Redazione

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Un anno dopo la strage del 13 novembre, il Bataclan rinasce la notte del 12 novembre con la voce e la musica di Sting che ha ricordato i 93 morti di quella notte di terrore che iniziò nei pressi dello Stade de France e visse nella sala da spettacolo nell'XI arrondissement di Parigi i suoi momenti più tragici.

"Stasera abbiamo due compiti: onorare i morti e ricominciare a vivere. Non li dimenticheremo": alle 21 Sting sale sul palco del Bataclan. Parlando in francese chiede al pubblico di osservare un minuto di silenzio, straziante, a cui segue subito la musica. "Fragile", "Message in a Bottle", fino a "Roxane" e tanti altri successi.

Per circa un'ora e mezza carica di emozione, fino alle 22:40, l'Englishman in New York ha scatenato Parigi. Dopo un anno di silenzio il Bataclan è tornato a cantare.

Tra i 1.500 spettatori c'è anche Aurélien, un cuoco francese di 25 anni, che ha deciso di tornare nel luogo in cui ha perso il suo migliore amico. E nel quale lui si è salvato per miracolo nascondendosi dietro al bancone del bar. "Essere qui è un dovere", afferma lui, che per almeno venti minuti fece il morto, sdraiandosi a terra tra i fusti di birra."Voi non potete immaginare che cosa sia stato".

Nonostante la ristrutturazione ad Aurèlien tutto "sembra identico. Vi giuro era proprio così non è cambiato nulla", insiste sfiorando quello stesso comptoir che gli ha salvato la vita prima di lanciarsi verso l'uscita di sicurezza. Ne uscirà illeso, ad altri è andata peggio.

Sui 130 innocenti barbaramente uccisi tra i locali del centro di Parigi e lo Stadio di Saint-Denis qui ne vennero trucidati novanta. E tanti tra familiari e superstiti hanno voluto esserci ieri sera.

Ingenti le misure di sicurezza, con 14 nuove telecamere di videosorveglianza, un sistema di chiusura automatica delle porte in caso di emergenza e un esercito di addetti alla protezione del sito tra guardie private, gendarmi e Police Nationale.

Il ricavato dello spettacolo andrà interamente devoluto alle associazioni delle vittime: Life for Paris e 13 novembre: Fraternité et Verité.

In quasi dieci mesi di lavori il Bataclan è stato rimesso completamente a nuovo anche se la struttura rimane identica, con la fossa e le balconate in cui vennero fatti ostaggio e poi uccisi tanti spettatori. L'ingresso è più allegro e luminoso, con la nuova scritta rosso fuoco "Bataclan" le cui immagini hanno fatto il giro del mondo.

Anche se all'esterno del locale rimane sempre lo stesso tendone giallo-nero della notte degli attacchi.

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LE COMMEMORAZIONI

Le commemorazioni per le 130 vittime della furia jihadista sono cominciate venerdi sera nello stadio nazionale di Saint-Denis, dove 80.000 spettatori hanno osseravato un minuto di silenzio prima dell'inizio di Francia-Svezia, gara valida per la qualificazione ai Mondiali del 2018. Presente il presidente Francois Hollande, che quella sera fu portato in un luogo sicuro. Qui, la notte del 13 novembre 2015, un kamikaze salta in aria alle 21:20 uccidendo il 63enne portoghese Manuel Dias, autista che aveva accompagnato allo stadio un gruppo di tifosi.

Il Bataclan

Al Bataclan, al 50 di Boulevard Voltaire, era in programma il concerto degli Eagles of Death Metal, alle 20:45. Alle 21:48 tre terroristi, Ismael Omar Mostefai, Samy Amimour e Foued Mohamed-Aggad, entrano nella sala con kalashnikov, zaini pieni di caricatori, bombe a mano, cinture esplosive e un fucile a pompa, e urlando Allah Akbar sparano all'impazzata, tra le esplosioni dell granate, contro i circa 1.500 spettatori del concerto del gruppo stoner rock statunitense. Alla fine i morti saranno 93, in gran parte giovanissimi, tra cui l'italiana Valeria Solesin.

I ristoranti

Alle 21:25 una prima sparatoria nei pressi di due ristoranti, Le Carillon su Rue Albert e Le Petite Cambodge su Rue Bichat aveva lasciato a terra 10 morti. Cinque minuti dopo un secondo kamikaze si fa esplodere, senza conseguenze, davanti al fast food Quick, nei pressi dell'ingresso H dello Stade de France. Alle 21:32 una seconda sparatoria, 3 morti nei pressi del Cafè Bonne Biere e della pizzeria Casa Nostra, in Rue de la Fontaine au Roi. Quattro minuti dopo 20 persone muoiono sotto le raffiche davanti al ristorante La Belle Equipe, vicino Rue de Charonne.

La rivendicazione

Alle 21:43 una kamikaze si fa esplodere nella caffetteria Comptoir Voltaire, nei pressi del Bataclan (15 feriti) e 10 minuti dopo un kamikaze si fa esplodere presso un McDonald a circa 400 metri dallo Stade de France, causando 11 feriti. Nel teatro intanto arrivano le prime squadre di intervento, accolte da altre sparatorie e esplosioni, mentre decine e decine di persone in ostaggio mentre i tre kamikaze si fanno esplodere. All'una di notte la rivendicazione dell'Isis. Il bilancio è di 130 morti e più di 340 feriti, nella notte che ha cambiato la storia della Francia. 

L'11 settembre della Francia

È stato l'11 settembre della Francia, atterrita, ancora sotto shock, ancora alla ricerca di tutti gli assassini e di tutti gli errori commessi. Ma la voglia di voltare pagina e ripartire è traboccante, il Paese non vuole più - come hanno ripetuto Francois Hollande e Manuel Valls - "continuare a piangere i suoi morti". Non vuole aver paura di uscire la sera o di mandare i propri figli a scuola. C'è uno stato d'emergenza in vigore a ricordare quella serata tragica, ci sono le inchieste in corso tra Francia e Belgio, e l'unico esecutore materiale ancora in vita, il fuggiasco Salah Abdeslam, murato vivo in una cella del carcere di massima sicurezza di Fleury-Merogis. Non ha detto ancora una parola e, dice il suo ormai ex avvocato, continua a radicalizzarsi sempre più.

La reazione dei parigini

Da quella sera, i parigini hanno reagito. Nelle prime settimane, nei primi mesi, è stato difficile, quasi tutti conoscevano qualcuno che era al Bataclan o nei bistrot. Strade e ristoranti erano deserti la sera, ogni colpo, ogni rumore improvviso scatenava la paura. Pirati informatici seminavano il terrore nei licei annunciando stragi e bombe a ripetizione, altri hanno fatto evacuare buona parte del centro diffondendo la falsa notizia del sequestro di ostaggi in una chiesa. I nervi scoperti dei francesi, la strage del 14 luglio a Nizza, i tanti attentati sventati, l'orrore di Saint-Etienne-du-Rouvray, sono ancora troppo vicini. Ma la voglia di voltare pagina e ripartire è palpabile, ogni parigino ne parla, i ragazzi fuori dalle scuole fanno gli spavaldi quando il preside li invita a non fermarsi davanti al portone, le sale da concerto sono stracolme, i ristoranti hanno ricominciato a lavorare.

La ripresa

Il 10% dei turisti ha abbandonato quest'anno la Francia ma ci sono i primi timidi segnali di ripresa dopo due anni da dimenticare, a partire dal 7 gennaio 2015, inizio della sanguinosa stagione del terrorismo con la strage nella redazione di Charlie Hebdo.

 E domenica, mentre si scopriranno targhe e si elencheranno i nomi di tante persone uccise, soprattutto giovani e giovanissimi, al Canal Saint-Martin, luogo di ritrovo "cult" dei ragazzi parigini, si accenderanno migliaia di lanterne. Una candela, dalle finestre di tutte le case di Francia, dovra' essere il simbolo del ricordo e della vita che riprende.

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