Esteri

Tutti i muri che dividono il mondo

Dal muro di Trump in Messico alle fortificazioni degli altri Paesi costruite per proteggersi dalle "invasioni". Ecco quali sono

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Redazione

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Tra i primi ordini esecutivi firmati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump c'è la progettazione di un muro al confine con il Messico per limitare l’immigrazione clandestina. Una barriera che potrebbe andare dai 9 fino ai 16 metri d'altezza per circa 3100 chilometri che corrono lungo il confine con gli Stati Uniti. Una divisione di sicurezza che andrebbe ad unirsi a quella già esistente, chiamata dagli americani “Muro messicano” e dai messicani “Muro della vergogna”, e costruita nel 1994.

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Si torna a parlare di muri, dunque, ma la storia ne è costellata (o meglio circondata). Il primo in assoluto fu il Vallo di Adriano, una fortificazione in pietra costruita nella prima metà del II secolo d.C. con l'obiettivo di difendere il confine settentrionale dell'Impero Romano in Britannia. Muri e muraglie a scopo difensivo sono, quindi, sempre esistiti: sono in genere stati eretti per proteggere il proprio popolo e il proprio territorio da possibili invasori nemici. 

Non si può dire che oggi che le cose siano cambiate molto, la differenza sta solo nel nome: non si chiamano più nemici o invasori, ma profughi.

E tanti sono gli esempi di barriere nel mondo. Come i sei metri di filo spinato che separano l'Africa dall'Europa, gli spagnoli dai marocchini. In tutto il pianeta i muri di qualche tipo sono almeno una trentina. L’Ucraina il 15 giugno 2015 ha annunciato il progetto di muro da 2000 chilometri come barriera difensiva contro una possibile invasione russa: una specie di linea Maginot appoggiata su fossati anti-carro da 4 metri per 2 e torrette di guardia alte 17 metri.

Anche l’India sta realizzando in chiave anti-immigrati 3.268 km di barriera con il Bangladesh, in lastre di cemento alte tre metri e filo spinato elettrificato, e altri 1.624 km di barriera con Myanmar, mentre i 550 km di cemento, reticolati elettrificati e infrarossi realizzata nel 2004 sempre dall’India in Kashmir hanno funzione anti-terrorimo. Anti-immigrati le due barriere in Sudafrica: 120 km al confine col Mozambico e 260 con lo Zimbabwe, a sua volta delimitato anche da 480 km di rete elettrificata del Botswana.

In casa nostra un muro alto 4 metri di filo spinato corre lungo i 175 chilometri della frontiera fra Ungheria e Serbia. Una nuova barriera fortificata servirà a spezzare la cosiddetta rotta balcanica impedendo la fuga di siriani e afghani.

La grande muraglia inglese, o meglio quella di Calais, è ancora ferma ma il progetto di un chilometro di lunghezza per quattro metri di altezza resta in piedi. L'idea era quella di edificarlo per proteggere dai migranti il porto e il traffico diretto nel Regno Unito. Mentre per dividere la comunità cattolica da quella protestante, e far cessare un lungo conflitto durato fino al 1996, tra la fine degli anni Sessanta e la fine degli anni Novanta in Irlanda sono stati costruiti un centinaio peace lines, che si snodano per 13 chilometri.

Dal lato della Bulgaria, dal 2014 è stata costruita una barriera ai confini con la Turchia. Un altro muro è quello iniziato nel 2012 tra la città greca Nea Vyssa e la turca Edirne. 

Anche l'Estonia, nel 2018, iniziarà i lavori per una barriera lunga 110 chilometri che intende alla frontiera che la separa dalla Russia. 

“Ponti, non muri”, direbbe san Giovanni Paolo II se occupasse ancora la cattedra di Pietro. A volte, però, questi muri non sono sufficienti a bloccare chi vuole entrare.

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