Esteri

Nicholas Cruz, dalla strage nella scuola di Parkland alla confessione

La storia del 18enne che, membro di una milizia di nazionalisti bianchi, ha sparato in Florida a compagni e insegnanti

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Chiara Degl'Innocenti

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La Florida piange i morti del liceo di Stoneman Douglas di Parkland, l’America trema ancora perché solo dall’inizio del 2018 sono 19 le scuole statunitensi in cui è verificata una sparatoria.

Ma che cosa scatta nella mente di un giovane, che armato fino ai denti, decide di tornare nell’ex istituto dove ha studiato e sparare alle persone che conosceva, con cui aveva convissuto seppur per una breve parte della sua esistenza?

Il caso

L'attentatore ovviamente è stato preso, ed è un ex studente. Il 18enne Nicholas Cruz, che ha confessato di essere l'autore della strage del giorno di San Valentino, ha raccontato alla polizia che con un fucile semiautomatico leggero Ar-15 dotato di numerose munizioni di riserva, e di alcune granate fumogene, il 14 febbraio è entrato nella sua vecchia scuola e, prima dell’uscita degli studenti dalle classi, ha azionato l'allarme antincendio per creare panico per poi far fuoco sui ragazzi. Quando gli allievi hanno cominciato a fuggire terrorizzati, ha detto di aver gettato il fucile e di essersi tolto il gilè con le munizioni e gli abiti che indossava per scappare anche lui mescolato alla folla.

Chi è Nikolas Cruz

Nicholas Cruz è un ragazzo problematico, Nicholas Cruz è un giovane senza famiglia. Per il Daily Mail, i genitori adottivi sono morti entrambi di recente per cause naturali, l'unico sopravvissuto è il fratello minore nato dalla stessa madre biologica e chiesto in adozione dagli stessi Cruz nel 2002, quando Nicholas aveva tre anni.

Oggi il ragazzo è un assassino. A quanto fa sapere la polizia anche a scuola aveva dei problemi, infatti era stato espulso per “motivi disciplinari” da quello stesso istituto in cui ha fatto una strage. Uno degli insegnanti di matematica, Jim Gard, di cui Cruz era alunno, ha raccontato che al ragazzo era stato vietato di entrare nel campus con lo zaino perché "c'erano stati problemi. Aveva minacciato alcuni studenti e forse gli era stato chiesto di lasciare il campus".

Cosa ancora più grave il killer di Parkland sarebbe stato un membro di una milizia di nazionalisti bianchi della Florida. Ad affermarlo il leader del gruppo, che ha spiegato alla Associated Press come Cruz avesse partecipato anche ad alcune "esercitazioni paramilitari".

Con una forte passione per le armi, o meglio una fissazione, prima della sparatoria in Florida Cruz aveva postato su Instagram (profilo poi oscurato dal Fbi in cui si firma Nikolas) una serie di messaggi inquietanti riguardo a pistole e coltelli.

 

“Sparare è come una terapia”, scriveva. Gli investigatori sostengono che tra queste frasi deliranti ce ne sarebbero anche alcune in cui prende in giro i musulmani. In quasi tutte le foto pubblicate Cruz inoltre si mostrerebbe con indosso una maglietta nera e una sciarpa che copre parte del suo viso per celare l'identità. "Qualunque cosa postava era sulle armi. Era malato", racconta un suo ex compagno di classe, mentre anche altri affermano che Nicholas veniva a scuola sempre armato.

Secondo la Cnn, che ha intervistato alcuni studenti, Cruz era come un ragazzo che "progressivamente era diventato sempre più strano". Uno degli amici dell'assassino Dakota Mutchler ha riferito ai media:"Io mi sono così allontanato da lui. Ero rimasto sconvolto vedendo che Cruz pubblicava sui social foto di armi, poligoni ed animali uccisi. Tutti scherzavamo su di lui, dicevamo che lui avrebbe potuto fare una cosa del genere, ed alla fine avevamo ragione, è una follia", ha riferito anche un altro studente alla Cnn.

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