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Paradise Leaks: cosa sono e chi sono i personaggi coinvolti

Nei nuovi documenti dei Panama Papers grandi nomi al centro degli investimenti offshore: la Regina Elisabetta, Apple, Nike, Bono, Hamilton

Ricordate i Panama Papers? Era il 2016 e tutto era partito da una fuga di notizie dallo studio legale panamense Mossack Fonseca da cui era derivata una maxi inchiesta (100 tra organizzazioni e testate giornalistiche di 80 Paesi diversi) che aveva stanato leader politici, uomini d’affari, società e banche accusati di aver utilizzato la copertura garantita dallo studio legale per compiere attività illecite, come evadere il fisco e riciclare denaro.

Ora ci risiamo. Una nuova ondata di carte dei Panama Papers, ribattezzate per l'occasione Paradise Leaks, mostra una lista nera di nomi che sarebbero al centro di investimenti offshore. I documenti riservati (ben 13,4 milioni) sono stati ottenuti dal quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung che a sua volta li ha condivisi con l'International Consortium of Investigative Journalists e i suoi partner tra i quali il Guardian, la Bbc, il New York Times e l'Espresso che pubblica in esclusiva per l'Italia insieme con Report, la trasmissione d'inchiesta di Raitre.

Perché è importante

Secondo la Bbc le rivelazioni delle ultime ore sono solo la punta dell'iceberg fatto di centinaia di politici, multinazionali, celebrità e personaggi di alto spessore che hanno utilizzato trust, fondazioni e società fittizie con un sistema di scatole cinesi per proteggere le loro ricchezze dal fisco. "L'evasione ed elusione fiscale delle corporation sottrae ai Paesi più poveri 100 miliardi di dollari l'anno, sufficienti per mandare a scuola 124 milioni di ragazzi e salvare la vita di 6 milioni i bambini", denuncia intanto l'Oxfam che chiede ai governi una 'lista nera' dei paradisi del fisco.

Chi sono i personaggi coinvolti

Ma essere interessante questa volta, è la lista dei nomi emersi dalle carte. Personaggi di rilievo come, per esempio, la Regina d'Inghilterra che ha investito molti denari nel paradiso fiscale della Cayman attraverso il Ducato di Lancaster, stando alle rivelazioni del Guardian.

Questo denaro della Regina Elisabetta, sebbene in modo legale, sarebbe stato investito negli ultimi 12 anni anche in catene commerciali come Threshers e BrightHouse criticate da tempo per il presunto sfruttamento di lavoratori, famiglie povere e persone vulnerabili.

Il Ducato di Lancaster, per parte sua, ha fatto sapere di non essere a conoscenza della destinazione finale verso tali società di una parte delle somme affidate a promotori finanziari.

Imbarazzo pure per Lord Ashcroft, businessman ed ex dirigente del Partito Conservatore britannico, che avrebbe a sua volta nascosto una fortuna pari a 450 milioni su conti offshore.

Dalla Gran Bretagna agli Usa, i Paradise Leaks non risparmiano neanche l'amministrazione di Donald Trump. Nelle carte compare il segretario al Commercio del Tycoon, Wilbur Ross, che avrebbe gestito affari che hanno legami con il genero del presidente russo Vladimir Putin.

Si tratta in particolare di una societa' di navigazione nella quale Ross ha interessi e con la quale avrebbe effettuato una serie di investimenti offshore, stando alle rivelazioni. Non si salvano neanche il braccio destro e regista dell'ascesa politica del premier canadese Justin Trudeau, Stephen Bronfman, e i colossi Usa Apple e Nike (accusati di aver usato artifici vari per eludere il fisco), oligarchi e imprese a partecipazione statale russi, con il coinvolgimento di Paesi vari: da Malta alla Repubblica del Congo.

Di più: nelle carte compaiono i nomi di Bono, il cantante degli U2 che attraverso una società registrata a Malta avrebbe investito in attività commerciali in Lituania e di Lewis Hamilton che attraverso una società basata sull'isola di Man avrebbe eluso in fisco dovuto per il suo jet privato.

L'Espresso cita anche la regina "Noor di Giordania indicata come beneficiaria di due trust nell'isola di Jersey".

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