Drum" di Emiliana Torrini (2009, dall'album "Me and Armini") - Grande scelta del brano, una mossa da maestro che le è valsa l'ammissione di diritto alla fase successiva. Non avendola vista moltissimo in volto (per il montaggio) non ci siamo resi conto se è davvero forte. Dalla voce, manca ancora un po' di spigolosità nel canto. Il gusto e la stravaganza per farsi notare, non mancano. 

GIULIA DAGANI - VOTO: 8+ - Ha scelto J-Ax

Marco Costa canta "Trouble" dei Coldplay (2000, dall'album "Parachutes") - Più che un'esibizione, ci è sembrato di assistere a un omaggio. Piacevole, importante, ben cantato. Avrà emozionato chi conosce poco i Coldplay, avrà detto poco a chi sa quanta energia e interiorità bisogna dare a quel capolavoro. Probabilmente è solo un problema di esperienza, il ragazzo è un po' trasparente 

MARCO COSTA - VOTO: 6/7 - Ha scelto Piero Pelù

Giuseppe Chiriaco canta "50 Special" di Cesare Cremonini (1999, dall'album "...Squérez?") - Concentrarsi solo su come esibirsi, cominciare metà in piedi sul pianoforte, riempire il palco di sorrisi. Va benissimo, ma la voce? Non c'era, non cresceva, non "spaccava". Avrebbe davvero potuto fare tanto per darsi di più in uno dei momenti più importanti del suo percorso e carriera. Peccato, davvero.

GIUSEPPE CHIRIACO - VOTO: 7 - Eliminato

Steven Patrik Piu canta "Are you gonna be my girl" dei Jet (2003, da "Get Born") - L'ossessione per "l'energia" annebbia e ci fa dimenticare l'importanza della qualità dell'espressione nel canto. I filtri che Steven diceva di aver messo apposta, in realtà erano limiti vocali che (su richiesta nel bis) diventano insopportabili. 

STEVEN PATRICK PIU - VOTO: 6+ - Ha scelto Piero Pelù

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