Simona Santoni

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Centinaia di morti e distruzione alle porte di Damasco. Dal 5 febbraio il regime siriano ha avviato un'offensiva di intensità senza precedenti contro Ghouta orientale, enclave in mano ai ribelli, bombardata da continui raid aerei da parte delle forze fedeli a Bashar al-Assad.

Regione al confine con Damasco, un tempo era il granaio della capitale, l'oasi di terre coltivate nel deserto siriano nei quasi sette anni di guerra in Siria ha subito molti orrori. Oggi la malnutrizione regna tra gli abitanti di Ghouta, soprattutto tra i bambini. 
L'assedio da parte del governo prosegue dal 2013 e ha reso quasi impossibile l'accesso a cibo e medicine. Secondo Save the Children sono oltre 350mila i civili bloccati nell'enclave, sotto le bombe.

La zona est di Ghouta ha patito anche il micidiale attacco con gas sarin del 2013, che ha quasi provocato un intervento degli Stati Uniti nella guerra in Siria.

(live blogging)

Oltre 400 morti in cinque giorni di raid

23 febbraio 2018 - La tragedia umanitaria nella regione di Ghouta orientale è senza fine: in cinque giorni di raid aerei e colpi d'artiglieria da parte del regime siriano, salgono ad almeno 403 i morti civili, fra cui 95 bambini. I dati sono dell'Osservatorio siriano dei diritti umani.

Nell'ospedale di Douma, la principale città dell'enclave ribelle a est di Damasco, i corpi senza vita avvolti in lenzuola bianche giacciono anche sul pavimento, allineati. In tre giorni 13 delle strutture sostenute da Medici Senza Frontiere sono state danneggiate o distrutte: lo staff ancora presente sul territorio è privato di molti strumenti necessari a curare le centinaia di feriti.

E ancora l'Onu non riesce a trovare un accordo su una tregua. Lo ha riferito la Russia, sostenitrice del regime di Assad. I negoziati si trascinano senza esito. 

Oltre 346 civili uccisi 

21 febbbraio 2018 - Le Nazioni Unite riferiscono di 346 persone uccise e 878 ferite nelle ultime due settimane a Ghouta, mentre fonti mediche locali parlano di "250 civili" uccisi da lunedì a mercoledì. Il dramma dei civili assediati si profila anche nel nord-ovest, dove la Turchia prosegue le operazioni militari contro l'enclave curda di Afrin, al centro da giorni di un'intensa attività politico-diplomatica che coinvolge in prima persona la Russia, assieme alla stessa Turchia e all'Iran.

20 febbraio 2018 - Da domenica 18 febbraio, nei raid aerei nell'enclave ribelle del Ghouta orientale, vicino Damasco, sono stati uccisi circa 250 civili, tra cui decine di bambini. Questi i dati dell'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh).

Solo lunedì 19 febbraio sotto i bombardamenti intensivi del regime siriano sono morti almeno 127 civili: si tratta del bilancio più alto di perdite di civili in questa regione dal 2015, secondo l'Osdh. 

un eccidio peggiore di quello di Aleppo", tuona il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini, chiedendo che il mondo non resti a guardare. "Nessuna parola renderà giustizia ai bambini uccisi, alle loro madri, ai loro padri, a coloro che sono loro cari", gli fa eco il direttore regionale di Unicef per Nord Africa e Medioriente, Geert Cappelaere. Anche l'Onu, tramite il coordinatore per gli aiuti umanitari in Siria, Panos Moumtzis, lancia un appello accorato: "È imperativo mettere fine immediatameente a questa sofferenza umana senza senso".

"Il regime siriano, con il sostegno diretto di Russia e Iran, ha trasformato Ghouta in un bagno di sangue di donne e bambini innocenti", un "crimine di guerra", dice Nasr al-Hariri, presidente della Commissione siriana per i negoziati (Snc), il principale gruppo dell'opposizione siriana.

200 civili morti sotto i bombardamenti

9 febbraio 2018 - Le bombe sono state sganciate dagli aerei da guerra del regime per quattro giorni consecutivi. Finora è di 228 il numero dei civili morti. Secondo l'Osservatorio siriano dei diritti umani tra le vittime ci sono anche 58 bambini.

"L'assedio significa che non c'è nessun posto dove scappare", ha detto la responsabile per la Siria di Save The Children, Sonia Khush. "Ci deve essere uno stop immediato ai combattimenti e una fine dell'assedio".

Ghuta senza farmaci

27 novembre 2017 Assediata dal governo siriano da anni, "la popolazione civile è sottoposta a crimini di guerra da anni ma ora il governo ha ulteriormente stretto l'assedio e aumentato gli attacchi contro i civili e gli obiettivi civili", è la preoccupazione di Amnesty International. "Questa coercitiva strategia militare, consistente in assedi e bombardamenti prolungati, è usata come tattica dal governo e dai suoi alleati per spingere i gruppi armati a negoziare una resa. Tuttavia, come nel caso di Daraya, al-Waer e Aleppo est, questa tattica ha compreso uccisioni di civili, riduzione alla fame della popolazione e sfollamenti forzati di civili". 

Mentre la violenza aumenta, mancano farmaci salvavita, attrezzature mediche e chirurgiche, che non vengono fatte entrare nell'area fuori Damasco. In soli quattro giorni a Ghuta est, fino al 17 novembre 2017, sono state uccise 84 persone tra cui 17 bambini e 6 donne, e 659 persone sono rimaste ferite (tra cui 127 bambini e 87 donne).

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