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Parigi si tinge di azzurro: sogniamo con Cobolli, Berrettini e Arnaldi

Parigi si tinge di azzurro: sogniamo con Cobolli, Berrettini e Arnaldi

Tre azzurri negli ottavi al Roland Garros, il modo migliore per dimenticare l’eliminazione di Sinner. Berrettini: “Ora sto bene fisicamente, mi fido di nuovo del mio corpo”

Se c’era un modo per dimenticare l’eliminazione di Jannik Sinner era portare tre italiani agli ottavi di finale del Roland Garros. Ci siamo riusciti grazie alle vittorie di Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi. Tutti straordinari, ma le vittorie di Berrettini e Arnaldi sono arrivate al quinto set dopo autentiche maratone contro Comesana e Collignon. Più facile quella di Flavio Cobolli che in tre set ha battuto l’americano Tien. Ma attenzione a Cobolli, sta giocando un gran tennis, è in forma e in piena fiducia. Il suo cammino al Roland Garros può diventare di quelli importanti. Intanto godiamoci il sabato che colora di bianco rosso e verde il Roland Garros e complimenti ai nostri ragazzi che dimostrano ancora una volta quanto sia cresciuto il movimento in Italia di cui Jannik Sinner resta ovviamente la punta dell’iceberg.

I record

Per l’ottava volta nella storia, tre italiani hanno raggiunto gli ottavi di finale in uno Slam in singolare maschile. Sette volte è successo al Roland Garros. Il record restano i quattro arrivati tra i migliori 16 a Parigi nel 1947. Non è un record, però: nel 1947 gli italiani negli ottavi di finale al Roland Garros sono stati anche quattro. Il migliore dei quattro, in quell’edizione, è Giovanni Cucelli (di origini istriane, alla nascita Giovanni Kucel),  ritenuto uno dei più forti giocatori del mondo, ha raggiunto i quarti, fermato al quinto set dal campione in carica, Marcel Bernard. Battuti agli ottavi Mario Belardinelli (che poi come tecnico sarebbe stato il padre della generazione dei Moschettieri d’Italia, conquistatori della Coppa Davis nel 1976), sconfitto dall’ungherese Jozsef Asboth, futuro vincitore del torneo, Carlo Sada e Ferruccio Illo Quintavalle, quattro volte campione italiano di doppio negli anni ’30, arrivato agli ottavi di fatto senza giocare. Nell’era Open, prima di questa edizione del Roland Garros, era successo solo due volte: a Parigi nel 2021 e all’Australian Open di quest’anno, primo Slam diverso dal Roland Garros con una simile densità di azzurri al quarto turno.

Cobolli in scioltezza

Cobolli partiva favorito, ma non era facile aspettarsi una vittoria così schiacciante contro Learner Tien: 6-2 6-2 6-3, in un’ora e 46 minuti, il punteggio finale che premia il n. 10 del tabellone, in totale controllo del match dall’inizio alla fine. Cobolli affronterà ora Zachary Svajda. L’americano ha battuto, anche un po’ a sorpresa, 6-3 6-4 3-6 4-6 6-3 Francisco Cerundolo, n.25 del seeding. 

La maratona di Berrettini

La partita più lunga della carriera, 5 ore e 13 minuti, porta Matteo Berrettini nella seconda settimana del Roland Garros dopo cinque anni. Cinque ore e tredici minuti per conquistare gli ottavi di finale del Roland Garros e provare a vendicare Jannik Sinner. Matteo Berrettini batte in cinque set l’argentino Comesana e adesso affronterà Juan Manuel Cerundolo, l’argentino ha infatti battuto Martin Landaluce 6-4 6-7(7) 7-6(4) 6-7(4) 7-6(8) in una partita infinita, durata 5 ore e 58 minuti. “Mi esaltava Il fatto che non ho giocato qui per cinque anni, e volevo godermi un’altra partita. Quando la partita è così tirata è una questione di nervi, anche un po’ di fortuna può servire. Sono contento di come ho finito il match, ho lottato su ogni punto. Sotto il sole siamo riusciti ad andare in fondo. Comesana ha giocato una grande partita, ha sbagliato forse due palline in cinque ore – le parole di Berrettini al termine del match vinto contro Comesana -. Ho dovuto trovare il modo per vincere la partita che sembrava non finire mai. Ora mi servirà del tempo per recuperare. Quando sono arrivato qui non mi aspettavo di arrivare fino agli ottavi, ma c’è tanto lavoro fisico e mentale dietro. Sentirsi così correndo cinque ore sotto il sole e recuperando palline è normale che i nervi facciano effetto. Succede a ogni giocatore quando la partita si fa dura. Ho sbagliato un dritto sul 12-12, volevo solo costruire il punto, e ho sbagliato perché ero nervoso, e fa la differenza. Dopo che sono tornato a giocare alla fine della scorsa estate sono tornato a pensare di poter giocare a un certo livello. Tante volte c’era il fisico ma non la mente o viceversa, ci vuole tempo. Mi sento attualmente bene, fisicamente anche. Mi fido nuovamente del mio corpo, e tutti i match che ho giocato quest’anno mi hanno aiutato ad arrivare qui con fiducia”. E ora può godersi il momento: “La cosa più bella è che ho dubitato un po’ troppo di me stesso negli ultimi mesi e anni. E ho avuto un sostegno incredibile, tutti credevano ancora in me. Ho pensato che non sarei potuto tornare al mio livello, che non avrei potuto competere di nuovo in questo modo. Mi sono emozionato rendendomi conto che ne sono capace ancora, che posso ancora vincere queste partite”

L’impresa di Arnaldi

E alle dieci di sera con le primi luci della notte su Parigi è arrivata anche la vittoria di Matteo Arnaldi contro il belga Collignon. Anche lui in cinque set, anche lui con il super break che ha vinto 10-4 chiudendo la partita con uno spettacolare passante di dritto incrociato che ha bruciato Collignon.

Parigi si tinge di azzurro: sogniamo con Cobolli, Berrettini e Arnaldi
Matteo Arnaldi ha conquistato gli ottavi di finale al Roland Garros battendo Collignon
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