Cronaca

La razza saviana

Traini è un delinquente. D'altra parte, l'immigrazione va governata con ordine, pianificazione economica e sociale. Tenendo conto che il caos esaspera

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Raffaele Leone

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Luca Traini è un delinquente. Uno che crede di risolvere il problema dell'immigrazione sparando a tutti gli immigrati che incontra, va neutralizzato e trattato come merita: un processo, una condanna severa, la certezza che in carcere ci stia per un bel po'.

I nazifascisti li ho conosciuti bene, gente disadattata, che si rifugia nella violenza, nella purezza della razza, nel mito dell'uomo forte per sopperire alle proprie frustrazioni, gente che alimenta il super-io perché c'è l'ha piccolo, l'io. Da studente, quando alla fine degli anni Settanta mi sentivo Che Guevara, sotto casa apparve una scritta a caratteri cubitali: Leone attento. E una svastica ad accompagnare il consiglio.
L'aveva vergata la gang guidata da un giovanotto convinto che le idee si dovessero far valere menando le mani. Qualche tempo dopo, quel giovanotto mi si parò davanti. Disse: "Tu non hai capito niente, è ridicolo combatterci, noi due siamo uguali. Il nostro nemico è il sistema, lo Stato, il capitalismo, la società borghese. Insieme potremmo fare grandi cose". E mi spiegò quali erano queste grandi cose. "Prendiamo l'elenco telefonico, scegliamo un tizio a caso e andiamo ad ammazzarlo".
Mi limitai a dire: "Ti ringrazio per l'offerta, ma tu sei fuori di testa". Vabbè che la gioventù, come fa con tutti, mi regalava certezze confuse, ma quello era matto da legare. "Vedrai che un giorno mi darai ragione", borbottò andandosene. Quel giorno non è mai arrivato e comunque non lo ha visto: morì schiantandosi con l'auto, strafatto di droghe.

Ho pensato a lui quando ho letto di Luca Traini a Macerata. E ho pensato ad Aron. Un eritreo che lavora a casa nostra da trent'anni. Si occupa di mia madre con una dedizione e una generosità che rare volte ho incontrato nella vita. Per me è uno di famiglia, ha un cuore grande e la pelle nera. E ho pensato ad Abraham, un senegalese mancato improvvisamente qualche anno fa. Mi chiamava "fratello" perché diceva che l'avevo trattato subito come un fratello, appunto.
Ora, con buona pace di Roberto Saviano, di Laura Boldrini, di una certa faziosità conformista e di sinistra, posso io dire che la situazione dei migranti in Italia è insostenibile?

ANARCHIA DELL'ACCOGLIENZA

Posso dire che l'anarchia dell'accoglienza è una vergogna? Posso pensare che l'invasione di questa massa di clandestini, per quanto disperati, va fermata? Sono razzista per questo? Sono terreno di coltura per i Luca Traini?

Si parla di carità e di solidarietà volendo far credere che il tema siano i sentimenti.
I buoni da una parte, i cattivi dall'altra. Gli umani di qua, i disumani di là. Ridicolo. Si tratta di sostenibilità.
L'Italia di oggi, dove la disoccupazione è da record, dove le tasse ti massacrano, dove anche i pensionati vengono spremuti, dove per i nostri figli si spera in un futuro più roseo all'estero, non può permettersi tutti questi irregolari.
Li ammassiamo nei centri di accoglienza, diamo una diaria, stiamo anni a stabilire se sono rifugiati politici o se sono da rimandare nella terra d'origine, consegnamo loro dei fogli di via che buttano in attesa del prossimo foglio di via e del prossimo ancora, non sappiamo imporre agli altri Paesi europei di prendersi la loro quota di migranti sui barconi prima ancora di sbarcarli.

Dire "l'Italia prima" non vuol dire ossigenarsi i capelli ed essere Donald Trump. Vuol dire provare a raddrizzare prima la barra di questo Paese e poi aprire le porte agli ultimi del mondo. Con ordine, con raziocinio, con pianificazione economica e sociale.

Quello che oggi stiamo facendo è togliere questi poveretti dalle strade dei loro Paesi per metterli sulle nostre strade. Vuol dire alimentare il numero dei disadattati, accrescere le fila della criminalità.
Io non sono leghista, se devo scegliere tra pancia e testa dico testa, leggo a volte di esagitati che gridano cretinerie in libertà, ma dire che Matteo Salvini e Luca Traini sono la stessa cosa, la trovo una stupidaggine figlia di quel manicheismo ideologico che ho frequentato da ragazzo e che sostituisce il confronto con l'insulto.

A parte i razzisti, gli italiani esasperati da questo caos migratorio sono tanti e non sono razzisti. L'altra mattina, mentre accompagnavo le mie figlie a scuola, ho visto un'anziana rifiutare l'elemosina a un immigrato, ho visto quell'immigrato insistere, l'ho visto seguire la signora con invadenza per poi gridarle addosso tutta la sua frustrazione. E ho visto la signora alla fine sbottare con un "Lasciami in pace, torna a casa tua". Poi guardandomi mi ha detto: "Per tutta la vita ho dato l'elemosina la domenica davanti alla chiesa, ma così non si può più andare avanti".
Anche lei ha armato la mano di Traini?

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